Home Cronaca Capitano Ultimo: “Troppi silenzi su Cucchi, il comandante dell’Arma si dimetta”

Capitano Ultimo: “Troppi silenzi su Cucchi, il comandante dell’Arma si dimetta”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:57
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Il colonnello Sergio De Caprio – meglio conosciuto come Capitano Ultimo – si è scagliato contro il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri riguardo il caso di Stefano Cucchi.

Capitano Ultimo: "Il comandante dell'Arma si dimetta" - Leggilo

Il caso di Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre 2009 a Roma, mentre era sottoposto a custodia cautelare, ha scatenato polemiche specie perché, a causarne il decesso, sono stati tre Carabinieri del carcere di Regina Caeli, che lo hanno picchiato provocandone la morte – ieri la testimonianza di uno dei tre che ha assistito al pestaggio. Grazie all’attivismo della sorella Ilaria Cucchi – che ha poi tentato la scalata in politica, candidandosi alle elezioni politiche del 2013, per il rinnovo della Camera dei deputati – e alla pubblicazione delle foto del cadavere martoriato di Stefano, è emerso un giro di omertà e silenzio che hanno coinvolto sia i medici del penitenziario sia le Forze dell’Ordine. E queste ultime sono state, accanto a Stefano, le vittime.

Ad essere colpite, agli occhi dell’opinione pubblica, è stato l’intero ordine dell’Arma dei Carabinieri che, nel bel mezzo di una generalizzazione e forzatura mediatica, è finita sotto accusa. Ma quei tre che hanno causato la morte – e non c’è dubbio sul fatto che il gesto non possa trovare giustificazione, specie quando il compito degli agenti dovrebbe essere difendere e non uccidere – non rappresentano l’intera Arma, interpretazione ingiustamente risultata dalle accuse all’intero cerchio. Lo ha fatto notare il Vicepremier Matteo Salvini, con un post sul suo profilo Facebook:

Caso Cucchi, chi sbaglia paga, anche se indossa una divisa, ma non accetto che l’errore di pochi comporti accuse o sospetti su tutti coloro che ci difendono: sempre dalla parte delle Forze dell’Ordine.

Pubblicato da Matteo Salvini su Martedì 9 aprile 2019

Ma non è il solo, perché a tenere a bada le generalizzazioni contro l’Arma si è schierato anche il Capitano Ultimo, che ha ricordato: “Non sarà la vicenda Cucchi a far venire meno la fiducia degli italiani nei confronti dei Carabinieri, un corpo sano. L’Arma è affidabile, lo dimostra l’impegno di tutti i giorni, di ogni carabiniere. E la gente lo sa”. Il colonnello De Caprio si è poi duramente scagliato contro il comandante generale dell’Arma, Giovanni Nistri, che ha scritto ad Ilaria Cucchi auspicando che si faccia prima possibile chiarezza sul caso. “Per dieci anni il vertice dell’Arma ha ignorato e negato il caso Cucchi, vorremmo sapere perché, come tutti i cittadini“, ricorda Ultimo. “Ora Nistri se ne accorge, è troppo tardi. Noi Carabinieri ci sentiamo parte lesa per questo ingiustificabile ritardo. Piuttosto che pensare di costituirsi parte civile nel caso Cucchi, a questo punto sarebbe stato forse più utile per la dignità dell’Arma dare le dimissioni, senza tanti equivoci e come segnale di discontinuità”.

Un silenzio durato dieci anni, lunghissimo ed imperdonabile. Un’ovvietà dover fare luce sul caso: “La violenza va condannata sempre e i responsabili vanno perseguiti, anche se si trovano all’interno della nostra Istituzione: alla fine ci si è arrivati, ma con tantissimo ritardo rispetto ai fatti. Ora bisogna indagare, la Procura lo sta facendo benissimo”.

Ultimo ha poi espresso vicinanza alla famiglia Cucchi da parte del Sindacato dei Carabinieri, come riportato da Fan Page, “da sempre accanto alle vittime e per le vittime contro ogni abuso e non al servizio di altri padroni”. Compito dell’Arma dovrebbe essere quello di svelare il velo dei silenzi e dei ritardi, un’azione di cui si occuperà lo stesso Sindacato “per creare un sistema migliore e non certo per sciacallaggio”.

Chiara Feleppa

Fonti: Facebook Matteo Salvini, Fanpage

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