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Pamela, chi le ha venduto la droga sarà presto libero

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:43
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La Corte d’Appello di Ancona ha ridotto la pena per Lucky Awelina e Desmond Lucky, i due nigeriani indagati e poi scagionati per la morte di Pamela Mastropietro. Entrambi erano stati condannati per spaccio di droga. 

Pamela Mastropietro, pena ridotta per i nigeriani - Leggilo

Una sentenza che fa discutere, quell che ha ridotto la pena a Lucky Awelina e Desmond Lucky , i due nigeriani indagati e poi scagionati dall’accusa di aver ucciso e poi fatto a pezzi la 18enne Pamela Mastropietro, per la cui morte e vilipendio sconta la pena Innocent Oseghale. I due africani erano stati condannati per spaccio di droga, in primo grado, rispettivamente ad 8 e 6 anni di detenzione, come riportato da Il Resto del Carlino. Infatti, pare che sia stato Awelima a vendere la droga consumata da Pamela nell’appartamento in Via Spalato, dove è arrivata dopo essere scappata dalla comunità e dopo essersi imbattuta in Oseghale.

Ma ora entrambi hanno visto ridursi la pena a 4 anni e sei mesi. La difesa, infatti, aveva presentato istanza per riconoscere delle attenuanti – i due erano entrambi incensurati – e i Giudici della Corte d’Appello l’hanno accolta. “Non posso valutare la correttezza o meno dell’operato della Corte d’Appello di Ancona”, dice Marco Valerio Verni, lo zio di Pamela oltre che legale della famiglia, “Non conosco le carte processuali ma i due non sono ancora usciti formalmente dal processo, la richiesta di archiviazione formalmente non è stata emessa. Posso dire però che per l’ennesima volta assistiamo ad una riduzione di pena in secondo grado”, prosegue, come riportato da Cronache Maceratesi. Si tende a sottovalutare il reato di spaccio, con una pena dimezzata – sulla questione delle droghe si era più volte soffermato il Ministro leghista Lorenzo Fontana.  

“La magistratura sta perdendo quella funzione che dovrebbe avere, quei due vendevano droga davanti ad un asilo. Che ruolo ha la giustizia? Dove ci ritroveremo queste persone tra qualche mese?”, conclude il legale. Sconcerto anche per Elisabetta Aldrovandi, Presidente dell’Osservatorio nazionale per il sostegno delle vittime dela regione Lombardia. “Inaudito apprendere notizie del genere. Una pena dimezzata, in Cassazione si avrà conferma della condanna, ma probabile che li si voglia assolvere. Probabile poi, che, essendo incensurati, dopo un anno di reclusione potranno richiedere misure alternative al carcere. E poi, aggiunge la Presidente, “i due sono richiedenti asilo. Da dove vengono? Una vergogna quanto accaduto”

Fonti: Cronache Maceratesi, Il Resto del Carlino

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