Home Cronaca Stefano Cucchi, uno schiaffo e un calcio sul gluteo: è morto così

Stefano Cucchi, uno schiaffo e un calcio sul gluteo: è morto così

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:25
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Il Carabiniere Francesco Tedesco, supertestimone del Processo bis per la morte di Stefano Cucchi, ha rilasciato oggi in aula la sua testimonianza di quanto accaduto in una cella di sicurezza. Il vicebrigadiere è accusato di omicidio preterintenzionale. 

Stefano Cucchi, il racconto del testimone - Leggilo

Era il 22 ottobre 2009 quando Stefano Cucchi moriva all’Ospedale Sandro Pertini di Roma. Da allora, grazie all’attivismo di sua sorella Ilaria Cucchi, il caso ha avuto enorme visibilità e pian piano si è cercato di far luce sulla verità, attraverso le indagini che hanno visto coinvolti alcuni tra Forze dell’Ordine e medici del carcere Regina Caeli, dove Cucchi si trovava in custodia cautelare.

Il Carabiniere Francesco Tedesco, supertestimone del Processo bis per la morte di Stefano Cucchi, ha rilasciato oggi la sua testimonianza, come riportato dall’Agi. “Per me questi nove anni di silenzio sono stati un muro insormontabile. Ora chiedo scusa alla famiglia Cucchi e gli agenti della polizia penitenziaria imputati nel primo processo”, ha detto in aula. Solo pochi mesi fa, aveva deciso di confessare il pestaggio mortale che ha portato alla morte di Stefano, ad opera di Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, suoi due colleghi. Tutti e tre sono accusati di omicidio preterintenzionale.

“Al fotosegnalamento Cucchi si rifiutava di prendere le impronte. Ad un certo Di Bernardo si gira e tira uno schiaffo violento a Cucchi. A quel punto D’Alessandro si alza e lo colpisce con un calcio al gluteo, con il tacco della scarpa. Cucchi cade a terra, ho sentito il rumore della testa sul pavimento. Poi D’Alessandro gli dà un altro calcio in faccia”, ricostruisce Tedesco che avrebbe provato a fermare, senza successo, i colleghi: “Io ho detto: ma che fate? Non vi permettete!. E poi ho aiutato Cucchi a rialzarsi. La mattina successiva in Tribunale era evidente che Stefano Cucchi era stato picchiato”.

Tedesco è anche accusato di aver alterato il verbale di arresto di Cucchi, alterando il falso, e di calunnia –  insieme a Vincenzo Nicolardi e al maresciallo Roberto Mandolini –  per aver accusato gli agenti della penitenziaria finiti a processo. “Io non sapevo come fare a dire la verità. Qualche giorno dopo, io ero a casa, in ferie, D’Alessandro e Di Bernardo mi chiamarono per dirmi: fatti fatti tuoi. In dieci anni non ne avevo mai parlato con nessuno di quello che era successo.  Non era facile denunciare i miei colleghi. Il primo a cui ho raccontato quanto è successo è stato il mio avvocato”, ha ammesso ancora Tedesco. Secondo il legale, il suo assistito avrebbe non solo tentato di allontanare i colleghi da Stefano, ma è anche quello, tra tutti, che ha avuto il coraggio di denunciare la condotta: “Pertanto”, sostiene l’avvocato, “Francesco Tedesco ha avuto un ruolo determinante per far luce sulla verità”. 

Questo quanto accaduto nella cella di sicurezza nella stazione Appia dell’Arma: brutali violenze che lo hanno ucciso, a poco a poco. Una verità che viene fuori dopo tanti lunghi anni. Fa eco, da lontano, la voce di Ilaria che non smette di chiedere giustizia per suo fratello. Una giustizia che sembra vicina a realizzarsi.

Chiara Feleppa

Fonte: Agi