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“Imane Fadil era gravemente malata, la colpa è dei medici. Berlusconi non c’entra”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:35
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Scontro acceso tra l’onorevole Mara Carfagna e il giornalista Marco Travaglio. I due hanno tirato in ballo la morte di Imane Fadil, ragazza marocchina deceduta lo scorso 1 marzo. L’autopsia sul corpo sembra dare ragione alle parole della Carfagna. 

Imane Fadil morta cause naturali - Leggilo

Come accade spesso, lo studio di Lilli Gruber, durante l’ultima puntata di Otto e mezzo, andata in onda su la 7, è stato terreno di scontro. Questa volta lo scontro si è acceso tra il giornalista Marco Travaglio e l’onorevole Mara Carfagna, esponente di Forza Italia. La deputata ha accusato il primo di aver pregiudizi nei confronti del Centrodestra: “Lei non è credibile, il suo pregiudizio è tale che ha attribuito a Silvio Berlusconi l’omicidio di Imane Fadil, è morta per cause naturali”. “Totalmente falso”, ha replicato il giornalista che è arrivato a dare alla deputata della “bugiarda patentata“.  “Una medaglia ricevere della bugiarda da lei”, ha replicato la Carfagna.

In effetti, l’autopsia eseguita il 27 marzo sul corpo di Imane Fadil, la 34enne di origine marocchina morta il primo marzo scorso – una delle testimoni nel processo “Ruby Ter” – non ha portato a nulla di nuovo. O meglio, pare che non esiste nessuna causa visibile per elaborare una diagnosi, e bisogna attendere che vengano fatte altre analisi sui tessuti prelevati e ottenere i risultati degli esami tossicologici.

Nessuna ipotesi di avvelenamento può essere quindi confermata, e le analisi condotte dai medici dell’Humanitas sulla presenza di metalli nel sangue e nelle urine della donna hanno evidenziato livelli di alcune sostanze superiori alla norma, ma non in una quantità tale da poter essere considerata letale. Pertanto, per avere l’esito degli accertamenti chiesti dalla Procura di Milano si dovrà attendere ancora un mese.

La pista rimane quella di una “morte per malattia“. I medici ipotizzano “una patologia rara non facilmente classificabile, i cui effetti sono stati sottovalutati“, che porterebbe quindi alla pista di una malasanità. Nulla quindi c’entrerebbe l’ex Premier Silvio Berlusconi, e cadono le ipotesi che vedevano nella morte della ragazza un tentativo di depistaggio delle indagini del processo.

Un’ altra archiviazione per Silvio Berlusconi

Una buona notizia per l’ex presidente del Consiglio arriva anche da Roma. La Procura ha chiesto per lui l’archiviazione nell’ambito dell’inchiesta sulle sentenze del Consiglio di Stato. Silvio Berlusconi era indagato per corruzione in atti giudiziari, come riportato da Askanews. L’indagine riguardava il pronunciamento dei giudici di Palazzo Spada che il 3 marzo 2016 annullarono l’obbligo per l’ex presidente del Consiglio di cedere la quota eccedente il 9,99% detenuto in Banca Mediolanum, come stabilito da Bankitalia. Le quote sarebbero dovute essere cedute a causa della perdita dei requisiti di onorabilità richiesti agli azionisti degli istituti dopo la condanna definitiva di Berlusconi per la vicenda dei diritti Mediaset

La maxi-inchiesta – nata dalle dichiarazioni dell’avvocato Piero Amara, ex legale di Eni, – a febbraio ha portato all’arresto di alcuni magistrati. In un altro procedimento della stessa inchiesta risulta indagato il segretario del PD, Nicola Zingaretti, per finanziamento illecito.

Fonti: Otto e Mezzo, Askanews

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