Il Congresso di Verona ha lasciato diversi interrogativi. Primo tra tutti, l’incontro ha messo il punto sulla questione della denatalità e della crisi demografica. A questo proposito, Emma Bonino ha proposto delle soluzioni… discutibili.

Emma Bonino immigrazione in massa - Leggilo

Le idee di Emma Bonino sulla questione dei migranti, famiglia, e natalità si conoscono bene. Si era espressa negativamente, qualche tempo fa, sul Congresso delle famiglie di Verona, ancora prima che iniziasse. La leader di “+Europa” – il Partito che si prepara alle prossime europee ricevendo ingenti finanziamenti da George Soros, circa 200mila euro – è tornata a parlare della crisi demografica, uno dei problemi più urgenti per l’Italia, come riportato da Askanews. Un problema, quello della denatalità, che anche il Vicepremier Matteo Salvini si è posto come tale e che proprio il summit di Verona aveva lo scopo di analizzare. Il Congresso ha, di fatto, spaccato le acque. Sono emerse differenze di vedute nell’esecutivo: da una parte i sostenitori dell’incontro, tra cui la leader di FDI Giorgia Meloni e lo stesso Ministro dell’Interno; e gli oppositori, come Monica Cirinnà o l’ex Presidente della Camera Laura Boldrini. E se queste ultime due sono scese in piazza a manifestare contro il Congresso, la Bonino non si è aggregata alle femministe ma ha svelato cosa pensa riguardo il calo di natalità.

La soluzione per colmare il vuoto demografico, secondo la senatrice, consiste in primo luogo in una politica seria d’integrazione degli immigrati. Ma, prima dell’integrazione, c’è bisogno che ce ne siano abbastanza. A questo punto, la senatrice propone un “travaso“. “Qui fra un po’ siamo a dieci miliardi con una esplosione demografica a trecento chilometri. È chiaro che o riusciamo a capire come organizzare questo travaso, oppure se ci illudiamo che basta fare un muro e quelli rimangono là, beh non è così”. Una sorta di trasfusione di popoli per rafforzare l’immigrazione di massa e per colmare sia il vuoto che la crisi del tasso di natalità. “Nel 2050 la Nigeria avrà più abitanti di tutta l’Eurozona“, continua la Bonino che, a quanto pare, tratta le persone come numeri.

Emma Bonino e la legge 194

Emma Bonino si dice fermamente sostenitrice dell’aborto, altro tema scottante del Congresso. Per questo, qualche mese fa aveva depositato un esposto al Ministro della Salute Giulia Grillo per avere una relazione sullo stato di applicazione della legge 194, quella sull’interruzione volontaria della gravidanza tanto discussa al summit. “Per la prima volta dal 2000 non viene presentata al Parlamento la relazione del Ministro della Salute“, aveva denunciato la Bonino chiedendo di avere notizie sull’attuazione della legge stessa e sui suoi effetti, anche in riferimento al problema della prevenzione, come riportato dall’Ansa.

La 194 – “intoccabile”, ha chiarito Matteo Salvini – viene sostenuta dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, dell’Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto, dell’AIED, e da numerose altre associazioni ed organizzazioni. La Bonino aveva quindi richiesto spiegazioni circa il ritardo della presentazione della relazione da parte della Grillo e sui provvedimenti che il Ministro avrebbe avuto intenzione di prendere per superare le innumerevoli disparità e disuguaglianze registrate nelle varie Regioni,  per elimianre “qualunque pregiudizio per le donne che accedono all’interruzione volontaria di gravidanza“.

Per promuovere “l’uso delle tecniche più moderne e più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione di gravidanza Emma Bonino ha chiesto di eliminare l’obbligo del regime di ricovero obbligatorio, rendendo possibile l’accesso alla pratica anche a casa o in ambulatorio. La Bonino vorrebbe anche superare il limite per l’interruzione di gravidanza fissato a 9 settimane, come negli altri paesi europei, per “garantire il diritto delle donne”.

Iniziative per sostenere la maternità delle donne italiane? Non se ne conosce nessuna da parte di Emma. Ai futuri figli d’Italia penserà presto la Nigeria, del resto.

Fonti: Askanews, Ansa

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