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Verona, le femministe contestano il Congresso sulla famiglia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:09
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Al via il Congresso mondiale delle famiglie, a Verona, che durerà fino a domani. Temi scottanti affrontati già nella prima giornata di lavori: a far storcere il naso delle critiche, argomento aborto e omosessualità.

Foto d’archivio

E’ partito tra le polemiche il Congresso delle famiglie, al via a Verona dal 29 al 30 marzo. Un evento che ha fatto discutere e le polemiche non sembrano placarsi. Massimo Gandolfini, leader del Family day che ha dato il via al summit, ha parlato dell’”aborto come di un omicidio”. Sul palco anche la Senatrice pentastellata Tiziana Drago, che ha partecipato a titolo personale, senza alcun riferimento alla linea del M5S – che si è dissociato dall’iniziativa e che aveva dichiarato che nessun parlamentare M5S avrebbe partecipato al Congresso, non condividendone le linee di base e la visione di  donna propugnata all’evento. Infatti, di Luigi Di Maio nessuna traccia mentre è atteso per oggi l’arrivo del Vicepremier Matteo Salvini. Al Congresso, come preannunciato, gli argomenti saranno scottanti e hanno già trovato la ferma opposizione di chi reputa il summit “un passo indietro per l’umanità”, un evento che toglie spazio e voce ai diritti degli Lgbt – Lesbiche, gay, bisessuali e transessuali. Ma altri due focus infuriano gli animi: argomento divorzio e argomento aborto.

In Italia, dal 1978 a oggi, sono stati uccisi sei milioni di bambini“, ha esordito Gandolfini.Da un’unione donna donna e uomo uomo, non nasce una vita, per cui non possono essere genitori. Siamo inoltre convintamente contrari alla maternità surrogata e all’utero in affitto, pratica incivile”. In sostanza, si ribadisce il concetto di famiglia naturale. Una manifestazione di estrema destra, ha detto il Ministro della Salute Giulia Grillo, dove si paragona omosessualità al satanismo: “un’affermazione ai limiti del ridicolo ed è ovviamente priva di qualsiasi fondamento scientifico”. Il Ministro si è detta contraria anche all’idea che negare l’aborto non vuol dire favorire la natalità. Neanche il M5S, in questo caso, sembra trovarsi d’accordo tanto più se la Drago ha ribadito che ci sono all’interno del Movimento “senatori e deputati che sono aperti alla famiglia tradizionale”. Anche Vincenzo Spadafora, parlamentare M5S e sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha parlato di argomenti, quelli del Congresso, assenti dall’agenda di Governo. Una scelta di coraggio quella di Drago, una voce fuori dal coro che ha trovato anche consenso da parte dei suoi follower. Ma diversi sono le personalità che hanno preso parte al Congresso di Verona.

Luca Zaia, Governatore del Veneto, ha condannato gli estremismi mentre il Ministro leghista Marco Bussetti, che arriverà oggi, ha fatto retromarcia dicendo di essere stato invitato ma senza sposare l’idea di chi ha organizzato il Convegno. Fa discutere anche la presenza di Maria Giovanna Maglie, relatrice del Congresso, come riportato da TgCom24: “Non vorrei che l’aborto diventasse un rito laico di festeggiamento invece che un’opzione alla quale ricorrere come extrema ratio”. Questioni scottanti ma intanto, il risultato della prima giornata del Congresso, è positiva, dicono gli organizzatori, dissociandosi totalmente dalle voci di alcune persone che hanno parlato di “curare gli omosessuali, altrimenti potrebbero essere spediti all’inferno”.

Intanto, prevista per oggi l’arrivo di Salvini, Fontana, Bussetti e Giorgia Meloni: rafforzate le misure di sicurezza. Ma per il Vicepremier la polemica è sul nulla: “Polemica costruita sul nulla dalla Sinistra. Andrò a ribadire la libertà di scelta di tutti e per tutti: le conquiste sociali non si toccano, non si discute della revisione dell’aborto, del divorzio, della libertà di scelta per donne e uomini. Si ragiona su come aiutare le famiglie italiane: mamme e papà, coi bimbi e coi nonni, e uscire da una situazione di povertà che a volte, dopo la nascita di un figlio, ti entra in casa”.

Intanto, Verona si prepara a scendere in piazza per manifestare contro il Congresso “omofobico” e “antifemminista“. Oggi, alle 14.30, il corteo “transfemminista” organizzato dall’associazione “Non una di meno partirà dalla stazione di Porta Nuova per scioperare contro il summit. Attesi in 20.000, misure di sicurezza rafforzate per evitare il più possibile disagi in tutta la città.

Fonti: TgCom24

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