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Alessio, morto a Parigi: lascia un codice, un messaggio, e 150mila euro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:24
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Alessio Vinci, studente universitario residente a Ventimiglia, è stato trovato morto a Parigi più di un mese fa. La Procura di Roma segue il caso, pieno di interrogativi e punti di domanda: la sua morte è avvolta nel mistero.

Alessio Vinci morto nel mistero - Leggilo

Si sono tenuti giovedì 14 febbraio, più di un mese fa, i funerali di Alessio Vinci, il ragazzo di soli 18 anni ritrovato morto misteriosamente a Parigi. Circa trecento persone si sono raccolte nella Chiesa di San Nicola, a Ventimiglia, per un ultimo saluto al ragazzo. Ma la storia non si è chiusa affatto, anzi si è riaperta: troppi i punti di domanda di una morte avvolta ancora nel mistero.

Il cadavere del 18enne è stato ritrovato circa tre mesi fa, venerdì 18 gennaio, in un cantiere a Parigi, alla base di una gru alta 45 metri. A questo punto, il primo interrogativo. Nessuno, infatti, era a conoscenza del fatto che il ragazzo si trovasse nella capitale francese. Per tutti, Alessio si trovava a Torino, dove frequentava l’Università. Gli inquirenti francesi hanno da subito seguito la pista di un suicidio, ipotizzando un caso di “Blue Whale”, il gioco mortale che è costato la vita a moltissimi adolescenti che si sono gettati da palazzi o grattacieli. Ma il caso è passato all’ufficio della Procura di Roma che ha avviato altre indagini, in quanto l’ipotesi di omicidio non può essere, ad oggi, esclusa e troppi interrogativi avvolgono il decesso del giovane studente.

Alessio, gesti inspiegabili prima di morire

Alessio, un “genio”, secondo i suoi amici, frequentava la facoltà di ingegneria aerospaziale di Torino, a cui era riuscito ad accedere dopo essersi diplomato facendo due anni in uno. Un ragazzo con un quoziente intellettivo superiore alla media, con una vita tranquilla, senza eccessi. Eppure, andando a scavare nel suo passato, aveva avuto un’infanzia piena di dolore. Orfano di madre – morta quand’era ancora piccolo – il padre non è mai stato presente nella sua vita. Si era trasferito nella città ligure con il nonno che ha cercato, con la sua pensione, di dargli una vita agiata per farlo studiare e crescere. Proprio al nonno, Alessio ha inviato il suo ultimo messaggio: “Il nonno migliore e un grande esempio”, queste le ultime parole ritrovate su un foglio nella camera dell’hotel di lusso in cui soggiornava nella capitale francese, nei pressi del palazzo-centro dei Congressi e delle esposizioni nella zona nord ovest di Parigi, a Porte Maillot. Poi, la caduta mortale dalla gru.

Ma cosa è accaduto prima di quel volo? Gli inquirenti hanno provato a ricostruire gli ultimi momenti prima della sua morte, per fare luce sulla sua morte, come riportato da Chi l’ha visto?. Alessio si trova a Ventimiglia con suo nonno, quando riceve una telefonata. “Sono stato contattato dalla segreteria del Politecnico, devo andare lì a firmare dei fogli”, dice al nonno. In realtà, dalla segreteria non è partita nessuna telefonata e le carte non esistono. Un altro punto di domanda, su cui si cerca di fare chiarezza, sono dei soldi ipoteticamente vinti al Casinò. “Ho vinto, nonno”, dice il ragazzo mostrandogli un estratto conto su cui erano accreditati circa 150mila euro. I soldi ci sono, mentre chi era con lui al Casinò smentisce la vincita. Il ragazzo si reca in un locale di Torino, per festeggiare, ed è solo qui, quando mostra fiero banconote da 50 euro, che rivela di dover andare a Parigi ad incontrare una persona.

La persona potrebbe essere Greta Haryson, nome di una ragazza che Alessio ha comunicato ad un suo amico, Matteo. “Si scrive con una r sola, ma non cercarla su internet, non esiste ancora”, gli dice il ragazzo. Nessuno sa chi sia Greta, ma una sera Alessio, un po’ brillo, per sbaglio, aveva chiamato una ragazza del suo gruppo di amici con questo nome, facendo confusione. Esiste? O è solo immaginazione? Per ora, la ragazza sembra essere solo un nome, senza volto e senza corpo.

La lettera e le sigle in codice

Anche la lettera, lasciata nella camera d’albergo, apre le domande. Alessio aveva domandato al suo amico Matteo se fosse a conoscenza di un modo per spedire una lettera che arrivasse al mittente un anno dopo. Tale lettera, potrebbe essere quella che è stata ritrovata in quella camera di lusso dell’hotel di Parigi, che aveva pagato per due notti, ma in cui è rimasto soltanto una. Scritta in francese, riporta le seguenti parole: “Non voglio dirvi perché ho fatto quel che ho fatto, ma voi potrete sapere che io sono solo una persona che è troppo stanca per andare avanti. Se mi ricordate come un giovane pazzo, me ne frego di quello che penserà la gente. Chiedo soltanto una cosa e io so che qualcuno lo farà. Fate vedere a tutti questo messaggio”. Poi, una scritta al contrario, in codice: “E.T.P. je sais CAM 381ASLCM”.

La sigla “E.T.P.”, che appare anche incisa sotto la sua scrivania, è un enigma.  Potrebbe riferirsi, stando agli inquirenti, alla Electronic Communication Platform – rete di telecamere della polizia stradale del Piemonte, seguito in questo caso dal numero di una telecamera; oppure, al trading online, un servizio di compravendita di strumenti finanziari in Internet. Potrebbe spiegarsi così la quantità di denaro che il ragazzo disponeva.

Anche i messaggi, lasciati su Instagram, non fanno altro che alimentare gli interrogativi, come riportato da Repubblica. “Riposa in pace, fratello incel”. Una parola, quest’ultima, che compare in diversi messaggi. “Un altro fratello incel ucciso dalle donne. Riposa in pace”. Un errore di battitura, si pensava all’inizio. Invece, se si ricerca su Internet, la parola si riferisce a un acronimo, dato dalla fusione di due termini anglosassoni: “involountary” e “celibate”. Indica persone che non riescono ad avere rapporti sentimentali o sessuali con l’altro sesso, spesso vergini, che sviluppano analisi e teorie sul funzionamento del mondo e delle relazioni sociali a partire dalla valutazione di alcuni elementi, quali l’aspetto fisico, lo stato sociale e la disponibilità di denaro. Sparita anche la carta di credito e la carta di identità di Alessio, che non aveva con sé quando è stato ritrovato.

Giro illecito di soldi? Suicidio? Omicidio? Tutto apre possibili piste e possibili interrogativi. Fino ad ora, però, l’unica cosa certa è che Alessio è morto a Parigi. Tutto il resto, non ha certezza ed è ancora da approfondire.

Fonti: Chi l’ha visto?, Repubblica

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