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L’autista del bus minacciato in carcere. Gad Lerner: “E’ italiano e resta italiano”

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Oysseynou Sy, il senegalese autore del sequestro del bus, si trova in carcere ma rischia aggressioni da parte degli altri detenuti. Eppure c’è chi, come Gad Lerner, non vuole che gli sia revocata la cittadinanza.

Gad Lerner sul senegalese - Leggilo

Ousseynou Sy, in carcere, non mostra segni di pentimento. L’uomo deve rispondere di strage, sequestro di persona e incendio, reati contestati con l’aggravante del terrorismo, anche se la Sinistra fa finta di nulla, dicono. E’ lui il senegalese che ha dato fuoco a un autobus, dopo averlo messo sotto sequestro, con 51 bambini dentro: una strage sfiorata per un pelo, grazie al tempestivo intervento delle Forze dell’Ordine e l’aiuto di un bambino. Il suo obiettivo era mandare un segnale, portare l’attenzione dell’opinione pubblica sui morti nel Mediterraneo e opporsi alle politiche in tema migranti del Vicepremier Matteo Salvini. “L’ho fatto per l’Africa, affinché non ci siano morti in mare, mi sono sacrificato”, ha ripetuto a chi l’ha incontrato a San Vittore, aggiungendo che l’ultima tappa della sua delirante corsa sarebbe stata l’aeroporto di Linate, come riportato da TgCom24: “Volevo prendere un aereo e tornare in Africa e usare i bambini come scudo”. Poi, prova a spiegarsi così: “Io faccio cose politicamente, non uccido. Sono sicuro che quando i miei due figli saranno grandi capiranno quello che ho fatto”, ha concluso.

Il suo legale Davide Lacchini ha annunciato che è pronto a chiedere una perizia psichiatrica per il suo assistito, mentre il Procuratore aggiunto Alberto Nobili e il Pubblico ministero Luca Poniz passano in rassegna il suo passato e i suoi contatti, anche quelli in Senegal: sono stati esclusi collegamenti con l’Isis o gruppi jihadisti. Intanto, Sy rimane in carcere, in quanto non solo non ha mostrato alcun segno di pentimento, ma secondo gli inquirenti c’è il rischio di “reiterazione del reato”. Sy, anzi, si dice convinto di quanto provato a fare e spera che il suo “segnale” sia arrivato a destinazione.

Ma a San Vittore, per lui, le cose non sono facili: in carcere è stato applicato il codice d’onore contro chi fa del male ai bambini. Per questo motivo Osseynou Sy è stato aggredito da altri detenuti che gli hanno lanciato contro uova e arance, come riportato da Il Corriere della Sera. Poi, dopo l’ennesimo tentativo di aggressione fisica, è stato spostato al reparto protetti, la sezione destinata a coloro che non possono stare insieme agli altri detenuti a rischio. “Quì sto meglio“, dice Sy dal carcere. “Lì avevo paura, non potevo chiudere occhio”.

E se c’è chi, anche dietro le sbarre, non lo vorrebbe, c’è chi da fuori lo difende. Il senegalese, che aveva ottenuto la cittadinanza italiana da 15 anni, guidava i bus della Autoguidovie, malgrado due precedenti: guida in stato d’ebbrezza e molestie ad una 17enne a bordo di un autobus. E se il Vicepremier Matteo Salvini ha detto di voler fare il possibile per togliergli la cittadinanza italiana, supportato dall’altro braccio destro Luigi Di Maio, il giornalista Gad Lerner non è d’accordo. Giorni fa aveva già speso parole di “comprensione” per il senegalese, giustificando il suo gesto con l’odio: “Chi compie reati va processato, la revoca della cittadinanza e anticostituzionale perché discrimina fra pari”, twitta il giornalista in risposta a Matteo Salvini. Quindi, per Gad e per la Sinistra, il senegalese è il cittadino che ha agito per un motivo se non giusto, almeno comprensibile. E non deve essere discriminato. La leggittimazione è a un passo.

Fonti: Twitter Gad Lerner, TgCom24, Il Corriere della Sera

 

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