Home Cronaca Imane Fadil, le cartelle cliniche: “Avvelenata”. Lele Mora: “Era inutile e insignificante”

Imane Fadil, le cartelle cliniche: “Avvelenata”. Lele Mora: “Era inutile e insignificante”

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Lele Mora, personaggio chiave coinvolto nelle inchieste sul caso Ruby per favoreggiamento alla prostituzione, ha detto la sua su Imane Fadil, la testimone chiave deceduta per avvelenamento. 

Imane Fadil deceduta

Ricordo una ragazza triste, che doveva avere avuto un sacco di problemi, cercava una strada per il successo, ma era davvero insignificante, inutile e non ebbe nessuna fortuna”. Così Lele Mora, personaggio chiave coinvolto nelle inchieste sul caso Ruby per favoreggiamento della prostituzione, parla di Imane Fadil, la modella marocchina di 34 anni deceduta quindici giorni fa, testimone chiave nel processo contro Silvio Berlusconi per le serate hot del “bunga bunga“.

Lele Mora, chiamato e invitato dal Presidente, decise di portare la “povera ragazza che aveva conosciuto tempo fa” alle cene, ma esclude anche che la modella sia rimasta da sola anche solo un secondo con l’ex Premier. “Lei è stata ad Arcore solo due volte e io, che sono stato ospite del presidente dal 1985 al 2011, posso ribadire che in tanti anni non ho mai visto foto o altro materiale relativo a quelle serate”, ha detto l’ex agente, escludendo che possa essere stata uccisa per possesso di materiali compromettenti. Mora ha poi chiarito di non aver più visto la ragazza dai tempi del processo, ma si è detto dispiaciuto di quanto le è accaduto, oltre a dirsi estraneo totalmente ai fatti. “Non potrei dare nessuna spiegazione su quel che le è accaduto, non ne ho più sentito parlare”.

Qualche prima spiegazione sulla morte arriva però dalle cartelle cliniche sequestrate all’ospedale Humanitas di Rozzano. “Avvelenata da un mix di sostanze radioattive che avrebbe ingerito o con un cocktail o con del cibo”, si legge nelle carte. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per omicidio volontario e ha disposto l’autopsia sul cadavere. Anche se non c’è al momento una diagnosi precisa che spieghi le cause della morte, dalle analisi emerge una chiara “sintomatologia da avvelenamento“, come ha dichiarato il Procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, titolare dell’inchiesta. “Ci troviamo infatti di fronte all’uso di un avvelenamento molto raro, un cocktail di elementi radioattivi, che determina il progressivo deterioramento degli organi interni”. La ragazza stessa aveva detto, poco prima di morire, di essere stata avvelenata.

Imane Fadil  è deceduta lo scorso 1 marzo, dopo un “mese d’agonia”.  Era arrivata in ospedale lo scorso 29 gennaio dopo aver accusato un malore a casa di un amico. La ragazza si era costituita parte civile, insieme ad altre due ragazze, nei processi Ruby, bis e ter, che vede imputati Berlusconi e altre 27 persone per corruzione in atti giudiziari, compresa Karima El Mahroug, in arte Ruby Rubacuori. Fadil, insieme ad Ambra Battilana e Chiara Danese, aveva raccontato agli Inquirenti delle “cene eleganti” di Arcore, dichiarando di aver partecipato ad otto di quegli incontri.

La ragazza aveva parlato anche di un contesto “satanico”, in cui si svolgevano le serate del “bunga bunga”, facendo riferimento a ragazze travestite da suore – la Faggioli e la Minetti; di circa due mila euro ricevuti da Berlusconi; e della figura di Lele Mora. Particolari, questi, che la ragazza stava fissando in pagine di un libro, ora al vaglio degli inquirenti.

Chiara Feleppa