Home Politica Opinioni Sputare su Salvini non è reato, e neanche augurargli la morte

Sputare su Salvini non è reato, e neanche augurargli la morte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:29
CONDIVIDI

Il Tribunale di Torino ha archiviato il procedimento nei confronti di un 26enne di Villastellone che il 9 febbraio aveva sputato su un manifesto con la foto di Matteo Salvini, esposto in un gazebo della Lega.

Sputa su un manifesto di Salvini

Sputare contro un manifesto di Matteo Salvini non è reato”, questa la decisione del Giudice per le indagini preliminari di Torino. La vicenda risale al 9 febbraio, quando un giovane di 26 anni, residente a Villastellone, aveva sputato su un manifesto, esposto ad un gazebo della Lega durante una raccolta firme, che ritraeva il volto del Vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Alcuni esponenti della Lega avevano filmato il tutto e denunciato il ragazzo, chiamando i Carabinieri. Il ventiseienne era stato indagato per vilipendio a un organo dello Stato, in quanto il suo gesto era una chiara manifestazione di disprezzo verbale nei confronti di un rappresentante dello Stato.

Eppure, secondo il Gip di Torino, non ci sarebbe reato: “Il gesto è rivolto all’uomo e non al ruolo che in quel momento ricopre Matteo Salvini, e dunque non all’incarico di Ministro dell’Interno“, ha spiegato nel documento. La richiesta di archiviazione formulata dalla Procura è stata così accolta. Andrea Castelnuovo e Frediano Sanneris, i legali del giovane, hanno accolto di buon grado la decisione del Tribunale, come riportato da La Stampa. “Condividiamo pienamente le argomentazioni giuridiche alla base della decisione del Tribunale. Il punto, però, è che non si può utilizzare la via del processo penale a fini di propaganda e confronto politico, anche perché questo comporta oneri e costi per l’amministrazione della giustizia”, hanno detto gli avvocati che hanno assistito il giovane.

La vicenda era finita anche su Facebook, così come ci è finita Giulia Viola Pacilli, la ragazza che dopo aver sfilato alla marcia antirazzista di Milano con un cartello contro Salvini, era stata ripostata dal Vicepremier sul suo profilo social. Giulia ha accusato il Ministro di averla esposta alla “gogna mediatica“, e aveva annunciato procedimenti legali. Eppure, contro di lui è stato impossibile muovere accuse, dal momento che non esistono i presupposti per parlare di diffamazione del Ministro nei confronti della ragazza. Nel caso del 26enne, invece, il Vicepremier era stato accusato di aver fatto un commento “a tinte forti” nel quale definiva il protagonista del gesto un “fenomeno di sinistra”. Di fenomeni di Sinistra aveva parlato Salvini in un video, poco tempo fa, dopo che sulle mura di Milano avevano scritto: “Non sparare a Salve, spara a Salvini”, con la a in rosso, tipica degli anarchici. “Un conto è la critica politica, in democrazia il confronto tra idee diverse è bello, questo non è avere un’idea. A sinistra li difendono”, disse Matteo Salvini. Un’idea – quella dello sparo – che il vignettista Vauro ha ripreso giorni fa, con la rappresentazione del Vicepremier intento a spararsi un colpo di pistola in testa.

Di fatto, su Salvini si aprono inchieste su qualsiasi cosa, ma non appena lui diviene la vittima, miracolosamente, le accuse cadono.

Fonti: La Stampa, Agenzia Vista

La completezza dell'Informazione è nell'interesse di tutti. Per questo ti chiediamo di suggerire integrazioni o modifiche e di segnalare eventuali inesattezze o errori in questo o in altri articoli di Leggilo.Org scrivendoci al seguente indirizzo: [email protected]

Se hai idee diverse dalle nostre puoi contribuire ai contenuti di questa pagina scrivendo per 'ControLeggilo' una rubrica dedicata alle tue opinioni. I contributi migliori saranno pubblicati. Scrivici al seguente indirizzo: [email protected]