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Elena Santarelli, angoscia per suo figlio: “Perde i capelli, è arrabbiato, prego per lui”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:28
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Elena Santarelli vive da più di un anno il dramma della malattia del figlio Giacomo, affetto da un tumore celebrale. La showgirl sfrutta la sua immagine per aiutare la ricerca oncologica. 

Elena Santarelli figlio malato di tumore

Tra le tante persone che condividono sui social tutte le sfumature della propria vita c’è anche la showgirl Elena Santarelli. Come molte altre donne dello spettacolo, la conduttrice di Latina ha deciso di condividere con i suoi fan una tragedia che l’ha colpita da vicino e con la quale ha a che fare da diversi mesi. Moglie dell’ex calciatore Bernardo Corradi, i due hanno due figli: Giacomo, 10 anni, e Greta Lucia, 3 anni il prossimo 25 marzo. La vita della famiglia è stata sconvolta dalla diagnosi di un tumore celebrale del figlio, scoperto un anno e 4 mesi fa.

La Santarelli, in genere riservata, parlò una prima volta del dramma che stava vivendo in un’intervista a “Verissimo“, ospite da Silvia Toffanin. Da quel momento la donna, senza perdersi d’animo, ha deciso di utilizzare tutta la sua notorietà per sensibilizzare la gente sul tema e dare il suo sostegno alle famiglie che ogni giorno combattono con questa terribile malattia. Per far questo, Elena ha aderito al Progetto Heal Onlus, fondato da famiglie di bambini colpiti da tumori cerebrali e da medici, infermieri e biologi che operano a favore della cura e della ricerca nell’ambito della neuro-oncologia pediatrica. La showgirl si impegna attivamente per incentivare la raccolta fondi da destinare alla ricerca, attraverso il sostegno dell’équipe medica della dottoressa Angela Mastronuzzi. Venerdì prossimo, il 15 marzo, presenzierà all’inaugurazione della nuova sede Heal a Sora, in provincia di Frosinone.

La conduttrice ha sottolineato l’importanza della sua scelta: “Ho sfruttato la mia immagine per far conoscere l’associazione e raccogliere fondi. È indispensabile”. L’anno scorso, proprio la Bobo Summer Cup – la rassegna di footvolley organizzata dall’ex bomber della Nazionale Bobo Vieri – ha donato più di 78 mila euro per il profilo di metilazione, un esame che permette di caratterizzare meglio il tumore, possibile in Italia solo al Bambin Gesù.

Una decisione coraggiosa, quella della showgirl, che pur condividendo con i fan la malattia del figlio, con interviste e uscite pubbliche, si tiene lontana dal metterlo in mostra ed esibirlo sui social. Se Nadia Toffa, che da mesi lotta contro un cancro aggressivo, tiene aggiornati i suoi follower delle cure e delle varie fasi della sua malattia, questo non accade alla Santarelli. Le due condividono lo stesso male ma Giacomo non compare quasi mai in foto. Come dichiarò la donna in un’intervista, il figlio non vuole comparire in Internet senza capelli. Una scelta che mamma Elena condivide e rispetta, tanto da tenersi lontana dalla condivisione fino all’eccesso delle condizioni del bambino.

Nonostante la decisione di vivere in maniera intima e riservata la malattia, le brutte voci parlano e c’è chi l’accusa di utilizzare il dramma del figlio solo per ricevere qualche consenso in più sui social. Ma Elena non ci fa caso e ha più volte ignorato le brutte voci sul suo conto, ribadendo con forza le sue scelte: “La maschera del va tutto bene è pesante ma la devi portare per forza. A che serve condividere il fatto di avere una risonanza domani? Non lo dico neanche ai miei genitori. Perché dovrei essere egoista e fare stare male anche gli altri?”.

Una maschera pesante che Elena ha imparato a indossare giorno per giorno per il bene del suo Giacomo che, a volte, affronta la malattia con la rabbia di chi a soli 10 anni non capisce bene contro cosa deve lottare: “Prego per lui. A volte si lamenta dei capelli che cadono, non vuole andare in ospedale per la chemio. Io mi ritengo fortunata, ma è difficile spiegare la fortuna che abbiamo avuto a un bambino di 10 anni. Lo capirà quando sarà grande”.

La conduttrice ha più volte dichiarato di essere grata ai medici che seguono con scrupolo il figlio e di ritenere estremamente importante, in questi casi, l’intervento dello psicologo: “A me è servito per avere il giusto comportamento con mio figlio, nella comunicazione, nel controllo dei momenti più critici come la perdita di capelli, la rabbia: i bambini sono tutti molto arrabbiati, sa? A 4, 5 anni non capiscono ancora, la prendono quasi come un gioco”. Eppure, un gioco non è: il dolore è universale, non fa differenza e colpisce tutti, indistintamente.

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Accanto a me la dottoressa Cacchione Antonella @antomaxriccarfede (oncoematologa del dh -day hospital @ospedalepediatricobambinogesu ) e @elsa_bianchini caposala day hospital di oncoemtaologia dell’OPBG (lavora da 33 anni in qs reparto ).Voglio ringraziarvi pubblicamente per quello che fate,per il vostro lavoro e per la vostra pazienza con noi genitori,seguite 100/120 bambini al giorno -12 ore no stop con tanta grinta e sorriso stampato sui vostri volti,così come le infermiere/i che lavorano con voi in questo reparto (grazie ❤️).Per chi non lo sapesse il day hospital di oncoematologia e ‘ quel reparto dove vengono somministrate le terapie ai nostri figli in giornata e poi si torna a casa depennando una chemio in meno sul calendario ;-)🙏🏻.grazie di cuore da mamma Elena e sono sicura che ci sono tante altre mamme che come me vi vogliono bene. Ovviamente nel dh di oncoemtaologia ci sono tanti altri dottori che lavorano con grinta e positività,io ho deciso di pubblicare la dottoressa cacchione perche ‘ e ‘ lei che si occupa di noi quando veniamo qui ❤️ e poi perché fai parte del comitato scientifico del @progettoheal

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