Home News dal mondo Doveva salire su quell’aereo, i due minuti che fanno la differenza

Doveva salire su quell’aereo, i due minuti che fanno la differenza

CONDIVIDI

Antonis Mavropoulos, cittadino greco, doveva salire a bordo del Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines. Ma due minuti di ritardo gli hanno salvato la vita.

Antonis perde il volo per due minuti e si salva

Antonis Mavropoulos, cittadino greco e presidente di una ONG, sarebbe dovuto essere il passeggero numero 150 a bordo del Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines. Ma il destino l’ha aiutato: quella che reputava una sfortuna si è rivelata l’occasione della vita. Antonis aveva fatto tardi ed era arrivato al gate soltanto due minuti dopo l’orario di chiusura. Quei due minuti sono stati abbastanza per salvarlo dall’incidente aereo che, dopo poco, avrebbe determinato la morte di 157 persone, tra cui 8 italiani.

Il Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines era partito da Addis Abeba ed era diretto a Nairobi, in Kenia, prima di precipitare, solo sei minuti dopo il decollo: un disastro aereo già previsto da alcuni, forse evitabile, dicono. Come molte delle vittime, l’uomo era diretto alla conferenza Onu sull’ambiente, nella capitale keniana, ma alcuni problemi con il bagaglio gli hanno fatto perdere più tempo del previsto. Antonis si è fiondato al gate del volo, di corsa, e ha pregato gli assistenti di terra affinché lo facessero salire. Nulla da fare. Per lui, non c’è stata alcuna possibilità di salire su quell’aereo maledetto.

Furioso per quanto accaduto, gli era stato assegnato un posto sul volo successivo, ma è stato fermato dalla Polizia poco dopo. Antonis, che inizialmente non capiva quanto era accaduto, è stato interrogato dagli agenti, essendo l’unico passeggero con un posto prenotato sul volo che non era salito a bordo. Solo in quel momento, attraverso un messaggio di un amico, è venuto a conoscenza della tragedia e ha capito di aver scampato per un soffio una morte tragica e terribile. Così, ha subito chiamato la famiglia per rassicurarla delle sue condizioni e ha raccontato quanto gli era accaduto online, con un post su Facebook.

E’ il mio giorno fortunato“, scrive Antonis. “Mi hanno detto di dover ringraziare Dio, ma non capivo a cosa si riferissero. È la prima volta che sono così felice di aver scritto un post. Sono grato di vivere e di avere così tanti amici che mi hanno fatto sentire il loro amore. Baci a tutti e un caloroso grazie per il vostro commovente sostegno”, ha scritto. Secondo Antonis, a salvarlo è stata la casualità, un gioco del destino che gli ha dato carte vincenti: “Forse sono vecchio per il rock’n roll, ma di certo sono troppo giovane per morire”, conclude.

La sua storia è come quella dell’uomo alla guida del camion fermatosi sul ciglio della strada, quando il ponte Morandi, a Genova, è crollato. Entrambi, hanno visto la morte e ne sono rimasti lontani. Un istante, questione di secondi, e sarebbero finiti giù, precipitando verso la morte. Invece, sono vivi. La morte non li ha voluti. Con loro, c’è una buona sorte a fargli compagnia.

10 ΜΑΡΤΙΟΥ 2019 – Η ΤΥΧΕΡΗ ΜΟΥ ΜΕΡΑΤρέχοντας να προλάβω την πτήση ΕΤ 302 Αντίς Αμπέμπα – Ναϊρόμπι, που συνετρίβη 6…

Pubblicato da Antonis Mavropoulos su Domenica 10 marzo 2019