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In auto con gli amici, poco dopo la tragedia: così e morta Caterina

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Doveva essere una serata tranquilla e invece si trasformò in un disastro in cui perse la vita Caterina Pettinella. Adesso, a quasi nove mesi dal tragico evento avvenuto a Pescara, il responsabile dovrà comparire in Tribunale.

Morte Caterina Pettinella, il conducente a processo

Una tranquilla serata d’estate trasformatasi dopo poco in tragedia. Un trentenne di Pescara era alla guida di un auto, una Giulietta Alfa Romeo, che fini rovinosamente contro un muro. Con lui, Caterina Pettinella, 25 anni, e una giovane coppia residente in Australia. In pochi minuti la strada di Tocco da Casauria, provincia di Pescara, sulla quale i quattro circolavano, si trasformò in un terribile scenario di morte.

Il trentenne alla guida perse il controllo dell’auto, finendo contro un muro e distruggendo la vita di quelli che erano con lui. Tra queste, quella di Caterina, che morì sul colpo. La venticinquenne era la cugina della giovane sposa, 23enne abruzzese, che aveva fatto ritorno nel suo luogo d’origine insieme al marito, di 26 anni, per il loro viaggio di nozze. Il giorno successivo alla tragedia i coniugi sarebbero dovuti partire per la Grecia: ma il viaggio si fermò drasticamente.

Per questa vicenda, avvenuta la notte dell’11 giugno scorso, il conducente del mezzo dovrà comparire davanti al Gup del Tribunale di Pescara, Elio Bongrazio, per rispondere delle accuse di omicidio stradale e lesioni plurime stradali gravi. All’imputato, che risultò positivo all’alcol-test con valori pari a 0,9%, sono contestate anche le aggravanti dell’eccesso di velocità e della guida in stato di ebbrezza.

Alfa Romeo incidente - Leggilo

Secondo le ricostruzioni, erano passate da poco le 23 quando i quattro giovani, prima di tornare a casa, decisero di fare un giro. Ma l’auto si schiantò poco dopo. Non ci fu niente da fare per Caterina che morì sul colpo. Il conducente del mezzo, anche lui rimasto ferito nell’incidente, si legge agli atti, guidava “ad una velocità doppia rispetto a quella massima consentita su un tratto di strada urbana”.

Inoltre, per il Pm, l’uomo si mise alla guida in stato di ebbrezza, conducendo “l’autovettura lungo un tratto di strada con curva volgente a destra, ad una velocità eccessiva, per effetto della quale perdeva il controllo del mezzo, che andava a collidere violentemente contro un muro di contenimento collocato nel senso opposto di marcia”. La Procura ha già avanzato la richiesta di rinvio a giudizio, ma dovrà essere vagliata dal Gup nel corso dell’udienza che è stata programmata il prossimo 26 marzo.

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