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“Mi brucia l’anima a sapere che non sei più qui” Gaia ricorda il suo Luca

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Marta Gaia Sebastiani ricorda il fidanzato Luca Varani, il 23enne ucciso da due aguzzini sotto l’effetto di stupefacenti, tre anni fa. 

Omicidio Luca Varani, il ricordo della sua fidanzata

Tre anni. Sono passati ormai tre lunghi anni da quando Luca Varani, un ragazzo di soli 23 anni, è morto. Non è stato un incidente a spezzargli la vita. Ma un gioco crudele, uno scherzo, una sadica prova di resistenza alla morte. Era il 4 marzo del 2016 e il giovane Luca era finito sotto le grinfie di due aguzzini: Manuel Foffo e Marco Prato.

L’omicidio di Luca Varani avvenne durante una festa a base di droga nell’appartamento di Foffo, nella periferia romana, in via Igino Giordani. Dalle indagini è emerso che i due assassini, studenti universitari, dopo aver fatto uso di sostanze alcoliche e stupefacenti, erano usciti la mattina del 4 marzo alla ricerca di qualcosa da uccidere, o da aggredire, con il solo scopo di provocargli sofferenze fisiche. Tornati a casa hanno chiamato Luca, invitandolo a raggiungerli al festino: la vittima perfetta. Dopo ore di torture, sofferenze atroci, tagli e ferite, Luca è morto dissanguato, stremato da quel sadico gioco di sevizie.

Barbarie difficili da dimenticare, che lasciano ancora tutte le ferite aperte. E, infatti, a tre anni da quel terribile omicidio arriva il ricordo straziante di Marta Gaia Sebastiani, la ragazza di Luca, che lo scorso 5 marzo ha ricordato Luca con un post su Facebook, pieno di dolore e commozione. Nelle sue parole c’è grandissima rabbia per quanto accaduto, insieme alla voglia di non dimenticare una persona uccisa in modo inspiegabile.

Per ricordare il suo Luca, Marta Gaia scrive in romanesco: “Famo che sta’ cosa la scrivo cosi’ perché cosi’ me va. Ma” – continua il suo post – “me brucia l’anima a sapette che non stai più qua. E me scoppia er core de dolore”. Una notte di torture, culminate in una morte terribile. Marta all’improvviso è stata costretta a fare a meno di lui: “Oggi so’ un misto de silenzi, lacrime trattenute, parole a raffica e tanta, tanta rabbia. Domande senza risposta e sempre quelle cose che te fanno parecchio male ma che è un po’ difficile spiegà a chi non capisce”.

Da anni, Marta Gaia, che si è anche costituita parte civile nel processo, cerca di andare avanti, anche con una nuova relazione, ma naturalmente è difficile. “E poraccio chi me se’ preso adesso, un po’ m’hai cambiata, e m’hai lasciato con tutte ste debolezze e incertezze, e fanno male pure quelle”, scrive la ragazza che si sente sempre sbagliata, mai all’altezza, e ha tanta voglia di andare avanti, per sempre: “ma poi me vieni in mente te, e me se spezza er cuore”.

Difficile dire se un giorno Marta Gaia riuscirà a dimenticare o, semplicemente, a voltare pagina. Del resto, come si può pretendere di andare avanti quando ancora giovanissima ti hanno strappato l’amore con violenza?

Famo che sta' cosa la scrivo cosi' perche' cosi' me va'.So' passati 3 anni e me rode parecchio er culo, perchè potevi…

Pubblicato da Marta Gaia Sebastiani su Lunedì 4 marzo 2019