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Bestemmie, insulti e offese: così si esprimono le donne nel giorno dedicato a loro

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La manifestazione a Roma dell’8 marzo, in occasione della Festa delle donne, ha visto sfilare femministe con ogni genere di cartelli, pieni di offese, insulti e bestemmie. Anche contro il Vicepremier Matteo Salvini.   8 marzo, femministe contro Salvini

Quando femminismo e politica si fondono, il mix che ne viene fuori è letale. E’ diventata una marcia politica, più che in difesa delle donne, quella dell’8 marzo a Roma. Lo sciopero globale femminista, organizzato dal movimento “Non Una Di Meno“, ha visto sfilare donne tra cartelloni, striscioni, bandiere e magliette colorate di rosa. Ma c’erano anche fumogeni, vernice, statue imbrattate, atti vandalici. A Roma le manifestanti si sono riversate nel pieno centro della Capitale già da inizio mattinata. Hanno marciato intonando cori, con le braccia al petto, e condannando le violenze di genere, le molestie, la precarietà, l’omofobia. Insomma, un po’ di tutto messo insieme per mandare un messaggio che ancora resta dubbio, visto che non si capisce in che modo, esattamente, le marce femministe vogliano rivendicare la parità di genere, visto che il risultato è esattamente l’opposto. Si finisce per creare una disparità tra i due generi, un confine e un dualismo nel quale a uscirne vincenti sono le donne – considerate creature mistiche e superiori – mentre gli uomini sembrano sminuiti.

L’8 marzo le piazze, oltre ai cori delle donne inferocite contro il mondo, si sono popolate anche di cartelli di insulti. Se l’ex senatrice PD Monica Cirinnà ha sfilato contro Dio, la patria, e la famiglia – un’idea medievale di famiglia, ed anche fascista, si è giustificata – il suo slogan non è stato l’unico ad attirare l’attenzione. Da commenti ironici sulle dimensioni delle parti intime del Vicepremier Salvini, a parolacce, insulti, bestemmie. Le stesse cose contro le quali lottano le femministe, nell’esatto momento in cui il bersaglio di tutto questo sono loro. Giulia Viola Pacilli non ci ha pensato due volte a denunciare gli haters degli insulti ricevuti dopo il suo cartello contro Matteo Salvini alla marcia antirazzista di Milano, ma non ci ha pensato neanche due volte ad esibire in bella mostra uno slogan in cui si preferisce essere “puttana” che “salviniana”. Le femministe, in prima fila in queste manifestazioni di genere, non ci pensano altrettante volte a dirne di ogni su tutti, offendendo ogni nemico meno geneticamente schierato. Salvo poi difendere il loro corpo, pretendere rispetto, dignità, diritti e lottare contro le discriminazioni che loro possono fare ma non vogliono ricevere.

Femministe che bestemmiano - Leggilo

E ci sarebbe anche da chiedersi, se l’obiettivo è rivendicare una parità, se una marcia femminista non cada nell’errore opposto. Se le manifestazioni in rosa non determinino automaticamente una distinzione basata sul sesso, così come la lotta alla violenza di genere non crei una disparità tra la violenza sulle donne rispetto a quella sugli uomini. Intanto, l’incontro di Roma ha messo a fuoco l’inadeguatezza delle politiche del Governo rispetto all’ambito del lavoro, che aggravano le condizioni di precarietà e di dipendenza economica, in particolar modo per le donne. Ma le critiche si sono mosse anche contro la misura del Reddito di cittadinanza appena varata dal Governo, sottolineando la componente familistica delle sue condizioni. Politica e femminismo che si uniscono e una marcia in difesa delle donne che diviene una critica al Governo: un connubio che non piace a nessuno.

Le femministe, intanto, sono coloro che non scrivono la “o” o la “a” finale nelle parole, come se la grammatica abbia in sé qualcosa di discriminatorio; sono quelle che tra un po’ non vorranno neanche più bagni femminili e bagni maschili; sono quelle che predicano diritti e odiano a morte gli uomini, solo perché sono uomini; sono quelle che predicano la pace e poi istigano odio e violenza, con le manifestazioni e sfilate radical chic. Le pacifiche femministe tanto pacifiche non sono. E chissà ieri dov’era Giulia Pacilli, che lì in mezzo si sarebbe trovata benissimo, con la Cirinnà e altre donne convinte. Intanto, Matteo Salvini ha ripreso alcuni fermo immagine della manifestazione, condividendoli sul suo social: “Quanta educazione e quanto rispetto”. Ora, sarà accusato di nuovo di aver istigato all’odio e alla violenza, mentre le femministe, in giro per Roma, mezze nude, lottano per la propria dignità.

Quanta educazione, quanto rispetto…Bacioni anche a loro. 😘

Pubblicato da Matteo Salvini su Sabato 9 marzo 2019

Chiara Feleppa

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