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Processo Pamela, Oseghale in carcere riceve donazioni dalla Caritas

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Durante la seconda udienza del processo per l’omicidio di Pamela Mastropietro, è emerso che la Caritas, in carcere, portava vestiti ed altri beni di necessità ad Innocent Oseghale.

Oseghale in carcere riceve donazioni dalla Caritas

La seconda udienza del processo per l’omicidio di Pamela Mastropietro, la ragazza romana uccisa e fatta a pezzi a Macerata, il 30 gennaio scorso, ha portato alla luce nuovi particolari. Cruciale è stata la deposizione del supertestimone, un compagno di cella di Innocent Oseghale – il nigeriano sotto processo – che ha ricostruito per filo e per segno la dinamica della morte della ragazza, in base ai racconti che proprio Innocent, dietro le sbarre, gli faceva. La deposizione pare incastrare definitivamente l’uomo, sulla cui posizione, in realtà, i dubbi degli inquirenti erano pochi. Senza dubbio è stato lui che, dopo aver procurato la dose di eroina a Pamela, in fuga dalla comunità Pars, l’ha portata con sé, ha abusato di lei e dopo, quando Pamela voleva tornare a Roma, gliel’ha impedito, colpendola. Poi, per impedire che fosse nota la causa del decesso, Oseghale ha cominciato a squarciarla, facendola a pezzi, quand’era ancora viva.

Una ricostruzione da brividi eppure tutto fila liscio e sembra coincidere con la realtà dei fatti. Davanti alla Corte d’Assise, ieri, Marco Valerio Verni, legale della famiglia di Pamela Mastropietro, si è domandato il perché la Caritas portava degli abiti ad Oseghale. “Curioso che Innocent Oseghale ricevesse donazioni in carcere dalla Caritas“, si è domandato il legale, riferendosi ad un passaggio della testimonianza di Stefano Re, uno degli ex compagni di cella del nigeriano a Marino del Tronto ascoltato ieri, che ha fatto riferimento proprio a questi vestiti che l’imputato avrebbe ricevuto proprio dalla Caritas. Dopo di ché, l’avvocato romano ha lasciato il Tribunale dopo un’udienza durata 9 ore.

La vicenda sembra concludersi e ora si attende mercoledì prossimo per altre testimonianze cruciali. Prima tra tutte, quella della compagna di Innocent Oseghale, che verrà ascoltata per capire la sua posizione. Saranno interrogati anche i funzionari dell’amministrazione penitenziaria, il tassista che portò Pamela ai giardini e disse di averla incontrata in via Spelato, i Carabinieri del Racis che nella mansarda, sempre in via Spelato, effettuarono i sopralluoghi. Intanto, ieri, due uomini sono finiti sotto accusa per aver violentato sessualmente Pamela: trattasi di un uomo di Mogliano e di un tassista nigeriano. Entrambi avrebbero incontrato, in momenti separati, la ragazza in fuga dalla comunità Pars. Il primo, le ha dato qualche decina di euro in cambio di un rapporto sessuale; il secondo, invece, l’ha portata a casa con sé, dove i due hanno hanno trascorso la notte prima che Pamela, di ritorno verso casa, si imbattesse in Innocent Oseghale, per cercare l’eroina.