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Gioia, muore per colpa della madre: non frena e finisce contro un tir

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:14
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Gioia Casciani e la cuginetta Ginevra Barra Bajetto sono morte in un incidente d’auto. A guidare la macchina la madre di Gioia, che ora è processata per omicidio stradale plurimo.

Mamma accusata di omicidio per la morte della figlia Gioia

Era l’ottobre del 2017. Monica Lorenzatti, 51 anni, era alla guida di una Ford Focus. In auto, con lei, la figlia Gioia, di 9 anni; la sorella; e Ginevra, la nipote, di 17 anni. Le quattro tornavano a casa tutte insieme dopo una gara di pattinaggio a Merano. Le due bambine, infatti, erano due promesse del pattinaggio italiano di figura. Tutto sembra andare per il verso giusto, fino a quando un Tir che le stava davanti, che proseguiva lungo l’Autostrada del Brennero alla velocità di 90km/h, frena bruscamente, causando un tamponamento a catena. Monica, infatti, non è riuscita a frenare ed è finita incastrata sotto il colosso di metallo. L’auto è andata in frantumi, ma i danni sono gravi e irreversibili: Gioia e Ginevra muoiono sul colpo, mentre la sorella di Monica è ancora oggi in coma.

All’epoca dell’incidente, il conducente del tir aveva raccontato che un animale era spuntato all’improvviso in strada e lui non aveva avuto altra scelta se non quella di frenare. Successivamente ha cambiato versione e ha raccontato di aver accusato un malore improvviso. Le conseguenze più gravi, però, sono ricadute proprio sulla donna alla guida, Monica Lorenzatti, che è finita sotto accusa ed è processata per lesioni stradali gravissime e omicidio stradale plurimo, come riportato dall’Ansa.

Monica, difesa dall’avvocato Claudio Tasin, ha scelto il rito ordinario. La mamma ha sempre respinto l’accusa, nega ogni responsabilità. “Non avrei mai ucciso ciò che amavo di più al mondo”, dice la donna. Su di lei, grava non solo il dolore per la morte della figlia, ma anche l’accusa di essere stata lei ad uccidere, pur indirettamente, Gioia e Ginevra. La prossima udienza si terrà in Tribunale a Trento, dove si cercherà di ricostruire per filo e per segno la dinamica dell’evento, come riportato da Il Corriere della Sera.

Intanto, la storia delle due piccole atlete è diventata un film e il comune di Collegno, un paesino in provincia di Torino, ha dedicato alla memoria delle due piccole atlete scomparse una meravigliosa pista di pattinaggio.

Fonti: Ansa, Il Corriere della Sera

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