Home Politica Opinioni Giulia Pacilli “Stranieri, non lasciateci soli con i fascisti”

Giulia Pacilli “Stranieri, non lasciateci soli con i fascisti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:20
CONDIVIDI

Milano, marzo 2019, Giulia Pacilli sfila con un cartello contro Salvini, ricevendo delle critiche. Febbraio 2018, Giulia Pacilli ha fatto lo stesso, con un cartello antirazzista.

Giulia Viola Pacilli cartello contro Salvini Macerata

Giulia Viola Pacilli è la ragazza di 22 anni che abita a Vanzago, in provincia di Milano, e che sabato 2 marzo ha sfilato a “People”, la manifestazione antirazzista di Milano. La ragazza ha sventolato un cartello contro il Vicepremier Matteo Salvini che l’ha messa al centro delle polemiche. “Meglio puttana e buonista che fascista e salviniana”, questo il contenuto dello striscione: un messaggio per le rime degno di lode, e anche di critiche.

Eppure, non è la prima volta che Giulia Viola Pacilli viene attaccata a causa dei suoi cartelli antifascisti. Era già successo lo scorso anno. “Era il febbraio del 2018. Dopo quanto successo a Macerata” – degli spari contro alcuni immigrati – “erano state organizzate delle manifestazioni contro il razzismo”, ha spiegato Giulia in un’intervista a Open. Proprio a Macerata, tra l’altro, durante un corteo antirazzista, molte persone sfilarono sventolando cartelloni e striscioni contro Salvini, la Lega, il razzismo e l’immigrazione, come riportato da Repubblica. Di quei cartelli, esposti sia nel capoluogo marchigiano, sia in altre zone d’Italia, due fecero infiammare il web. Il primo: “La mia fica dice no al fascismo”, molto fine, in effetti. Il secondo, invece: “Stranieri non lasciateci soli con i fascisti“. Lo reggeva proprio Giulia Pacilli, in una manifestazione a Milano.

Era un movimento molto spontaneo, apartitico. Qualcosa di Sinistra, una pagina Facebook, aveva pubblicato la mia foto con questo cartello. La foto è iniziata a girare, anche su pagine di altro tipo”, dice oggi la ventiduenne, ricordando di essere stata letteralmente bombardata da messaggi orribili, insulti, minacce di morte e di violenza. Ma questo non l’ha fermata, lei è andata avanti e alla marcia di Milano di pochi giorni fa è tornata all’attacco. Dopo gli insulti ricevuti lo scorso anno, per un cartello ironico, dice lei, ha comunque scelto di rifare lo stesso e ha spiegato la sua decisione: “Il mio messaggio era: preferisco essere così che come siete voi. Non mi fate paura, vado avanti a sostenere quella che, al momento, è una battaglia per i valori umanitari”.

Anche lo scorso anno, comunque, Matteo Salvini l’ha condivisa sui suoi social, postando un collage di lei e di un’altra ragazza. Non pensavo che uno con un ruolo politico del genere lo avrebbe fatto. Mi ha dato in pasto alla gogna mediatica e ha dato il via libera alla violenza”, così dice adesso Giulia, che aspettava, tra l’altro, una buone occasione per rispondere alle critiche che aveva ricevuto l’anno scorso. Il tema della manifestazione “People” di quest’anno – organizzata dall’assessore PD Pierfrancesco Majorino, che ha difeso la ragazza – era lo stesso dell’anno scorso e le sembrava l’occasione più adatta per rispondere in maniera diretta a tutti quelli che l’hanno insultata per mesi: “Il mio messaggio era: preferisco essere così che come siete voi. Non mi fate paura, vado avanti a sostenere quella che, al momento, è una battaglia per i valori umanitari”.

Nessuno, qui, sostiene che la libertà di parola debba essere limitata dalle critiche. Nessuno dice che, per non essere criticati per il proprio pensiero, bisogna stare in silenzio. Ma, almeno, si può evitare di cadere dalle nuvole. Di abusare di vittimismo. E di pretendere una privacy quando, nel momento in cui ti butti in una manifestazione pubblica, e non fai nulla per non attirare l’attenzione, sai già che la tua privacy è perduta. Specie se il tutto era già successo.

Chiara Feleppa

Fonti: Open, Repubblica

La completezza dell'Informazione è nell'interesse di tutti. Per questo ti chiediamo di suggerire integrazioni o modifiche e di segnalare eventuali inesattezze o errori in questo o in altri articoli di Leggilo.Org scrivendoci al seguente indirizzo: [email protected]

Se hai idee diverse dalle nostre puoi contribuire ai contenuti di questa pagina scrivendo per 'ControLeggilo' una rubrica dedicata alle tue opinioni. I contributi migliori saranno pubblicati. Scrivici al seguente indirizzo: [email protected]