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Andrea Camilleri: “Ho 93 anni e ho visto tutto. Matteo Salvini è un gerarca fascista”

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Lo scrittore Andrea Camilleri, stasera in onda in prima serata con “Conversazione su Tiresia”, è tornato a parlare del Vicepremier Matteo Salvini. 

Andrea Camilleri Salvini fascista - Leggilo

Andrea Camilleri è tornato a parlare del Vicepremier Matteo Salvini. Lo scrittore stasera sarà su Rai uno con “Conversazione su Tiresia”, uno spettacolo teatrale già andato in scena al Teatro Greco di Siracusa lo scorso 11 giugno, di fronte a 4mila spettatori. Non ci sarà il Commissario Montalbano, pare, ma ci sarà Camilleri in persona a raccontare la storia di Tiresia, indovino cieco, le cui vicende attraverso i secoli si intrecciano a quelle dello stesso scrittore, anche lui non vedente.

Eppure, in attesa del suo debutto sul piccolo schermo, ieri, in un’intervista, lo scrittore è tornato all’attacco contro il Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Quest’ultimo sarebbe un esponente del fascismo, “un meraviglioso federale di Mussolini”, in un clima – quello attuale italiano – di terrore, avvertito da Andrea Camilleri ed anche da Matteo Renzi, che proprio qualche giorno fa aveva fatto riferimento a un “clima infame”.

È tutto un gran tornare indietro. Torna indietro, torna indietro e arriveremo finalmente al ’22, che è quello a cui segretamente tanti politici aspirano”, ha detto lo scrittore 93enne. Parole importanti ma non certo una novità. La linea politica del “papà di Montalbano” – la stessa, non a caso, che si ritrova nei romanzi e negli episodi della serie – non è mai stata un mistero. A rendere Matteo Salvini un “mostro fascista”, ci sarebbe in primo luogo la questione degli sbarchi. La chiusura dei porti era stata fortemente condannata dallo scrittore durante lo sgombero di più di 500 migranti dal centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma. “Non in nome mio. Questa è un’ossessione, rendetevene conto”, aveva detto Andrea Camilleri. “Io mi rifiuto di essere un cittadino italiano complice di questa nazista volgarità”. Anche il parallelo tra Benito e il Vicepremier risale a luglio scorso: “Non voglio fare paragoni, ma intorno alle posizioni estremiste di Salvini avverto lo stesso consenso che a dodici anni, nel 1937, sentivo intorno a Mussolini“.

Eppure, numeri alla mano, con la riduzione degli sbarchi dell’80%, con la minore influenza delle navi Ong nei mari, con la limitazione delle operazioni di soccorso, il numero dei morti in mare si sono ridotti. “Una delle mie più grosse pene è proprio questa: a 93 anni, a un passo dalla morte, mi trovo a lasciare a nipoti e pronipoti un’Italia che non mi aspettavo di lasciare in eredità”, dichiarò in passato Camilleri. “Abbiamo ricostruito l’Italia, ora la stiamo risfasciando. Per questa ragione sento di aver fallito come cittadino italiano. E mi pesa molto“, queste le sue parole.

Punti di vista. Il suo lascia abbastanza indifferenti, visto che non è nuovo e che, in fin dei conti, la dittatura è molto lontana da questo Governo.

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