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Rozzano: la nipotina accusa il nonno, il padre lo uccide due ore dopo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:25
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Antonio Crisanti è stato ucciso lunedì scorso a colpi di pistola a Rozzano. A sparare è stato il genero, per vendetta. Il tutto, era premeditato.

Abusi sulla nipotina, omicidio a Rozzano - Leggilo

 

C’è stata la premeditazione“, questo è quanto emerge nella decisione del Giudice per le indagini preliminari Elisabetta Meyer. Antonio Crisanti, 63 anni, è l’uomo che lunedì scorso, mentre si trovava in un parchetto di Rozzano, è stato freddato da alcuni colpi di pistola. L’omicidio nasconde, in realtà, un movente familiare. L’uomo è stato avvicinato dal genero e da un suo complice, in motorino, che hanno cominciato a sparare diversi colpi di pistola. Il movente? Dei presunti abusi da parte del 63enne sulla nipotina, e figlia del killer, per vendicare i quali il padre si è macchiato di sangue, come riportato dall’Ansa.

Per l’uomo che ha sparato è stata emessa un’ordinanza di custodia in carcere per omicidio aggravato dalla premeditazione. Durante l’interrogatorio, il padre della piccola, un 35enne con precedenti penali, ha più volte negato di aver programmato l’omicidio. “Un gesto istintivo dettato dalla rabbia per quello che è stato fatto a mia figlia”, ha detto il padre agli inquirenti. Inoltre, il ragazzo che era sul motorino insieme a lui, ha sostenuto di non essere a conoscenza dell’intenzione di sparare, tesi confermata anche dal 35enne che ha cercato, in tutti i modi, di convincere il giudice a scrollare dalle accuse il suo presunto complice, di 27 anni.

Per il giudice il gesto è stato sì compiuto per motivi di vendetta, ma si è trattato di un omicidio programmato. La Procura ha, quindi, confermato l’aggravante della premeditazione per entrambi. Una conferma che potrebbe, in futuro, portare gli imputati a scontare l’ergastolo.

Una storia, travagliata, che vede forse solo ora la parola fine. Tanti sono gli accertamenti del caso. In primo luogo, va analizzata la vicinanza temporale tra la conferma degli abusi del nonno sulla bimba di otto anni e la morte dell’anziano. Pare, infatti, che l’omicidio sia avvenuto due ore dopo la conclusione, presso il Palazzo di Giustizia di Milano, di un incidente probatorio nel quale la piccola avrebbe raccontato la violenza subita, come riportato da Il Corriere della Sera. Inoltre, è ancora da stabilire con precisione la dinamica dei fatti.

Gli inquirenti seguono al momento la pista della trappola creata appositamente per il 63enne, che confermerebbe ulteriormente la premeditazione dell’omicidio. Il nonno della piccola, che da mesi si trovava nella città di Napoli, sarebbe stato sollecitato dal genero a raggiungere Rozzano proprio per portare a termine la sua vendetta.

Fonti: Ansa, Il Corriere della Sera

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