La storia di una città, Pompei, che decide di dedicare un pensiero al piccolo Giuseppe, vittima di violenza domestica.

Giuseppe Dorice, un mese dopo - Leggilo

E’ passato ormai un mese dalla morte del piccolo Giuseppe Dorice. L’ennesima storia di violenza domestica, segnata da una crudeltà tenace ed inspiegabile. Giuseppe era un bambino di sette anni, ed era in casa quando il patrigno di 27 anni, Tony Essobti di origine tunisina, ha preso una scopa e lo ha massacrato fino alla morte. Viene picchiata anche la sorella di 8 anni. L’unica ad essere risparmiata è stata la sorellina di 4 anni. Uno scempio protrattosi per diverso tempo, con Tony che non desiste, non si lascia sfiorare dal pensiero di essere andato oltre, verso l’irreparabile. E l’irreparabile è stato.  Il 27 gennaio il cuore del povero Giuseppe smette di battere a causa di un atto violento, disumano, inspiegabile. Il bambino muore in casa, il luogo dove avrebbe dovuto sentirsi al sicuro ed essere protetto. Così non è accaduto. Dopo le percosse il bambino viene adagiato su un divano, dove lo trovano ormai senza vita. La madre era lì ma, dirà, incapace di difendere suo figlio. La tragedia è avvenuta a Cardito, un comune nella città metropolitana di Napoli, dove la donna si era trasferita da pochi giorni, insieme ai suoi tre bambini, per seguire  il compagno, come riportato da Le Cronache della Campania. Adesso le sorelline si ritrovano senza famiglia: ai genitori è stata tolta la patria potestà. Oggi, un mese dopo quello scempio Pompei, città del papà del bambino, ha alzato gli occhi al cielo e ha mandato un saluto al piccolo Giuseppe. In questo stesso luogo avvennero le esequie del bambino. La commemorazione è iniziata con la Santa Messa presso la parrocchia di San Giuseppe a cui è seguita una grande fiaccolata diretta alla rotonda di via Aldo Moro, dove un bellissimo ulivo verde, simbolo di pace e di rigenerazione, è stato dedicato dedicato a Giuseppe, come riportato da La Cronaca di Napoli. Non possiamo dimenticare, la violenza è sempre da condannare.

Arrivederci, piccola anima.

Chiara Scrimieri

Fonti: La Cronaca di Napoli, Le Cronache della Campania

 

 

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