Home Cronaca 56 persone morte, i giudici assolvono i migranti accusati di essere scafisti

56 persone morte, i giudici assolvono i migranti accusati di essere scafisti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:59
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La Corte d’Assise di Palermo ha assolto 7 migranti accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e omicidio plurimo, in merito al naufragio del 2015 in cui persero la vita almeno 56 persone.

Laura Boldrini, politica migratoria criminale - Leggilo

Se l’ex Presidente della Camera Laura Boldrini aveva commentato l’azione di Governo in materia migranti con parole pesanti, chissà cosa dirà ora. “Penso che questa sia una politica migratoria criminale”, aveva detto dopo lo sbarco in Libia dove persero la vita 117 migranti, con chiaro riferimento alle azioni del Vicepremier Matteo Salvini sulla questione degli sbarchi. Criminali, in realtà, sono le azioni degli scafisti che oggi, miracolosamente, sono stati assolti, come riportato da La Sicilia.

La tragedia nel Canale di Sicilia è “una delle più grandi tragedie marittime nel Mediterraneo dall’inizio di questo secolo”. Coinvolta, un’imbarcazione usata per il trasporto di circa 600 migranti, che si è capovolta la notte del 18 aprile 2015. Il peschereccio, di nazionalità eritrea, si trovava a circa 100 chilometri a nord della costa libica e a 200 da Lampedusa. I migranti, secondo quanto risulta, sono stati costretti dagli scafisti a entrare nella stiva. Lanciato l’allarme, il mercantile portoghese King Jacob, che si trovava nei pressi, ha raggiunto il barcone, ma inutilmente. Il naufragio era ormai già tragedia: 56 vittime accertate, 28 superstiti salvati e fra i 700 e i 900.

I presunti scafisti di quello che venne chiamato il “barcone della morte”, dopo più di tre anni, sono stati assolti. La Procura di Palermo riuscì, grazie ad alcune testimonianze dei sopravvissuti, ad individuare gli scafisti. Sette adulti e un minore furono accusati di omicidio plurimo, naufragio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Oggi, la decisione della Corte d’assise di Palermo ha ribaltato tutte le accuse, assolvendo tutti gli imputati maggiorenni. Per 5 di loro, i Pm Annamaria Picozza e Geri Ferrara chiesero la condanna all’ergastolo. Un 17enne tunisino era stato, invece, condannato dal Tribunale dei minori e processato separatamente.

La Corte si è espressa in nome dell’insufficienza di prove per optare per l’assoluzione degli imputati: “Le testimonianze dei superstiti, che accusarono gli imputati, non sono evidentemente attendibili”. Una tesi logicamente sostenuta anche dai legali dei presunti scafisti, secondo i quali i superstiti avrebbero accusato i compagni di viaggio per poter giovare di un trattamento di favore nell’iter per l’ottenimento della protezione umanitaria.

Secondo la Procura, che dispose l’autopsia su tutti i corpi, trasportati a Malta, gli scafisti, nel tentativo di impedire loro di risalire in coperta e lasciare la stiva del barcone, avrebbero picchiato e accoltellato le vittime, come riportato da Rai News. Alcune, poi, sarebbero morte per le esalazioni dei gas di scarico del motore. La vicenda non è semplice, tanto meno la dinamica dei fatti appare chiara. Il rovesciamento, secondo alcuni, era stato originato da un affollamento in massa dei migranti solo ad una parte del barcone. Carlotta Sami, portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha invece affermato che la nave si sarebbe ribaltata a causa di un’onda provocata dal mercantile portoghese che si stava recando in soccorso. Secondo la Procura della Repubblica di Catania, il rovesciamento della nave sarebbe stato determinato da due concause: le manovre errate compiute dal comandante del peschereccio nel tentativo di abbordare il mercantile King Jacob, che avrebbero determinato la collisione tra le navi; poi, il sovraffollamento causato dagli spostamenti dei migranti a bordo.

Fonti: La Sicilia, Rai News