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Cristiana sta male, i medici la rimandano sempre a casa. Ma il suo cuore si ferma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:20
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Cristiana Capecchi, ventottenne di Pistoia, è morta domenica sera in seguito ad un malore. Da accertare le responsabilità dei medici.

Era stata colta più volte da forti malori, eppure i medici l’avevano sempre rispedita a casa. E’ il preambolo di un triste epilogo che ha colpito Cristiana Capecchi, 28enne di Pistoia, morta domenica sera a causa di una grave crisi respiratoria. La ragazza, negli ultimi tempi, si era recata spesso in ospedale, per via di forti fastidi respiratori, ma era sempre stata rimandata a casa dopo le visite mediche, come riportato dall’Ansa.

Cristiana Capecchi, muore per crisi respiratoria - Leggilo

La situazione, tra vai e vieni in ospedale, era rimasta sotto controllo fino a domenica sera, quando le cose sono peggiorate in modo catastrofico, senza possibilità di ritorno. Cristiana ha accusato una nuova crisi respiratoria, più violenta del solito, tanto che la famiglia ha deciso, immediatamente, di chiamare un’ambulanza per portarla in ospedale. I sanitari, giunti sul posto, l’hanno intubata tempestivamente e praticato il massaggio cardiaco. I tentativi disperati di salvataggio sono continuati fino all’arrivo nell’ospedale San Jacopo di Pistoia, quando il cuore di Cristiana si è fermato: la ragazza è morta nel giro di pochi minuti a causa di un arresto cardiaco.

La notizia ha sconvolto tutta la comunità e ha distrutto una famiglia che ora chiede giustizia. Quello di Cristiana Capecchi non è stato un malore improvviso, ma il terribile esito di una grave patologia cardiaca non diagnosticata e, quindi, non curata. Sono tante le domande che i parenti e gli amici vogliono rivolgere ai medici dell’ospedale San Jacopo. Perché Cristiana è sempre stata mandata a casa dopo le visite mediche? Perché i sintomi della ragazza non sono stati presi sul serio? Perché non sono stati fatti ulteriori controlli? Negligenza dei dottori? L’ennesimo caso di malasanità? Difficile, per il momento, dare una risposta certa. Intanto, l’Asl ha reso nota la sua intenzione di avviare un’indagine interna per scoprire le eventuali responsabilità dei sanitari, come riportato da La Nazione.

Sul corpo di Cristiana sarà effettuata l’autopsia per rintracciare le cause del decesso e dare una risposta a tutte le domande. Intanto un caro amico della ragazza, Daniele Bini, su Facebook, l’ha ricordata così: “Ciao Cristiana, la tua risata contagiosa, non la dimenticherò mai!”.

Fonti: Ansa, La Nazione

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