Brindisi: dopo 13 anni scopre di avere un feto morto nell’addome

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Sembrerebbe la trama di un film di fantascienza. Eppure, secondo quanto riportato da un giornale locale di Brindisi, una donna di 53 anni ha tenuto inconsapevolmente in grembo un feto per tredici lunghi anni, rischiando la vita.

Francavilla Fontana, bimbo morto nell'addome - Leggilo

La sfortunata protagonista di questa storia è una bracciante agricola di Francavilla Fontana, nei pressi di Brindisi, che nel 2005 ha effettuato un parto cesario. La donna, già madre di tre figli, si era recata in ospedale di corsa dopo varie complicazioni derivate da una gravidanza podalica e una volta in sala operatoria i dottori hanno optato per un cesario d’emergenza. Il parto fortunatamente riesce bene e dopo pochi giorni mamma e bambino ritornano a casa.

Qualcosa, però, sembra non quadrare. La signora accusa da subito forti dolori addominali e strane perdite di sangue, ma secondo i dottori il suo malessere è una passeggera conseguenza di un difficile parto cesareo.

Peccato che questa ‘conseguenza passeggera’ persiste anche nei successivi 13 anni, tanto da obbligarla a lasciare il lavoro a causa delle precarie condizioni di salute. La situazione precipita del tutto il 7 gennaio scorso dopo un improvviso malore. Portata immediatamente in un ospedale del Veneto, dove nel frattempo si era trasferita, i medici fanno la macabra scoperta, come riportato da Repubblica.

Nell’addome della paziente viene trovato un feto morto di ben otto centimetri che non si era sviluppato nelle 40 settimane di gestazione e che i medici di Brindisi non avevano notato.
Un caso che ha dell’incredibile, ma che la scienza considera possibile. Si tratta, infatti, di un fenomeno chiamato lithopedion e consiste nella morte del feto durante una gravidanza extrauterina addominale. Il feto si trovava in una placenta diversa rispetto a quella del bambino nato nel 2005 e, nascosto in una zona laterale dell’addome, ha mantenuto uno strano stato di conservazione simile alla mummificazione. In sintesi quello che doveva essere un normale parto gemellare si è trasformata in una terribile fatalità, come riportato da TgCom24.

Visto il progressivo peggioramento delle condizioni di salute, il 14 febbraio, i medici hanno operato d’urgenza la signora asportandole feto e utero.
Difficile dire se all’origine di tutto questo ci sia il tiro mancino del destino o l’errore umano. Per il momento quel che è certo è che la donna, comprensibilmente scossa dal punto di vista fisico e morale, ha deciso di avviare azioni legali contro chi, forse per negligenza, l’ha costretta a vivere tutto questo tempo con un figlio morto dentro l’addome.

Fonti: TgCom24, Repubblica