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Morte del piccolo Julen, aperta un’inchiesta, anche lo zio indagato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:37
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La vicenda di Julen ha tenuto tutti col fiato sospeso fino al triste epilogo. Il Tribunale di Malaga ha aperto un’inchiesta per determinare le responsabilità dell’accaduto.

Julen, aperta un'inchiesta

Sono passati diversi giorni da quando il corpo senza vita di Julen è stato tirato fuori dal pozzo dove era caduto. La vicenda del bimbo, sprofondato 110 metri sotto terra, a Totalan, in Spagna, aveva tenuto tutti col fiato sospeso. Mentre proseguivano le ricerche, incessanti, andate avanti per giorni e giorni, calavano le speranze che il piccolo potesse essere ancora vivo. Poi, dopo più di dodici giorni di ricerche, l’epilogo ha messo fine a una vicenda cominciata in modo già tragico, con la disperazione dei genitori che solo due anni fa avevano perso il loro primogenito di tre anni, deceduto a causa di un improvviso malore.

Il padre di Julen, José Rossello, aveva raccontato di aver visto il figlio cadere nel pozzo davanti ai suoi occhi. La grata che ricopriva il buco si è spostata e il piccolo, che giocava in un terreno di proprietà della famiglia, è caduto. Giù, dritto verso la morte. David Serrano è il marito di una cugina dei genitori di Julen ed è il proprietario del terreno dove si è consumata la tragedia. Era stato lui ad organizzare un pic-nic in famiglia lo scorso 13 gennaio. Ora, rischia di essere indagato per negligenza, come riportato da Il Corriere della Sera.

Non riesco a smettere di pensare a ciò che è accaduto. Non posso perdonarmi ciò che è successo, poteva accadere anche a mia figlia”, racconta così lo zio del piccolo, che oggi è pieno di rimorsi per quanto accaduto. “Sapevo che c’era il buco di perforazione del pozzo, per questo lo avevo coperto con due blocchi di calcestruzzo”, dice l’uomo che non aveva calcolato tutti i rischi possibili.

Lo zio ricorda che Julen stava giocando tranquillamente nel bosco. Poi, le grida disperate, e del bimbo non c’era più traccia. “Ci siamo avvicinati al pozzo e abbiamo capito che era scivolato tra i due blocchi di calcestruzzo ed era sparito”. I legali di Serrano, tuttavia, sostengono che non vi siano responsabilità giuridiche a carico del loro assistito: “L’incidente non poteva essere previsto da David. I responsabili sono coloro che hanno costruito il pozzo, sono state violate parecchie norme di sicurezza per la sua realizzazione, compresa la mancata segnalazione del pozzo stesso e della sua profondità”, informano. Non ci saranno procedimenti a suo carico, ma il rimorso e il senso di colpa resta incessante e l’uomo proprio non si da pace, come riportato da TgCom24.

Dall’inchiesta aperta dal Tribunale di Malaga è emerso anche che la cavità in cui il piccolo è precipitato era infatti illegale e non ufficialmente segnalata. Nel mirino degli inquirenti è finito Miguel Angel Escaño, Sindaco socialista di Totalàn, che negli ultimi anni ha avviato forme di speculazione edilizia a fini elettorali. Numerose le costruzioni illegali, edifici e pozzi, realizzati negli ultimi anni proprio con la complicità del Primo cittadino, che ha acconsentito a lavori illegali e clandestini in cambio di voti. Lo fa sapere inasprito il partito  “Izquierda Unida” che ha portato alla luce i fatti, dichiarando anche di voler istituire una commissione d’inchiesta per determinare la responsabilità del Sindaco nella tragedia di Julen.

Emerge anche che la finestra dell’ ufficio si trova proprio vicino alla collina dove c’è il pozzo in cui è caduto Julen. “Potrebbe anche non aver visto i lavori, ma è impossibile, nel silenzio del nostro paesino, che non si accorgesse dei rumori provenienti dal cantiere”, dicono i cittadini. Si ritiene che il rischio che una simile tragedia possa ripetersi sia concreto. Si lavora, ora, per determinare le responsabilità dell’accaduto che ha portato alla luce situazioni poco trasparenti.

Chiara Feleppa

Fonti: Il Corriere della Sera, TgCom24

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