La morte misteriosa di Elia, 11 anni, durante il compleanno del fratellino

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Elia Rizzotti aveva undici anni, degli occhi chiari, e amava giocare a pallone. Qualcosa però l’ha ucciso. 

Elia Rizzotti domani i funerali

Elia Rizzotti aveva undici anni ed è morto misteriosamente. Il bimbo si era accasciato a terra all’improvviso, dopo aver perso i sensi. I sanitari del 118, giunti sul posto, lo hanno rianimato e trasportato d’urgenza al Polo Confortini di Verona, dove è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva pediatrica. Ma i tentativi di tenerlo in vita si sono rivelati inutili. Il bimbo aveva la febbre da qualche giorno, ma il pediatra aveva parlato di un banale stato influenzale, come riportato da Il Messaggero.

Inizialmente era stata predisposta l’autopsia per appurare le cause del decesso, ma stando a quanto ha riferito il padre, i medici sono arrivati a un responso attraverso alcune analisi e accertamenti. I medici hanno parlato di un “virus che ha raggiungo il cuore, al livello dell’endocardio, o del pericardio, o del miocardio, che ha bloccato gli organi interni, causandone la morte“. Secondo altre ipotesi, si tratterebbe invece di una patologia cardiaca nascosta che non gli era stata diagnosticata. E’ stata quindi una causa naturale, secondo i dottori, ad aver strappato la vita al bimbo.

“Il mio amore, il mio scricciolo tutto sorrisi e allegria, la mia vita, adesso è il più bello degli angeli, ma perché? Cos’è successo? Che incubo è questo? Cos’è questo virus che me l’ha ucciso?”, si domanda disperata la madre del piccolo, ClaudiaElia era il secondogenito della famiglia Rizzotti, originaria di San Pietro di Lavagno, provincia di Verona dove è stato dichiarato il lutto cittadino. Adeciderlo il Primo Cittadino della città, ora sconvolta, Simone Albi: “Vogliamo far sentire alla famiglia la nostra vicinanza e pensavamo di proporre, insieme alla scuola che frequentava Elia, qualcosa per ricordarlo come studente e come calciatore, ma vogliamo prima sapere se alla sua famiglia potrebbe far piacere. Pensavamo di intitolargli un edificio pubblico o di organizzare una manifestazione”, ha detto il sindaco, come riportato da Verona Sera.

Il padre del piccolo, Thomas, che domenica 3 febbraio aveva spento le candeline per il suo compleanno, ha visto il figlio accasciarsi a terra. I medici l’hanno rianimato per più di un’ora. “Avevano recuperato il battito, l’hanno intubato. Ci hanno detto che era grave, ma lui era un bambino, sano, stava bene”, racconta.

Gli amichetti di scuola descrivono Elia come un bambino pieno di energia e vitalità. Aveva da poco cominciato la scuola media, aveva buoni voti, e giocava a calcio come terzino sinistro nel Colognola. Prima del malore, si stava allenando per Torneo di Carnevale, che la squadra organizzerà per i primi di marzo e che ora sarà dedicato proprio al piccolo Elia.

Intanto, i genitori hanno deciso di donare le cornee di Elia: “È stato facile dire sì, ma non ci abbiamo pensato tanto”, ha detto la mamma, “almeno così i suoi begli occhi chiari non smetteranno di vedere il mondo. Abbiamo detto ai dottori che possono prendere tutto quello che può servire a far stare meglio altri”. 

Così, gli occhi verdi di Elia guarderanno ancora. Mentre lui, da qualche parte, starà correndo dietro ad un pallone.

Fonti: Il Messaggero, Verona Sera