Romina Barale stava guidando la sua auto quando è stata colta da un malore improvviso che l’ha costretta ad accostare e chiamare i soccorsi. 

Una passione per i cavalli, una vita piena di amici, un sorriso sempre sulle labbra. Era questa la vita di Romina Barale, un’altra vittima della strada, anche se a causarne la morte non è stato un incidente. In un piccolo comune di 7000 persone, in provincia di Cuneo, ora se ne piange la prematura scomparsa. La giovane, di 37 anni, viveva nella frazione Boschetti del comune di Centallo ed era segretaria presso la Compral Carni di Cuneo. Venerdì 8 febbraio, poco dopo la mezzanotte, la donna stava rientrando a casa alla guida della sua auto, come riportato da La Stampa.

Romina Barale si trovava proprio sulla provinciale 20, a Cuneo, all’altezza della concessionaria Auto Mattiauda, quando ha accusato un improvviso malore. Ha deciso così di accostare l’auto per mettersi in sicurezza. Dopo averlo fatto, è riuscita ad avvertire il padre. Sono immediatamente giunti sul posto i sanitari del 118, i Vigili del fuoco e una volante della Polizia. Ma ogni tentativo è risultato vano e si è potuto solo constatare il decesso della donna. Secondo le prime ipotesi, a stroncare la vita di Romina sarebbe stato un infarto, rivelatosi letale, che non le ha dato la possibilità di resistere fino all’arrivo dei soccorsi.

Romina lascia così una famiglia distrutta per la sua perdita: sono disperati la mamma Vilma, il papà Silvio, e il fratello Massimo. Si aggiunge di certo anche il dolore di tutta la comunità, sconvolta dalla notizia. Pino Chiavasso, Sindaco di Centallo e caro amico della famiglia, si è stretto al dolore di quest’ultima: “Siamo costernati per questa perdita così grave e cercheremo di essere vicini ai parenti, aiutandoli ad affrontare questo drammatico momento“. Poi, ha aggiunto che Romina era una ragazza straordinaria, sempre sorridente e disponibile con tutti.

Il ricordo e l’affetto degli amici per Romina rimane, tanto che il suo profilo si è trasformato in una pagina di ricordo.

Fonte: La Stampa

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