“Piangeva troppo”. Federico riduce in fin di vita la piccola Alice

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La piccola Alice, di soli 22 mesi, è stata picchiata e ridotta in fin di vita dal compagno della madre, Federico Zeoli. Ora, lotta tra la vita e la morte. 

Federico Zeoli picchia la piccola Sara
Federico con Sara e sua sorella gemella

Pare che alcuni genitori, quando mettono al mondo i figli, non mettono in conto la possibilità che questi possano piangere, fare i capricci e volere dei giochi. Pare anche che il pianto di un bambino non vada più consolato, né capito, e pare che la punizione per i capricci stia soltanto nelle botte. Tante botte, che riducono in fin di vita e portano i bimbi a un passo dalla morte.

La vicenda di Cardito, vicino Napoli, di qualche settimana fa, che aveva visto il piccolo Giuseppe morire per i lividi e per le botte ricevute da Tony, l’italo-tunisino compagno della madre, aveva lasciato tutti senza parole. Ora un’altra triste storia pare ripetersi, proprio con le stesse modalità. Questa volta la tragedia arriva da Genzano ed è toccata alla piccola Alice. Di soli 22 mesi, la piccola è stata picchiata dal compagno della madre, Federico Zeoli, ed è stata ridotta in fin di vita per i morsi, le contusioni e i lividi davanti agli occhi esterrefatti delle sorelline.

Il motivo? Alice piangeva troppo. Giuseppe, invece, a Cardito, aveva rotto per sbaglio l’anta del letto.Due vicende che si somigliano, tragicamente. L’orrore si è consumato dentro una palazzina degradata di via San Carlino, non lontano dalla Tangenziale, mercoledì scorso. La mamma della piccola, Sara Federico, si era allontanata per portare delle medicine a suo padre, residente a Pavona, e aveva lasciato le tre figlie avute da una precedente relazione – una di cinque anni e due gemelle di 22 mesi –  al compagno. Ma Federico Zeoli ha mal tollerato le lacrime e i pianti, e si è scagliato come una furia contro la piccola di poco più di un anno, mordendola all’altezza dell’ombelico, e poi sul viso, sulla testa, e su tutto il corpo, tanto che Alice ha perso i sensi, come riportato da La Stampa.

La mamma ha ricevuto una chiamata proprio dal compagno, arrestatosi dopo la violenza: “Vieni corri, la bambina è svenuta“. Rientrata a casa, ha trovato il compagno con la bimba in braccio, priva di sensi. Resasi conto di quello che era accaduto durante la sua assenza, l’ha presa ed ha chiamato il 118. Poi, la corsa dei sanitari al Nuovo Ospedale dei Castelli Romani per tentare di salvare Alice, che ora è in prognosi riservata, in codice rosso, al reparto Rianimazione del Bambino Gesù.

Federico, 24enne originario di Campobasso, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e si trova ora nel carcere di Velletri, come riportato dall’Ansa. La coppia stava insieme da un anno e conviveva da soli due mesi a casa di lui. “Giovani tutti e due”, dice una vicina, “lei giovanissima con questi tre bambini piccoli, ha iniziato una storia con questo ragazzo con un carattere un po’ strano, si arrabbiava spesso”.

La situazione familiare non era delle migliori. Lei, figlia di genitori separati, con problemi economici e un incidente che le aveva fatto perdere un occhio. Lui, precedenti per minacce e lesioni. Una casa piccola, di sole due stanze, degradata, piena di muffa. Un solo letto per tre bimbi, e un cane a fare compagnia.

Le indagini degli inquirenti proseguono anche per accertare le responsabilità della madre, che in un primo momento ha provato a coprire il compagno. Ma la confessione del ventiquatrenne non ha lasciato molti dubbi: “L’ho picchiata io, l’ho morsa”. E quella piccola casa che ormai si è riempita di sangue.

Chiara Feleppa

Fonti: La Stampa, Ansa