Home Cronaca Manuel: “Ora voglio solo rivedere il sole”

Manuel: “Ora voglio solo rivedere il sole”

CONDIVIDI

Manuel Bortuzzo, i suoi occhi vogliono rivedere il sole. “Sono paralizzato, ma ho la fortuna di essere vivo”

Manuel Bortuzzo, dal letto d’ospedale dov’è ricoverato, dopo che è stato sparato per sbaglio, racconta i terribili momenti vissuti e i suoi progetti per il futuro

Manuel Bortuzzo parla dall'ospedale

Mio figlio mi ha detto di voler andare a Roma, ho un grande senso di colpa perché ho acconsentito nelle sue scelte, molti allenatori di Manuel si sentono come me. Fa male, ma dobbiamo trarre vantaggio da queste cose. Era il suo destino, doveva andare così”. Sono queste le parole di Franco Bortuzzo, il padre di Manuel Bortuzzoil diciannovenne rimasto paralizzato dopo essere stato colpito da tre colpi di pistola nel quartiere Axa, a sud di Roma, sabato 2 febbraio. La vicenda ora si è chiusa, i due ragazzi che hanno colpito, Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, legati ad ambienti criminali, sono in carcere e chiedono perdono. Un perdono che, forse, non arriverà mai.

Manuel, giovane promessa del nuoto, che sognava le Olimpiadi, dal letto d’ospedale in cui è ricoverato – il San Camillo di Roma – è sveglio, sa di non poter camminare mai più, ma alla notizia della sua paralisi non ha pianto. Reagisce bene, è positivo, ma non dimentica. “I due che mi hanno sparato erano senza casco, uno guidava, l’altro invece era girato al contrario, con la schiena poggiata a quella del complice, e aveva in mano una pistola. L’ha puntata contro di noi e hanno urlato qualcosa, allora mi sono girato e ho sentito gli spari”, racconta Manuel a una giornalista.

Manuel Bortuzzo
Massimiliano Rosolino commosso durante la visita a Manuel

Noi”, dice, perché con lui c’era anche Martina, la fidanzaTa che non lo abbandona neanche un istante. I due erano stati ad un compleanno, poi si erano fermati in piazza Eschilo, ed erano andati a comprare le sigarette ad un distributore automatico. In quel momento,  si avvicina lo scooter nero che porta Manuel a un passo dalla morte. “Uno teneva la pistola puntata contro di me e mi ha gridato: ‘Figlio di puttana, questa piazza adesso è nostra’. Sono caduto a terra e dicevo a Martina: ‘Cazzo mi hanno sparato, ma che succede?’”, ricorda il ragazzo che, una volta a terra, non ancora svenuto, ha capito di essere stato il bersaglio sbagliato. Ma comunque un bersaglio, comunque una vittima, e la volontà di uccidere, nei due criminali, c’era comunque. Fosse stato Manuel o un altro a dover essere colpito. Per questo, il tentato omicidio è doloso, intenzionale e premeditato.

I due volti, comunque, ora hanno lineamenti ben definiti, impossibile dimenticarli: “Non li avevo mai visti prima nella mia vita, ma i loro volti li ho stampati davanti agli occhi, tanto che quando mi hanno fatto vedere la loro foto non ho avuto dubbi: sono proprio i due che hanno arrestato“. Ma non prova rabbia, per loro. “Non lo meritano”, dice.  “Sono già sfigati di loro a vivere in un ambiente del genere. Mi dispiace per i loro figli, ho letto che ne hanno. Mi domando cosa persone del genere abbiano da insegnare a dei bambini”.

Manuel riceve il sostegno della famiglia, di Martina, ma anche di campioni del nuoto, di personaggi sportivi, e del Vicepremier Matteo Salvini che gli ha fatto visita. La riabilitazione nei prossimi giorni sarà lunga, ma sembra reagire bene alle cure e la forza d’animo l’aiuta a reagire a un imprevisto che ha cambiato per sempre la sua vita. “Ricomincerò anche a studiare, avevo interrotto gli studi per il nuoto, ora li riprenderò. In fondo poteva andarmi peggio, no? Sono vivo, questo è l’importante. Ora sogno soltanto di rivedere il sole”.

Chiara Feleppa