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Loredana Bertè a Sanremo, il saluto prima dell’addio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:59
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Loredana Berté torna sul palco dell’Ariston. Ieri sera, è stata la prima in gara con il suo nuovo singolo “Cosa ti aspetti da me”

Loredana Bertè a Sanremo

 

Loredana Berté ha sempre detto di non essere una signora. L’ha urlato a squarciagola, cantato e detto con gli occhi sbarrati. Una, dice, “per cui la guerra non è mai finita“. E infatti pare essere sempre in lotta, e il suo avversario è la vita.

Una vita difficile, una famiglia al femminile di quattro sorelle e l’inizio della guerra legata alla morte di sua sorella, Domenica, in arte Mia Martini, trovata morta nel 1995 nella sua camera d’albergo. Si è parlato, allora, di un suicidio per le cattive dicerie su di lei, ma Loredana ha sempre dirottato le accuse sul padre, che l’avrebbe uccisa dopo averne abusato. Intanto la Berté si faceva spazio tra la musica, scalando le classifiche a fianco di artisti di fama internazionale: Ivano Fossati, Pino Daniele, Renato Zero. 

La donna, non più in tenera età non rinuncia ad apparire. Ieri a 68 anni, è tornata al Festival portando sul palco il suo ultimo singolo, “Cosa ti aspetti da me“. E’ entrata con i capelli blu, niente rose in testa questa volta, vestitino corto verde militare, tacchi bassi e una borsetta in vita che ogni tanto toccava come per far uscire qualcosa. Durante tutta la canzone – niente di rilevante, dicono – la Berté non ha fatto altro che scoprirsi le gambe alzandosi quasi fin sopra l’inguine la gonna. Ci si aspettava uno scandalo, visto che è stata la prima ad esibirsi e tutti avrebbero goduto di qualche risata, visto l’andamento noioso del Festival fin dai primi minuti. Invece nulla. La Berté ha cantato, giocato con le gambe, e poi è uscita di scena. C’è da dire, però, che quei pochi minuti sul palco dell’Ariston sono stati comunque più rilevanti di quelli di altri cantanti semisconosciuti che hanno preso parte alla kermesse canora.

Tutto si può dire, alla Berté, tranne di non saper stare davanti a una telecamera. Una iena, una bestia inferocita, roba che se le tocchi per sbaglio la spalla lei si gira e ti grida in faccia. Ma la prendiamo così, alla fine non ha fatto male mai a nessuno. E’ solo una donna arrabbiata e che non riesce a smettere di gridare. Di vomitare il suo odio. E il male che gli è stato fatto lo si vede nei suoi occhi, da come muove le mani, da come sbatte i piedi, da come punta la telecamera. Insomma, più che spruzzare gioia da tutti i porti Loredana diffonde una rabbia ancora fresca. Ma succede così quando la vita ti si rivolta contro e tu non la riesci più a riprendere. Le cose si srotolano, si rovinano e si consumano. E intanto, tu sei un’altra persona e ti porti dietro tutte le cose cattive.

C’è chi sostiene che la Berté sia impazzita, visto il suo aspetto e le sue sfuriate in tv. E se vogliamo seguire la tesi, possiamo almeno dire di essere di fronte a un’artista e che tutti gli artisti sono un po’ folli. Se poi la follia esce fuori da un rancore la si può forse giustificare. La Berté ha parlato di questo Festival come un modo per chiudere un cerchio. “Basta scandali“, ha detto. “Ma non vado per stupire. Ogni volta hanno gridato allo scandalo, mettendo la musica in secondo piano. Stavolta spero solo di emozionare, la musica è la mia vita”. Scandali che l’hanno accompagnata in questi 40 anni di carriera, uno per ogni posto in cui andava.

Dalle notti passate in albergo con Diego Armando Maradona, il tentativo di suicidio nel 1991, i matrimoni e la dipendenza dalla cocaina. La Berté ha tutte le carte per essere additata, come fanno da anni, come una squilibrata. Ma non credo, in tutta onestà, che la cosa le dispiacerebbe. In fondo sa chi è. Come tutti i personaggi noti non sapremo mai se quello che mostra è la sua persona oppure il suo alter-ego da spettacolo. Ma la cosa certa è che il suo grido è reale. E’ così forte che arriva ovunque. Lancia un po’ di rabbia ovunque. E non la puoi togliere senza che lei sparisca. La sua ira è attaccata al suo braccio come lo è la sua mano. Una mano che non trema, com’era quella che ieri sera stringeva il microfono. E il titolo della sua canzone sembra un proseguimento della sua guerra che non è ancora finita. Cosa ti aspetti da me? Ci ha chiesto la Berté. Non lo sappiamo. E se non ti riusciamo a comprendere, almeno sappiamo che non lo sai fare neanche tu.

Chiara Feleppa

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