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Pompei saluta Giuseppe, ucciso di botte a soli 7 anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:27
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Addio a Giuseppe, ucciso di botte

Sono in corso nella chiesa di San Giuseppe Sposo della Beata Vergine Maria di Pompei, i funerali del piccolo Giuseppe Dorice, il bimbo di 7 anni picchiato, fino ad essere ucciso, domenica scorsa a Cardito, vicino Napoli. Il monsignor Tommaso Caputo, arcivescovo prelato, sta in questo momento celebrando le esequie del piccolo, dinanzi a una comunità piena di dolore e sofferente, ancora scioccata per quanto accaduto. Il piccolo è arrivato in una bara bianca, accolto da un commosso applauso della lunga fila di persone presenti all’esterno della chiesa. Presenti anche i sindaci di Pompei, Cardito e Massa Lubrense. Anche la mamma, Valentina, disperata, è entrata in chiesa visibilmente commossa, accompagnata dalla polizia, come riportato da Il Corriere della Sera

“Tutto questo, è qualcosa che non dimenticheremo mai”, ha detto Giuseppe Cirillo, primo cittadino di Cardito. “Siamo vicini a tutte le persone che volevano bene al caro Giuseppe. Ora è il momento del silenzio. Penseremo alle due bambine, faremo tutto quello che ci consente la legge, tutta la comunità si mobiliterà”, ha conclusoLunedì si terrà una fiaccolata per ricordare il piccolo, mentre a Massa Lubrense scatterà il lutto cittadino, stabilito da Lorenzo Balducelli, il sindaco.

Intanto, emergono altri particolari inquietanti sulla triste vicenda. Dal carcere di Poggioreale, dove Tony Essobti Badre, l’italo-tunisino che ha picchiato Giuseppe e la sua sorellina più grande di un anno, Noemy, è rinchiuso in isolamento, arrivano altre dichiarazioni che lasciano sconvolti. Prima, l’uomo aveva detto di aver colpito i piccoli perché avevano rotto un’anta del letto. Poi, fa sapere il Gip Antonino Santoro, secondo l’accusato “i bambni erano troppo vivaci e non lo facevano dormire”. Per questo, avrebbe perso la pazienza. Un ruolo ancora da decifrare, invece, quello della madre dei piccoli,  e compagna di Badre, Valentina Casa.  

I due convivevano con Giuseppe e Noemy, avuti dalla precedente relazione della donna con l’ex compagno,  oggi disperato per quanto accaduto, e con una terzogenita,  figlia naturale di entrambi, di soli 4 anni.  Dalle indagini è emerso che la  donna,  al momento del pestaggio,  si trovava in casa. Ma non avrebbe agito a causa dello choc che l’ha resa immobile, di fronte a quello che stava  succedendo dinanzi ai suoi occhi. “Ho avuto un blocco fisico, una paralisi, mi sono bloccata”, ha detto la donna, ora accusata di non aver protetto i suoi figli.

Gli episodi di violenza, in quella casa, sembrano essere stati un’abitudine.  Finalmente me ne vado da questa casa, avrebbe detto la piccola Noemy giunta al Santobono di Napoli piena di lividi. Il Tribunale dei minori di Napoli ha sospeso la patria potestà per Valentina Casa e Felice Dorice, i genitori naturali di Giuseppe. 
Al momento, è stato nominato un tutore per le piccole sorelline. Nelle prossime settimane, i giudici minorili compiranno una serie di indagini per deciderne l’affidamento. Non si esclude la possibilità di ricorrere all’affido, o a un’Istituto.

In più, dalle ricostruzioni emerge che la madre è stata presa per i capelli e strattonata via, colpita alla spalla da un morso, mentre stava cercando di sottrarre i figli alla furia omicida e violenta del suo convivente. Poi, ha posto il bimbo sul divano, prendendo alla leggera una situazione già gravissima. E’ stato il fratello di Tony, una volta avvisato, a dare l’allarme e a chiamare l’autoambulanza, resosi conto della gravità della situazione. Ora, si trova a Massa Lubrense con la famiglia, ma, per lei, è ancora tutto da vedere.

La disperazione del padre

I parenti della famiglia di Felice Dorice, il papà naturale di Giuseppe, hanno più volte detto di non avere mai avuto grandi rapporti con Valentina, “che nei fine settimana andava sempre via”.Il fratello di Felice, ha inoltre detto che il padre del bimbo lo poteva vedere solo il stazione, e non sapeva neanche il figlio si trovasse a Cardito, come riportato da TgCom24. “Mio fratello si è sentito male, è stato chiamato in Commissariato e lì ha saputo della morte del figlio. Vogliamo giustizia. Non abbiamo mai saputo delle violenze altrimenti saremmo intervenuti, siamo andati in ospedale a trovare Noemi”, fa sapere. 

Neanche la zia dei bimbi ci va leggera contro la donna: “Quella donna non si può definire mamma. Non è possibile permettere che i tuoi figli vengano maltrattati e che soffrano perché picchiati. A cosa serviva questo uomo? E’ un mostro, lo usava solo per andare a letto”.

Il dolore più grande resta comunque quello del padre, che non si da pace. “Non so come possa essere successo, non mi riesco a dare una spiegazione a questa tragedia. Io chiamavo per sapere come stessero i miei bambini, ma lei mi ha intimato più volte di non farmi più sentire, che non ero più parte della famiglia”. 

Emerge anche la testimonianza di un’amica di Tony, che ha raccontato di aver visto l’uomo, quel giorno, aggirarsi in cerca di una farmacia per cercare creme per i lividi. Peccato però, che quei lividi erano mortali.

Fonti: TgCom24, Il Corriere della Sera

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