Home Cronaca I genitori del piccolo Giuseppe neanche si guardano. Insulti per la madre

I genitori del piccolo Giuseppe neanche si guardano. Insulti per la madre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:46
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Un bambino ucciso in casa sua: «La morte di Giuseppe sfregio all’umanità» . I funerali del bambino pestato fino alla morte, a Cardito, hanno chiuso una storia terribile. Una storia chiusa ed una ferita aperta, per sempre.

Cardito, funerali per il piccolo Giuseppe

La madre, Valentina Casa, è entrata in chiesa un’ora prima della cerimonia funebre. Provata, sicuramente spaventata, incerta su quella che sarà la reazione delle persone. E non ha avuto torto. Si prevedeva  una cerimonia segnata dalla tensione: la polizia era presente in forze, senza tuttavia violare la particolarità del momento. L’assillo degli ultimi giorni, e delle ultime ore è stato proprio la sicurezza. La madre del bambino si è giustificata per la sua inerzia davanti al pestaggio del figlio. Un resoconto forse credibile, almeno per il momento. Valentina non è stata iscritta nel registro degli indagati. Ma questo non ha placato i giudizi sul suo conto. Per consentire lo svolgimento dei funerali le autorità hanno praticato una  soluzione insolita: il corpo del bambino è stata affidato al padre naturale, nonostante il Tribunale per i  minorenni abbia sospeso d’urgenza la potestà genitoriale ad entrambi. Mentre l’assassino del piccolo si disperava in carcere temendo per la propria incolumità il sindaco di Cardito Giuseppe Cirillo si era detto disponibile a far celebrare le esequie nella cittadina dell’hinterland napoletano dove  Valentina si era trasferita con i suoi piccoli per vivere insieme all’uomo che diventerà l’assassino di suo figlio. Ma a Cardito, la donna è descritta come “una Medea” e le esequie sul posto sarebbero state un rischio enorme. Ma anche a Pompei la situazione è sembrata poter sfuggire di mano. I parenti paterni del bambino hanno insultato la donna. Lei e il padre di Giuseppe, raccontano, erano seduti poco distanti e non si sono neanche rivolti lo sguardo. Un disagio famigliare che viene da lontano.

«Esiste una folle abitudine al male. Ci fa diventare indifferenti e ci impedisce di cogliere i momenti e le situazioni di crisi. Caro Giuseppe, la tua morte è un irreparabile sfregio all’umanità. Un pensiero alle tue sorelline, sottratte speriamo per sempre alla brutale violenza. Che la vita possa loro finalmente sorridere» ha detto l’arcivescovo di Pompei Tommaso Caputo durante l’omelia, come riportato dall’Ansa. La funzione è durata  poco più di un’ora. Al termine la madre del bambino,  Valentina, viene colta da malore, si accascia e viene accompagnata a braccia da parenti nella vicina sacrestia. Andrà via evitando l’ingresso principale. Un lungo applauso ha salutato l’uscita della bara bianca che portava su un lato la foto del piccolo Giuseppe. Un volo di palloncini bianchi fuori la chiesa e un lancio confetti hanno salutato il feretro. Giuseppe  doveva crescere, innamorarsi e, un giorno, entrare in una chiesa per sposarsi. E allora dei confetti sarebbero stati lanciati verso di lui e la sua sposa. Abbiamo dovuto raccontare una storia diversa. Così vanno le cose.

 

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Fonte: Ansa
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