Eros Cinti muore sul lavoro, colpito in testa da un pezzo d’acciaio

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Si chiamava Eros Cinti, ed è lui l’operaio dell’azienda Geko che  ha perso la vita mentre era a lavoro, nel piazzale interno della sede di Ansaldo Energia. Cinti aveva 42 anni ed è deceduto poco dopo le Otto, in via Nicola Lorenzi, lungo il torrente Polcevera. Sposato, era padre di due figli, uno di sei anni e un altro di dodici, come riportato dall’Ansa.

Eros Cinti muore
Eros Cinti con la moglie

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo stava muovendo un carico di coperture di impianti elettrici di acciaio, insieme con alcuni colleghi. Probabilmente a causa del forte vento, l’ultimo pezzo di una copertura è caduto già dalla gru e l’ha colpito, causandone un trauma cranico e poi la morte.

Sul piazzale di Ansaldo Energia è arrivato il segretario della Fim Cisl Liguria, Giuseppe Vella,che ha fatto menzione dei numerosi incidenti sul lavoro già accaduti nel 2019: “Sono passati pochi giorni dall’inizio dell’anno e già dobbiamo fare i conti con diversi incidenti sul lavoro, oggi un operaio ha perso la vita. Le cause le accetterà la magistratura, ma nel 2019 non si può morire di lavoro. Dobbiamo riflettere sul perché bisogna pagare questo tributo”. I sindacati hanno subito dichiarato 8 ore di sciopero nelle aziende metalmeccaniche, previsto per domani, Martedì 22 Gennaio e concesso da Fiom Cgil e dalla Filt Cgil Logistica. La ditta ha espresso il suo cordoglio per la perdita del dipendente, come riportato da Il Messaggero: “Le maestranze e la direzione aziendale di Ansaldo Energia esprimono profondo cordoglio alla famiglia della vittima dell’incidente accaduto questa mattina in area aziendale. Siamo vicini ai familiari“,  si legge in una nota diffusa dall’azienda.

Eros Cinti era nato a Genova, cresciuto a Begato e dopo essersi sposato si era trasferito a Pontedecimo con la famiglia. I colleghi che stavano lavorando con lui hanno assistito alla scena e sono rimasti sconvolti. “Una scena tremenda, un incidente orribile”, hanno detto. Il pubblico ministero Silvia Saracino ha sequestrato la gru e l’area di lavoro, mentre il pm ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti.

Anche la Uil – Unione italiana del lavoro – ha espresso il bisogno di rafforzare i controlli di sicurezza, e Antonio Apa, segretario generale della Uil di Genova, ha spiegato che “serve maggiore rigore nell’applicazione di quanto prevedono la legge e i contratti, rafforzando i controlli per una maggiore prevenzione”Mario Ghini, della Uil Liguria, ha parlato invece di un “rituale macabro, da combattere con l’applicazione dei protocolli di sicurezza”.

Voci di vicinanza arrivano anche dal sindaco di Genova, Marco Bucci, che si è detto essere vicino alla famiglia di Cinti: “Provo profondo dolore per la tragica morte di Eros Cinti. Il mio pensiero va ai familiari e ai colleghi di lavoro a cui esprimo, a nome di tutta la città, il nostro sentito cordoglio e la nostra vicinanza”. Parole di cordoglio anche da Giovanni Toti, presidente della regione liguria; da Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture; dal M5S, che ha parlato di morte inaccettabile sul lavoro. Anche i componenti del Gruppo regionale Lega Nord Liguria-Salvini ha espresso il suo cordoglio e vicinanza alla moglie e ai figli dell’operaio: “Auspichiamo che le indagini possano chiarire le cause del tragico incidente e accertare eventuali responsabilità. Occorre un impegno forte, da parte di tutti, per evitare tragedie come questa. Morire sul lavoro è inaccettabile”. 

Chiara Feleppa

Fonti: Ansa, Il Messaggero

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