Home Cronaca Donatella, la madre di Daniele: “Sfera, hai 6 morti sulla coscienza”

Donatella, la madre di Daniele: “Sfera, hai 6 morti sulla coscienza”

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Sono passate diverse settimane dalla tragedia di Corinaldo, a Senigallia, dove hanno perso la vita cinque adolescenti e una mamma che accompagnava sua figlia undicenne. Sessanta sono stati invece i feriti. Al locale Lanterna Azzurra era atteso il trapper Sfera Ebbasta. Poi, d’improvviso, una calca di persone si è riversata verso l’uscita. A causa della chiusura di un’uscita di emergenza ne è stata usata un’altra che dà su un ponticello che collega il locale al piazzale del parcheggio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, quando i ragazzi sono usciti di corsa dal locale, decine di loro si sono accalcati per passare sul ponticello fino a quando una balaustra ha ceduto. I primi ragazzi sono così caduti nel fossato, un metro sotto il ponticello, e sono stati schiacciati dal peso di quelli che li seguivano. A causare il tutto è stato un ragazzino che ha spruzzato all’interno del locale lo spray urticante, ora indagato.

Donatella Magagnini, il figlio muore a Corinaldo
Donatella Magagnini con il figlio Daniele Pongetti

A qualche settimana dalla tragedia è arrivato lo sfogo di Donatella Magagnini, la mamma di Daniele Pongetti, sedici anni, una delle vittime. Con un lungo post sul gruppo Facebook “Giustizia per le vittime della Lanterna azzurra”, che si batte per la ricerca delle responsabilità imputate soprattutto ai gestori del locale, la mamma ha espresso il suo dolore e ha attaccato lo pseudo-cantante. “Per salvarti la faccia evita di postare foto da idiota con il tuo “PACCO”… RICORDATI che il regalo più grande te lo sei fatto portandoti sulla tua coscienza 6 morti”, ha scritto la madre giustamente agguerrita.

“Premetto che la mia considerazione per SFERA è meno di zero, ma questo essere comincia a farmi incazzare. Si è fatto vivo solo dopo molti giorni dalla tragedia. Poi, si è tatuato le stelline. Dopo mi ha fatto pervenire una sua lettera privata scritta e firmata in stampatello dove diceva di essere molto provato e pronto a mettersi a disposizione per qualsiasi cosa. Dopo poco ha pubblicato la stessa lettera sui social, che terminava ricordando le date dei suoi concerti così come se niente fosse accaduto”.

Ancora, la madre ha espresso il suo sdegno per l’assenza di Sfera dal luogo della tragedia: “Se davvero fossi stato così addolorato e colpito dell’accaduto, se è vero che stessi arrivando alla Lanterna, saresti venuto a verificare sul posto a vedere cos’era successo. Ce l’ho a morte con i tuoi collaboratori, i tuoi manager, la tua casa discografica… Penso che sia il loro lavoro preoccuparsi di organizzare al meglio i tuoi concerti o djset… Verificare i locali dove devi cantare. Tu e i tuoi collaboratori imparate a non giocare con i sogni dei ragazzini che pur avendo pagato sono stati presi in giro e sono morti Nell’attesa che tu arrivassi”.

Donatella più volte utilizza il suo profilo social per ricordare il figlio, di cui ora ha solo ricordi. Ha raccontato, sempre con un post, di aver ascoltato, in un bar, delle persone commentare la vicenda e dare ai ragazzi dei “Debosciati che ascoltano canzoni piene di parolacce”.  “Il vero problema della vicenda accaduta è che quei ragazzi sono andati a divertirsi in discoteca che però persone grandi e cosiddette “competenti” del campo, dovrebbero tenere sotto dovute norme di sicurezza, ma che invece chissà mai per come o per chi non lo fanno”, ha risposto la mamma che si batte da giorni per avere giustizia e affinché siano riconosciute le responsabilità dell’accaduto.

Donatella Magagnini, il figlio muore a Corinaldo

I reati al vaglio sono, nel caso della persona che ha usato lo spray urticante, quello di morte come conseguenza di altro reato o omicidio preterintenzionale che riguarda i gestori della discoteca, accusati di omicidio colposo. Anche il rispetto delle norme di sicurezza è in fase d’accertamento da parte dei vigili del fuoco, dei carabinieri e della polizia.

A suscitare la rabbia dei genitori che chiedono giustizia è proprio il mancato rispetto delle norme di sicurezza, che sarebbe venuto meno. In primo luogo, nel locale erano presenti più persone del consentito, quasi il triplo. Inoltre, i due parapetti in ferro del ponticello accanto all’uscita di emergenza erano arrugginiti. Si stanno verificando le testimonianze sul mancato funzionamento di un’uscita di emergenza e anche Sfera Ebbasta sarà ascoltato dagli inquirenti.

La dinamica ricorda molto l’incidente di Piazza San Carlo a Torino. Ma, ad oggi, resta solo il dramma dei genitori, che piangono i loro figli, vittime di un destino tragico, che forse, si sarebbe potuto evitare.

Sfera non ha risposto alla madre di Daniele, ma al di là delle parole di cordoglio espresse dopo la tragedia, il cantante è rintrato rapidamente nel suo personaggio, con tutto l’armamentario di pose e frasi strafottenti. Emblematica la risposta data a qualcuno che gli ricordava la strage nella discoteva e lo chiamava in causa, anche se in maniera meno circostanziata rispetto a Donatella. La maleducazione di Sfera toglie il fiato: “Tu mettiti un palo in culo e fai finta di essere una bandiera…”

Una battuta assurda, che forse manderà in visibilio qualche migliaio di followers, ma che risulta essere l’ennesima beffa, inaccettabile, per chi ha perso il proprio figlio nella calca, mentre aspettava un tipo così.

 Chiara Feleppa