Home Politica Decreto sicurezza, il portavoce di Orlando insulta Salvini

Decreto sicurezza, il portavoce di Orlando insulta Salvini

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A conti fatti risultano più imperdonabili le scuse della volgarità spiccia in cui è incorso Fabio Citrano, portavoce di Leoluca Orlando Cascio, Sindaco di Palermo. La polemica sul decreto sicurezza tra il vicepremier Matteo Salvini e i sindaci italiani ha infatti registrato un nuovo episodio, di poco conto forse, ma significativo: l’espressione colorita, il tipico intercalare “suca...” con cui Citrano ha replicato su Twitter ad un post del Ministro.

Leoluca Orlando Cascio per primo ha disposto di non applicare il Decreto sicurezza. Per farlo ha certo dalla sua parte un’amministrazione motivata e coesa. Uno staff che agisce all’unisono, o quasi, con il Primo Cittadino, il quale deve aver calcolato la protesta, valutando le forze il campo e le motivazioni dei suoi. Così, nelle schermaglie tra Ministro e Sindaco, anche il portavoce comunale ha detto la sua. Ma lo ha fatto con un colpo basso, inatteso. Un po’ come accade quando due vengono alle mani ed un terzo sferra un colpo a tradimento, sebbene il ruolo gli imponga di tenersi da parte.

Il commento inelegante di Citrano non è sfuggito allo staff di Matteo Salvini: “La professionale replica che ho ricevuto dal responsabile stampa del Comune di Palermo: “SUCA”! Un vero Lord…

Sul caso è intervenuto anche il sindaco Orlando annunciando possibili “provvedimenti disciplinari“.  Non ci scommettiamo un tarì. Come potrebbe un Primo Cittadino che non esita a rappresentare il Governo in carica come fascista e criminale, comminare una sanzione per una parola fuori posto?  Alla fine finirà nel nulla. Citrano non è Casalino, su cui si deve polemizzare sempre e comunque. Il giornalista si è visto costretto a chiedere scusa con un post su FB e probabilmente finirà qui. Nessun editoriale di Repubblica o altri giornali mainstream sul caso. Non è un portavoce di Lega o Cinque Stelle. Perchè non tutte le maleducazioni sono uguali: “È vero – ha scritto il giornalista dopo essere stato scoperto –  Ho commesso un errore. La volgarità è un errore in qualsiasi contesto. Lo è ancora di più se permette di distogliere l’attenzione da problemi ben più gravi” ha scritto ancora Citrano aggiungendo: “Ho sbagliato nel non valutare che la mia posizione di libero cittadino, inevitabilmente, si sovrapponeva al mio ruolo di dipendente pubblico e di componente dell’ufficio stampa del Comune di Palermo“.

Ho agito di pancia e involontariamente ho contribuito ad inasprire il clima già difficile tra il Sindaco e il Ministro. Sono pronto ad assumermi le responsabilità. Per questo chiedo pubblicamente scusa a Leoluca Orlando, oggi protagonista indiscusso di una battaglia di civiltà contro gli aspetti “criminogeni” del cosiddetto “decreto sicurezza” ha continuato Citrano, che non ha perso occasione di ribadire i concetti già espressi dal Sindaco nel motivare la sua contrarietà alla politica migratoria del Governo.

Citrano ha continuato mostrando buoni sentimenti con queste parole: “Mi addolora il pensiero dei bambini che sono a bordo di una nave da giorni nel Mediterraneo perché nessuno vuole accoglierli. Chiedo loro scusa perché il mio gesto stupido ha permesso a qualcuno di provare a distogliere l’attenzione da cose ben più gravi di una parolaccia. In tre giorni ho ricevuto tanti messaggi. Ho ricevuto tanti messaggi affettuosi, a volte scherzosi e ho ricevuto altrettanto affettuose ma serie tirate d’orecchio“. Nessuno vuole accogliere i bambini,  ricorda Citrano, che tuttavia ha deciso di ritenere responsabile ed insultare una sola persona. E’ lo schema caro a Roberto Saviano: semplifica, dimentica le responsabilità degli altri, insulta il Ministro e dopo lamentati degli haters. E’ così ha fatto Citrano, che ha continuato queste parole: “E ci sono stati e ci sono i messaggi violenti, di gravi minacce. Chi mi augura la morte, chi una eterna malattia. Frasi e messaggi pesantissimi, quasi illeggibili dal punto di vista umano, che fanno ancor più capire quanto sia avvelenato il clima in Italia, quanto stiamo perdendo la testa. Come forse ho fatto io”. Queste doglianze sembrano ora puerili e, riprendendo un suo pensiero, appaiono scritte apposta per distogliere dalla stupidaggine commessa. Citrano è l’ultimo che può lamentarsi degli insulti, ora.

L’epilogo del post è di una doppiezza e perfidia imperdonabili:

Sono grato a tutti – conclude Citrano – A chi mi è stato vicino e a chi mi ha insultato, perché tutti mi hanno fatto capire che ho sbagliato ad insultare e ho sbagliato a cadere nella trappola della violenza e dell’odio, ancorché verbali. Io sono persona”.

“…Io sono persona“. Cosa sottintende Citrano? Che lui è persona nonostante insulti un Ministro, pubblicamente, e gli altri no, forse non lo sono. Forse dipende da cosa votano, quali idee hanno sui migranti. Le “non persone” chi sono, secondo Citrano? Viene in mente, non a caso, una copertina dell’Espresso, anche questa, neanche a dirlo contro Salvini. Recava un titolo che giocava sulle stesse allusioni usate oggi da Citrano. Eccola:

Una copertina che deve essere piaciuta assai al collaboratore di Orlando Cascio, pugno chiuso tra arancini e belle donne. Buon per lui. Ma al di là dei suoi compiacimenti passati quello che rileva, oggi, è come egli si sia scusato con Orlando,ma non con il Ministro Salvini. Probabilmente la considera una debolezza pari all’insulto. Un dargliela vinta, in qualche modo. E’ un modo indiretto e sommesso di replicare l’offesa e tenere alta la tensione, a dispetto delle parole contro il “clima d’odio” espresse nel post. Una strategia vile ed ipocrita. Un violento che dice di intenerirsi pensando ai bambini. Così appare oggi Fabio Citrano. Il perfetto portavoce per Orlando. E ci risparmino la pantomima del provvedimento disciplinare.

È vero. Ho commesso un errore.La volgarità è un errore in qualsiasi contesto. Lo è ancora di più se permette di…

Pubblicato da Fabio Citrano su Lunedì 7 gennaio 2019

 

Pubblicato da Leggilo.Org su Domenica 6 gennaio 2019

Fonti: Twitter Fabio Citrano, Facebook Fabio Citrano

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