Home Politica Estera Vittorio Sgarbi: “I preti contro Salvini? Idioti, ridicoli ed esibizionisti”

Vittorio Sgarbi: “I preti contro Salvini? Idioti, ridicoli ed esibizionisti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:49
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Un Vittorio Sgarbi più furente di quanto siamo abituati a conoscere ha segnato con il sigillo della sua ira la guerriglia attuata da alcuni parroci “di buona volontà” contro il Ministro Salvini. Uno spettacolo che ha oscillato tra narcisismo parrocchiale e confusione esistenziale, sostenuta più o meno silenziosamente dalla Gerarchia Ecclesiastica e dalla stampa cattolica, da mesi ormai schierata apertamente contro il Ministro, con affermazioni e invettive degne di miglior causa. Ci sarebbe altro di cui parlare, ha ricordato Sgarbim nel corso di Stasera Italia. Il critico d’arte ha ridicolizzato la levata di scudi  di quei sacerdoti che amano ostentare i loro buoni sentimenti verso i migranti, sempre e comunque: per farlo a Sgarbi è bastato  richiamare il più ampio scenario del terrorismo e dell’intolleranza. Il riferimento è a padre Jacques Hamel, il sacerdote di Rouen sgozzato da un miliziano dell’Isis il 26 luglio del 2016 davanti all’altare al grido di Allah Akbar. Viene da domandarsi quanti di questi sacerdoti “indignati” abbiano ricordato il loro fratello in Cristo con una messa di suffragio, o una riflessione durante le loro omelie. Di dichiarazioni pubbliche da parte loro sull’atroce morte di Hamel non se ne ricorda nessuno. Molte parole, invece, e molta indignazione verso il Ministro ed il Decreto sicurezza. Non il migliore provvedimento del mondo, certo. E’ imperfetto e in alcune circostanze può essere controproducente. Ma dietro ad esso c’è pragmatismo, o almeno un tentativo di pragmatismo, nessuna ideologia. Niente, comunque, che giustifichi questo ridicolo narcisismo parrocchiale, una recrudescenza stucchevole acuitasi durante le festività natalizie cone presepi nell’immondizia e sui gommoni, Messe negate, parrocchie chiuse e altre amenità messe in atto da disperati in cerca di una ruolo da recitare, a dispetto della vocazione e del’identità che sarebbe dovuta derivarne. Un’immaturità spaventosa, crepuscolare. Proteggano e rispettino i minori che gli sono affidati, piuttosto, che il vero vero nemico, in mostro, l’hanno ben nascosto dentro le loro sagrestie.  Troppe volte.

Ci sono nel mondo trecento milioni di Cristiani perseguitati in 21 Paesi che li uccidono. E questi balordi non si occupano della violenza che patiscono i martiri cristiani e rompono i coglioni a Salvini. Si vergognino” ha cominciato a gridare Sgarbi –  Il prete Farinella e gli altri pensino a Padre ucciso sull’alterare, idioti, che negate Gesù. Gesù e Gesù e va difesa la vostra religione. Altrimenti fatevi Musulmani, fate quello che vi pare ma non parlate in nome di Gesù. Difendete i 300 milioni di perseguitati. Siete balordi, esibizionisti, ridicoli. Atei, siete atei. Vergognatevi, non possiamo non dirci Cristiani e dobbiamo difendere i Cristiani parlate, altro che chiudere le porte. Siete degli imbecilli, non dei preti …”

Vittorio Sgarbi ha fatto riferimento, tra gli altri, a Don Paolo Farinella parroco della Chiesa di San Torpete a Genova che ha deciso una “Obiezione di coscienza” contro il Decreto sicurezza di Salvini decidendo di non celebrare la Santa Messa del 24 dicembre fino al 5 gennaio dell’anno prossimo. Secondo il parroco la Chiesa sarà chiusa “per fallimento”. Per fallimento di cosa non è chiaro.

Lui considera il gesto come un messaggio per i Cattolici che nel segreto dell’urna mettono la loro “x” sul simbolo della Lega e che inneggiano a “Salvini, uomo incolto, senza alcun senso dello Stato e del diritto” con lui gli italiani che lo sostengono: complici di lesa umanità e di ‘deicidio‘ dice il sacerdote. Quindi la scelta migliore per questo “prete di frontiera” e quella di punire i parrocchiani – anche quelli che non hanno votato Salvini – chiudendo la Chiesa, come fosse casa sua. Chissà cosa ne pensa il Vescovo, di questo guazzabuglio tra infantilismo, politica e catechismo male interpretato.

Farinella parla di Gesù come “migrante dei migranti“, come “emigrante perseguitato dalla polizia di Erode, fuggito alla persecuzione, accolto in Egitto e ritornato a stabilirsi a Nazaret, dopo un viaggio allucinante e pericoloso attraverso il deserto del Neghev“. Il parroco ha sostenuto che i Cristiani “sono complici del degrado di Natale, perché la memoria della nascita di Gesù non c’entra nulla con questo Natale” .

Ma il sacerdote non dimentica la politica, L’invettiva di Farinella ha riguardato in particolare il decreto Sicurezza voluto da Salvini e votato dal Parlamento. Un provvedimento che il parroco considera “di massima insicurezza e sfregio dei valori e dei sentimenti più profondi della democrazia e del diritto“. Il parroco non fa mancare delle osservazioni di natura giuridica: il decreto sarebbe “incostituzionale” e il motto “prima gli italiani” sarebbe un “obbrobrio che fa straccio di secoli di conquiste ci civiltà giuridica“.

Ogni volta che si fa un torto sul piano del diritto alla persona del povero – scrive il prete – lo si fa direttamente a Gesù nella carne viva dei migranti. Con quale diritto i cristiani possono pretendere di celebrare il natale di quel Gesù che il loro paese, senza alcuna loro resistenza o protesta, espelle l’uomo nel Figlio di Dio?”. E ancora: “Se Gesù, con Maria e Giuseppe, si presentasse da noi per celebrare la sua nascita, col decreto immondo di Salvini, sarebbe fermato alla frontiera e rimandato indietro perchè migrante economico, perchè senza permesso di soggiorno e perchè in Palestina non c’è una guerra ‘vecchia’ dal 1948“.

Il sacerdote ha concluso così: “Con quale diritto i cristiani possono pretendere di celebrare il Natale di quel Gesù che il loro Paese, senza alcuna loro resistenza o protesta, espelle l’Uomo nel Figlio di Dio?”. La replica del ministro dell’Interno  non è stata priva di stupore: “Non ho parole. Questo ‘prete’ non danneggia me, ma toglie il Natale ai genovesi e agli italiani“. Non dire altro è stata la scelta giusta. Al resto ha pensato Sgarbi.

 

Fonte: Stasera Italia