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Stefano Colasanti, vigile del fuoco, muore per prestare soccorso

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Un presagio, di poche ore prima. Una coincidenza impressionante. Appena il giorno prima, per i festeggiamenti di Santa Barbara presso la caserma di Rieti, Stefano Colasanti, 50 anni, pompiere da 21, aveva preso parte alle esercitazioni. «Lui faceva il morto durante la simulazione dei soccorsi per l’esplosione di una cisterna di Gpl». Poche ore dopo quell’uomo, padre di una figlia, sarebbe morto proprio in quel modo.

Stefano Colasanti è il Vigile del Fuoco deceduto questo pomeriggio a seguito dell’esplosione di un distributore Ip di benzina e Gpl sulla Salaria, al km 39, nei pressi di Borgo Quinzio non lontano dal Comune di Fara Sabina, nel reatino. Colasanti non era in servizio al momento del disastro. Si trovava alla guida di un mezzo dei Vigili del Fuoco da revisionare quando, transitando sulla Salaria,  ha visto l’incendio e si è fermato per aiutare le persone coinvolte. E’ sceso, ha cercato di dare aiuto, ha dato l’allarme, si è messo a disposizione dei colleghi intanto intervenuti da Poggio Mirteto. Ma alla fine, insieme ad altri vigili del fuoco, è stato investito dalla seconda deflagrazione del distributore ed è morto. Il fratello  in servizio presso la Questura di Rieti è intervenuto sul luogo dell’esplosione dove stava accompagnando il questore Antonio Mannoni, di cui è autista. Ha visto e capito tutto. Per lui un dolore enorme e sconvolgente, anche per il modo in cui ha appreso la notizia.

Colasanti era conosciuto a Rieti per la sua attività di sindacalista della Uil. Dicono fosse innamorato del calcio, che aveva praticato in gioventù. Era allenatore del Cittaducale Calcio a 5 Femminile. Nell’ultimo weekend la squadra aveva vinto contro il Ladispoli per 2 a 1 nel campionato di Serie D femminile. Risultato, il primo positivo in trasferta, che aveva rallegrato Stefano Colasanti e le sue ragazze. I suoi ultimi momenti di felicità.

«È morto perchè prima per noi vengono gli altri» dicono ora o colleghi. Nell’incidente, altri sette vigili sono rimasti feriti: cinque del distaccamento di Rieti Poggio Mirteto e due del distaccamento di Roma Montelibretti. A causare l’esplosione sembra sia stato un principio d’incendio che ha coinvolto un’autocisterna ferma al distributore. Il mezzo pesante è stato repentinamente avvolto dalle fiamme, probabilmente durante le operazioni di travaso del carburante. 7 vigili del fuoco sono rimasti  feriti, insieme con altre 11 persone, tra cui alcuni operatori del 118 che hanno riportato ustioni e traumi, con fratture e contusioni. Una delle vittime non è stata ancora identificata.  Oltre al vigile del fuoco di Rieti, c’è una seconda vittima non ancora identificata. Il corpo resta irriconoscibile. Sarà necessario l’esame del Dna per identificarlo. A questo proposito ieri sera è arrivata una telefonata al programma di Rai 3, ‘Chi l’ha visto’: “Non abbiamo più notizie di Andrea. Non risponde più al cellulare; ha una Opel Corsa nera vecchio modello” ha detto una donna di nome Barbara. Potrebbe essere lui l’altra vittima perchè poteva trovarsi  nella zona di Borgo Quinzio proprio nel momento in cui è avvenuta l’esplosione.

«Il serbatoio dell’autocisterna è partito come un razzo».  Luca Cari, responsabile della comunicazione dei Vigili del fuoco racconta la dinamica dell’incidente con poche parole.«Abbiamo sentito un botto pazzesco, pensavamo fosse il terremoto». E’ il racconto di alcuni residenti che vivono non lontano del luogo del disastro. «Abbiamo avuto paura. In alcune case qui vicino il boato ha frantumato anche i vetri». Le squadre dei Vigili del fuoco stanno lavorando nella zona coinvolta. Un’area che si estende per diverse centinaia di metri dal luogo della disastro proprio a causa della potenza generata dall’esplosione dell’autocisterna.

Il Dipartimento della Protezione Civile esprime «proprio dolore per il tragico bilancio dell’esplosione avvenuta sulla via Salaria e profondo cordoglio per la morte del Vigile del fuoco deceduto mentre era impegnato nelle attività di soccorso e per la seconda vittima del grave incidente». Nell’esprimere la propria «vicinanza ai familiari delle vittime e dei feriti», il capo del Dipartimento, Angelo Borrelli, «rinnova la stima e l’apprezzamento per l’operato del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e di tutte le forze, le strutture operative, le organizzazioni e i volontari che con dedizione operano ogni giorno nei tanti ambiti di Protezione Civile».