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Salvini: “Tagliamo le scorte, chi non rischia prenda un taxi”. Saviano: “Ministro, sei un parassita”

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Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato un taglio alle scorte: secondo lui sono troppe quasi 600 persone protette.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini sicuramente farà discutere per questa sua decisione, ma come ha dichiarato “io le promesse le mantengo”. Bene, la promessa è quella di ridurre le scorte a quasi 600 persone, 585 per la precisione, che vedono impegnati oltre  2.072 agenti. Sotto protezione magistrati, politici, giornalisti, imprenditori, troppi, secondo il ministro che ha lanciato un piano di “razionalizzazione” che intende “prevenire abusi, sprechi e inutili sacrifici alle donne e uomini in divisa. Siamo il Paese più scortato d’Europa”.

Matteo Salvini: “Via la scorta a chi non serve”

In realtà non si tratta di una novità, visto che negli anni passati si era annunciata una revisione del sistema di protezione, cosa che però ha visto un rallentamento dopo la morte nel 2002 di Marco Biagi, a cui era stata appena tolta la scorta. Salvini – durante la riunione del Comitato nazionale per l’ordine pubblico e la sicurezza – ha chiesto che si valutino accuratamente i vari casi “per evitare errori di valutazione e garantire la tutela a chi davvero è in pericolo” aggiungendo poi che chi non corre davvero un pericolo può spostarsi come tutti: “Probabilmente la prossima settimana mi porteranno una direttiva con criteri oggettivi in base ai quali chi, secondo gli esperti, rischia, sarà più tutelato. Chi non rischia più alcunché prenderà il taxi, il treno, la metropolitana, come tutti gli altri comuni mortali”.

+++LA SCORTA DI SAVIANO+++ Dispiace vedere Roberto Saviano dare spettacoli sui social e definire il Ministro dell'Interno, buffone e Ministro della malavita.Non rispetta le istituzioni, le stesse che hanno il dovere di difenderlo. Se proprio vogliamo parlare di correttezza e coerenza…

Pubblicato da Elena Ricci su Domenica 24 giugno 2018

Nessun riferimento allo scrittore Roberto Saviano, che in una puntata dello show EPCC di Sky Uno aveva dichiarato invece che solo per il fatto di essere vivo e di riuscire a respirare  per qualcuno indicasse che non avesse bisogno della protezione. Lo scrittore in quell’occasione non ha fatto nomi, cosa che invece è accaduta in un post su Facebook in cui Salvini viene chiamato “Ministro della Mala vita”: “Ecco un bel consiglio gratis per Salvini: fatti una vita politica tua. Facci vedere senza castrazioni chimiche e attacchi quanto vali… perché l’impressione è che, da fastidioso parassita, tu valga poco, molto poco. P.s. Se ti servo, continua pure a citarmi, come fai ad ogni incontro pubblico e sui social, io non me la prendo e aspetterò paziente che gli italiani capiscano quanto vali. Il tempo, signor Ministro della Mala Vita, a differenza di te è galantuomo”.

Nelle scorte sono attualmente impegnati 910 poliziotti, 776 carabinieri, 290 finanzieri e 96 operatori della polizia penitenziaria e la protezione è divisa in quattro categorie, a seconda del livello di rischio: quello più elevato è  rivolto a 15 persone e impegna 171 agenti. Il secondo livello, la scorta su auto specializzata, occupa 383 agenti per 57 cittadini. Seguono poi 276 casi di tutela su auto specializzata con 823 agenti impiegati e 237 tutele su auto non protetta in cui sono coinvolti 695 operatori. Altri dati: su 585 protette, la maggior parte sono  magistrati (277); seguono i politici (69) e i dirigenti d’impresa (43); a questi fanno seguito 21 giornalisti e 18 esponenti governativi. Oltre ai servizi di scorta, lo Stato mette a disposizione 38 servizi di vigilanza fissa con 221 persone impegnate: 18 poliziotti, 56 carabinieri, 147 unità dell’esercito. Il maggior numero di scorte si concentra nel Lazio e in Sicilia, a cui seguono Calabria, Campania e Lombardia. A decidere chi può averla è l’Ufficio centrale interforze per la Sicurezza personale (Ucis) nato dopo l’uccisione di Biagi e che lavora sulla segnalazione dei Prefetti che indicano le persone bisognose di protezione.