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Potere al Popolo :”Una tragedia, ma Desirée Mariottini è stata fortunata”

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Potere al Popolo è finito nella bufera per un post in cui è stata definita “fortunata” Desirée Mariottini, la ragazza stuprata e uccisa a Roma.

Il web si sa non perdona. Per questo le parole devono essere scelte con cura, altrimenti si rischia di finire in un polverone mediatico. E’ quello che è successo a Viola Carofalo, leader di Potere al Popolo, a proposito di un post pubblicato da Rosa Pascale, attivista della Rete Antirazzista Iblea, su Desirée Mariottini, la ragazza di 16 anni stuprata e uccisa a Roma nel quartiere San Lorenzo. Per il suo omicidio sono stati fermati due senegalesi e un nigeriano.

Potere al Popolo, “Desirée è stata fortunata”

Pascale sostiene nel post che Desirée sia stata “fortunata” nella tragedia – ed è questa la parola contestata – perché essendo stata uccisa da delle persone di colore, adesso potranno piangerla come vittima, mentre non ci si comporta allo stesso modo nei confronti di altre donne che hanno subito violenza accusate invece di essere le colpevoli visto che gli aguzzini erano italiani. Ecco cosa scrive: “Desirè si drogava, aveva mentito alla nonna e se n’era andata a Roma a comprare droga. Nella sciagura è stata fortunata. Si, fortunata e non lo dico a cuor leggero. E’ stata fortunata perché, pare, l’abbiano stuprata e uccisa dei migranti; è stata fortunata perché, perlomeno, le viene riconosciuto lo status di vittima. Grazie alla nazionalità dei suoi aguzzini Desirè può essere pianta, la massa può provare dolore per la sua morte e i colpevoli possono essere perseguiti. Desirè era ad un passo da essere “una che se l’è cercata” o “una tossica in meno”, la sua famiglia viene consolata e rispettata, per un pelo non sono stati additati come pessimi genitori e causa del comportamento antisociale della figlia.
Tutta questa “fortuna” mi da i brividi. Mi fa terrore”. 

Sempre secondo Pascale, non esiste appunto lo stesso trattamento per le donne vittime di violenza da parte di uomini italiani: “In questo caso più colpevole della ragazzina sono i suoi aguzzini perché migranti, non in quanto aguzzini. Ci sono altri casi, ugualmente gravi, in cui la vittima è stata anche additata come colpevole di ciò che l’è accaduto e solo perché gli aguzzini erano italiani e ben integrati nel loro contesto sociale (penso al caso della bambina calabrese abusata da un branco di concittadini per anni e a cui il paese ha voltato le spalle, e di esempi ce ne sono tantissimi altri).
Tutta questa “fortuna” di Desirè è aberrante perché evidenzia che non ci sono diritti effettivamente riconosciuti per le donne, tutto dipende da chi ti fa del male; una donna non viene automaticamente difesa, dipende da chi la si deve difendere; una donna stuprata e uccisa non merita rispetto, di essere tutelata e compianta, a prescindere, tutto questo accade solo se a farle del male è stato qualcuno che gode di meno tutela sociale di lei. Quindi donne la realtà è che siamo colpevoli degli stupri a nostro carico, a parte quando chi ci stupra è un soggetto a cui viene riconosciuta una colpa più grande della nostra: noi siamo discinte, un po’ troie, tossiche, avventate e provocatrici ma i migranti ci battono in colpevolezza perché esistono dove non dovrebbero”. 

Il messaggio sembra essere abbastanza chiaro, ma come succede con i social spesso ci si ferma a leggere solo le prime due righe e ci si sente il dovere di scrivere un’opinione: “Chi ha un minimo grado di alfabetizzazione può capirlo (…) è più facile strumentalizzarne il senso. Sta di fatto che si parla di branco solo quando è fatto di stranieri” dice Carofalo che comunque ritiene che  “chi pensa che di queste cose non si debba parlare per rispetto e perché è di cattivo gusto. È legittimo. Ma non si può certo dire che Potere al popolo giustifica quello che è successo a Desiréè. Questa è una fake news. Perché siamo gli unici a parlarne sempre e comunque di stupri, indipendentemente dal colore delle bestie”.

Su Facebook si legge che Potere al Popolo farà denuncia contro Libero per aver ripreso il post “incriminato” usandolo per un titolo fasullo: “Desirée Mariottini, la porcheria di Viola Carofalo di Potere al Popolo: Era una tossica è stata fortunata”. “Libero, che negli ultimi anni si è distinto per un giornalismo violento, pubblica il titolo che vedete. Mette in bocca alla nostra portavoce, Viola Carofalo, parole che non ha mai detto, diffamando e calunniando. Rappresentandoci esattamente al contrario di come siamo. Addossare a qualcuno frasi che non ha mai detto è da querela, e infatti così procederemo. Abbiamo già dato mandato ai nostri avvocati. Ma perché tutto questo schifo? Libero è stato il culmine, ma stamattina anche Matteo Salvini ci onora della sua attenzione dandoci dei “digustosi”.


Tutti i gruppi e le testate di destra si sono mossi in maniera quasi coordinata per far scattare un “caso” inesistente… (…) Siccome siamo gli unici in Italia ad avere il coraggio di dire queste cose in modo chiaro, il nostro movimento è credibile e in crescita. E questo fa paura alla destra e ai fascisti, che vorrebbero un paese autoritario, in cui a comandare fossero solo loro. In cui le fake news possano creare un clima di istupidimento, di violenza e di paura”.