Home Cronaca “Voleva fare sesso, era tranquilla” uno degli accusati parla di Desirée

“Voleva fare sesso, era tranquilla” uno degli accusati parla di Desirée

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Le indagini sull’omicidio di Desirée Mariottini proseguono con gli interrogatori agli uomini indagati del tremendo crimine.

Una storia difficile da mandare giù. Una ragazza di 16 anni. Droga. Stupro. Un gruppo di immigrati che abusa ripetutamente di lei. E poi la uccide. L’Italia non ha ancora superato il dolore per la morte della piccola Desirée Mariottini e all’orrore si aggiunge altro orrore, ascoltando le parole di uno degli arrestati, accusato dell’atroce delitto.


“Quando ho avuto il rapporto sessuale con la ragazza lei era tranquilla, non mi sembrava drogata o ubriaca”, così ha liquidato la faccenda Mamadou Gara, meglio conosciuto come Paco. Questa la sua “confessione” davanti agli inquirenti che indagano sull’omicidio di Desirée Mariottini, di cui è accusato. Le sue parole cozzano con la testimonianza di Narcisa, una delle ragazze presenti quella tragica notte nello stabile abbandonato del quartiere San Lorenzo a Roma. Narcisa non ci sta e attacca il presunto stupratore: “Sei un pezzo di merda! Hai dato i farmaci a Desirée per poterla stuprare”.

Omicidio Desirée, Mamadou si difende: “Lei era consenziente”

Mamadou nega di aver drogato la sedicenne e sostiene che le sarebbero state somministrate “solo pasticche”. Ma il gip Maria Paola Tomaselli è convinta che la ragazza fosse sotto l’effetto di un mix di droghe appositamente creato dai suoi aguzzini per risultare letale. Paco scarica la colpa su un altro componente del gruppo, Sisco (Chima Alinno) e sostiene: “Quando ho avuto il rapporto sessuale con la ragazza, lei era tranquilla, non mi sembrava drogata o ubriaca. Anzi, era d’accordo ad avere un rapporto sessuale con me. Non so se altri hanno avuto rapporti prima o dopo di me e non so se qualcuno può averle ceduto della sostanza stupefacente”. Eppure gli inquirenti sono certi di poter inchiodare il senegalese arrestato. Anche il padre di Desirée, distrutto dalla sofferenza, è sicuro di quello che è successo: “Fino ad oggi non ho mai parlato perché ho un dolore che non ce la faccio nemmeno a parlare. Ma sono convinto che il branco di africani abbia teso una trappola a mia figlia”. Poche parole durante il funerale della sua giovane figlia, tra lacrime, canzoni e un volo di palloncini bianchi: in centinaia hanno dato l’ultimo straziante saluto a Desirée ieri a Cisterna di Latina. Le indagini proseguono, mentre all’appello degli inquirenti mancano ancora tre tunisini e uno spacciatore italiano, coinvolti nella vicenda.

Alessandra Curcio

A Cisterna di Latina i funerali di Desiree, la 16enne stuprata e uccisa a Roma

Folla commossa a Cisterna di Latina per l’ultimo saluto a Desiree Mariottini, la 16enne stuprata e uccisa a Roma. (#Tg2 ore 20.30 del 30/10/2018)

Pubblicato da Tg2 su Martedì 30 ottobre 2018