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Desirée, sesso per avere droga. Il migrante agli altri: “venite”. Uno stupro durato 12 ore

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Qualche volta  il valore lo spessore politico di alcuni protagonisti lo si comprende più dai silenzi che dalle parole. Una vicenda drammatica, la morte Desirée Mariottini, ragazza 16enne di Cisterna di Latina morta in un covo di pusher a Roma. E un nome a caso: Matteo Renzi.

Cosa hanno in comune queste due persone? Nulla o quasi. Desirée è morta, Matteo è vivo. Desirée non parlerà più e Matteo parla. E’ il suo mestiere, del resto. Matteo Renzi parla di tutto: anche di migranti, di sicurezza. E di razzismo. L’ultimo post in tema fu per delle uova lanciate ad una ragazza italiana di origini nigeriane Daisy Osakue. Cosa scrisse Matteo? Il 30 luglio l’ex premier, senza uno straccio di riscontro espresse il proprio disappunto via Twitter: “Daisy Osakue è una campionessa italiana. Ieri è stata selvaggiamente picchiata da schifosi razzisti. Gli attacchi contro persone di un diverso colore della pelle sono una EMERGENZA. Ormai è un’evidenza che NESSUNO può ignorare specie se spede al Governo”.

La ragazza non fu mai selvaggiamente picchiata. E poche ore dopo si scoprì essere stata una stupida ragazzata, senza alcuna connotazione xenofoba. Tra gli autori del gesto anche il figlio di un militante del PD. Il post di Renzi appare ridicolo, cialtrone a allarmista, figlio di una strategia livorosa e bambinesca: l’unico gioco che al momento la Sinistra sembra in grado giocare. Il discredito dell’avversario. Poco importa se a pagarne le spese è l’Italia, per immagine e prospettive. L’ex premier è impegnato da settimane a picchiare duro sul Governo in tema di Manovra economica. Ed è dalla parte dell’Europa, ovviamente.

Forse per questo non si è accorto di una ragazza barbaramente uccisa nel cuore di Roma. Uccisa davvero, non “selvaggiamente picchiata” con un uovo, come vaneggiava il senatore la scorsa estate. E su Desirée Mariottini cosa dice Renzi, che pur ama parlare di tutto? Tace. Più carattere e coraggio ha mostrato l’ex Presidente della Camera Laura Boldrini, che il suo post di condoglianze lo ha scritto, sapendo quello che l’aspettava. Chapeau. 

Ma Renzi no, l’inferno che fu di Pamela e Desirée non vuole vederlo. Perchè di inferno di tratta. “Quella notte ero nel palazzo. Ho visto Desiree stare male. Era per terra e aveva attorno 7-8 persone. Le davano dell’acqua per farla riprendere“. A parlare è uno dei frequentatori del palazzo di via dei Lucani a Roma, nel quartiere San Lorenzo dove ha trovato la morte Desirée. Secondo il testimone racconta la notte del 19 ottobre, attorno all’una, “qualcuno chiamò i soccorsi“. La ragazza sarebbe morta dopo 12 ore di agonia. Il suo corpo è stato ritrovato senza vita lo scorso venerdì. Desirée Mariottini era stata altre volte nel casolare abbandonato di via dei Lucani. A confermarlo sono le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Roma e dal commissariato San Lorenzo. Poche ore dopo la sua morte sono stati fermati due uomini di origine senegalese, sprovvisti di documenti in regola, Mamadou Gara di 26 anni, destinatario di una provvedimento di espulsione e Brian Minteh di 43. Entrambi ritenuti responsabili di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario. Non è passato molto tempo ed una terza persona è stata rintracciata. A Foggia è stato fermato Yusif Salia ritenuto responsabile, come gli altri, della morte della sedicenne.

Secondo le indagini alla ragazza sarebbero stati somministrato stupefacenti in modo da ridurla in stato di incoscienza. Gli accusati avrebbero abusato Desirée  per ore, causandone la morte avvenuta nella notte del 19 ottobre. La ragazza, si prostituiva per avere droga. Diversi testimoni hanno raccontato agli inquirenti che la ragazza nelle ultime settimane andava e usciva da quello stabile frequentando soggetti con cui avrebbe avuto rapporti sessuali consenzienti, se  di “consenso” si può parlare in un caso disperato come questo. In quel palazzo del quartiere San Lorenzo di Roma, Desirée Mariottini c’era stata molte altre volte. Per arrivarci si metteva in viaggio da Cisterna Latina, dove viveva con la madre e la nonna. A Cisterna, dicono, nessuno le avrebbe più ceduto una dose. Il padre, noto nell’ambiente della droga, sapeva della figlia e aveva ordinato di non dargli nulla. Così lei viaggiava, pur di drogarsi.

E’ accaduto l’ultima volta poco prima della sua morte. La ragazza arriva all’ora di pranzo del 17 ottobre. Non ha soldi per l’eroina e “paga” concedendosi sessualmente. E intanto si sparge la voce nel palazzo: “la ragazzina è tornata“. Il 18 mattina Desirée è di nuovo  in crisi di astinenza, come ha raccontato una ragazza: “Chiedeva droga, ha preso di tutto”, ha anche provato a farla andare via: “Che ci fai qui? Sei troppo giovane, devi andare via se vuoi salvarti“. Desirée non ascolta, torna nello stanzone e prende un’altra dose. Intorno a lei  c’è un gruppetto di spacciatori, tutti dell’Africa centrale: “Le hanno dato del vino con il metadone” ha raccontato un testimone. Desirée era quasi incosciente. La violentano a turno, sono almeno in quattro. Un testimone vede tutto e non interviene: “Non era cosciente“. Un altro osserva la scena e anche lui non fa nulla: “Gli africani l’avevano stordita“. Verso le due di notte, la ragazzina è ormai incosciente, ma il macabro divertimento continua.  Finalmente alle 4 qualcuno ha chiamato il 118. Quando è arrivata l’ambulanza il palazzo è vuoto. Desirée Mariottini è morta.

Io oggi sono felice, perché tre bestie che hanno stuprato una ragazza sono state prese, e la quarta verrà presa nei prossimi minuti. Vermi schifosi, pagheranno senza sconti” è stato il commento del Ministro dell’Interno dopo i primi arresti . L’altro vicepremier, Luigi Di Maio, ha ribadito quanto detto ieri, cioè che ora è “il momento di dare più poteri al sindaco di Roma”. Vicinanza ai genitori di Desirée anche da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Sono padre anche io, non posso immaginare cosa si possa provare a perdere un figlio in questo modo. Sono veramente vicino, un partecipe e commosso pensiero va ai familiari in questo momento“.

Io mi sento moralmente responsabile, me la sento sulla coscienza questa vita” dice la presidente del Municipio II di Roma, Francesca Del Bello – in un’intervista a InBlu Radio.  La presidente, una militante del PD, tuttavia attribuisce recise responsabilità alle Forze dell’Ordine “Avevo già chiesto al Questore di organizzare un presidio fisso – spiega  – che avevamo già’ chiesto tempo fa perché’ li’ era morta una ragazza. Io mi sento moralmente responsabile, me la sento sulla coscienza questa vita. Il Questore ha alzato le spalle dicendo: ‘Presidente abbiamo la coperta corta se noi mettiamo una pattuglia da lei la dobbiamo togliere da un’altra parte‘.