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Ilaria Cucchi: “Voglio la scuse di Salvini, senza non accetto l’invito al Viminale”

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Prima le scuse di Matteo Salvini e dopo, e solo allora, Ilaria Cucchi prenderà forse in considerazione l’invito del Ministro di recarsi al Viminale. “Il giorno in cui il ministro dell’Interno chiederà scusa a me, alla mia famiglia e a Stefano allora potrò pensare di andarci, prima di allora non credo proprio“, ha detto Ilaria Cucchi poche ore dopo l’ammissione del pestaggio da parte di uno dei Carabinieri a processo per la morte del fratello Stefano.

I fatti a cui si riferisce la sorella di Stefano risalgono ad un paio di anni fa. Il 5 gennaio 2016 la foto di un carabiniere indagato per la morte di Stefano Cucchi fu pubblicata da Ilaria sul suo profilo FB con queste parole: «Volevo farmi del male, volevo vedere le facce di coloro che si sono vantati di aver pestato mio fratello, coloro che si sono divertiti a farlo. Di coloro che lo hanno ucciso. Ora questa foto è stata tolta dalla pagina. Si vergogna? Fa bene».

L’iniziativa fu commentato così da Matteo SalviniÈ un post che mi fa schifo. Mi ricorda tanto il documento contro il commissario Calabresi. Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello, ma mi fa schifo” ma “si dovrebbe vergognare

Salvini rievocò il clima dei primi anni ’70 contro il commissario Calabresi, ucciso al culmine di una campagna di odio per la morte sospetta di un anarchico, Giuseppe Pinelli, all’interno della Questura di Milano: “La storia dovrebbe insegnare. Qualcuno nel passato fece un documento pubblico, erano intellettuali sdegnati contro un commissario di polizia che poi fu assassinato. I legali fanno bene a querelare la signora e lei dovrebbe chiedere scusa“, scrisse Salvini che aggiunse “Io sto sempre e comunque con polizia e carabinieri. Se l’1% sbaglia deve pagare, anche il doppio. Però mi sembra difficile pensare che ci siano poliziotti o carabinieri che hanno pestato per il gusto di farlo“.

Ilaria rispose: ‘Preferisco non commentare uno come Salvini… Lui non capisce il mio dolore. Un fratello l’hanno ammazzato a me e non a Salvini‘.  Il duello riprende qualche mese dopo. Al Festival di Venezia viene presentato tra sette minuti di applausi “Sulla mia pelle”, il film che il regista Alessio Cremonini ha dedicato alla vicenda. Forte del successo della pellicola, Ilaria Cucchi ha un pensiero per Salvini, che adesso siede al Viminale.

Questo film è molto attuale, assistiamo proprio in questi giorni e in queste ore a chiari esempi di non voler vedere persone o gruppi di persone in quanto esseri umani. Questo film – dice la donna – lo voglio dedicare a Salvini e a tutti coloro che si auguravano e continuano ad augurarsi che di questa storia e di tante storie come le nostre non se ne parli più“. Rispose Salvini: “Vedrò volentieri il film su Stefano Cucchi e incontrerò, se è loro desiderio, la famiglia al ministero per ascoltare le loro ragioni e spiegare cosa farò da ministro“.

Ora Ilaria pretende le scuse ma quella parola non viene pronunciata da Salvini: “Caso Cucchi, sorella e parenti sono i benvenuti al Viminale. Eventuali reati o errori di pochissimi uomini in divisa devono essere puniti con la massima severità, ma questo non può mettere in discussione la professionalità e l’eroismo quotidiano di centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi delle forze dell’ordine“.