Home Cronaca Oseghale “Mi sono accorto che Pamela era ancora viva”

Oseghale “Mi sono accorto che Pamela era ancora viva”

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La morte terribile e inaccettabile di Pamela Mastropietro a Macerata è stato rimossa istantaneamente dal Partito Democratico, abituato con il suo Matteo a parlare, polemizzare e battibeccare su tutto e su tutto gridare allo scandalo. Certo, su alcune cose il PD parla pochissimo: Genova, per esempio. Ma sulla tragedia di Macerata il silenzio della Sinistra è stato terribile. Una pugnalata, si può dire, ad una credibilità già morente. La propria. Forse la Sinistra in Italia è morta davvero con lei, con quella povera ragazza. Perchè quel delitto è stato il punto del non ritorno, il tramonto di una visione del mondo ridicola e puerile. Una strana forma di snobismo e giovanilismo, la loro. Una scellerata superficialità, quell’essere “nè caldi nè freddi” che, alla fine. ha provocato disgusto. Il PD era destinato ad una sconfitta epocale, ma il delitto di Macerata è stato il colpo di Grazia. Perchè tutti hanno compreso e immaginato la fine di Pamela, senza neanche un colpo di Grazia, per lei. Una vergogna, compiuta, ironia del destino, nella città dove è nata ed è cresciuta la ex Presidente della Camera. A Macerata, la sua città, è naufragato nel sangue quel modello di accoglienza tanto amato.
Macerata e poco distante Fermo, dove lei, Laura Boldrini, si recò per i funerali di Emmanuel Chidi Namdi ucciso nel corso di una colluttazione, da Amedeo Mancini un’italiano. Si disse che ai funerali di Namdi, inseme all’allora Presidente della Camera Laura Boldrini, all’allora Ministro Elena Boschi e all’eurodeputata Cècile Kyenge c’erano membri della Mafia Nigeriana, denominata Black Axe “Ascia Nera”. Nessun contatto e nessuna relazione tra le donne della Sinistra e queste persone, ovvio. Ma la fretta di correre a “presenziare” a Fermo come a Catania, per dire le solite frasi davanti ai microfoni, per ribadire che gli italiani sono razzisti e vanno educati, ogni tanto gioca brutti scherzi. Ma è l’eterno vizio della Sinistra, che vive di immaginette, buoni e di cattivi. La tentazione di santificare Emmanuel Chidi Namdi, battendosi il petto per la vittima era troppo forte, perchè significava dividere la realtà in buoni e cattivi, l’unica cosa che la Sinistra sa fare, per distogliere l’attenzione, dettare la morale corrente e continuare a fare i propri comodi, egregiamente. Non venne in mente che quell’incidente era il prodotto di una brutale colluttazione in strada dove anche Namdi aveva avuto il suo ruolo. No, bisognava correre a battersi il petto e a dare lezioni. E si è corso il rischio di ritrovarsi insieme a degli affiliati della criminalità nigeriana. A battersi il petto con loro.
La Sinistra non poté bollare comodamente la notizia come fake perchè nasceva da un’informativa del vice Questore di Macerata Marcello Gasparini. «Ai funerali di Emmanuel Chidi Namdi sono intervenuti membri della setta Black Axe, riconoscibili perché tutti indossanti abiti dal colore rosso e nero, al verosimile fine di rendergli manifestamente gli onori». Questa confidenza ricevuta da Gasperini, e ritenuta verosimile, fu motivo di un’informativa per la Procura, che aprì un fascicolo. Titti Astorri, legale della vedova di Emmanuel spiegò: “Quel gruppo era composto da ragazzi compagni del nigeriano ucciso da Mancini. La fascia rossa è il simbolo della Nigeria. La loro divisa era nera per lutto“.
Certo l’ipotesi di un funerale dove, insieme a membri del Governo Renzi, del PD e delle istituzioni fosse presente la Mafia Nigeriana non era piacevole, nè da approfondire. E allora i debunker corsero subito in soccorso alla Sinistra, come d’abitudine. Presero come definitive le sole dichiarazioni della Astorri e conclusero velocemente: “l’informativa sui Black Axe è partita dalla sensazione di un poliziotto“. Questione chiusa, secondo loro.  Un dettaglio: va bene il nero per il lutto. Ma il colore simbolo della Nigeria non è il rosso. E’ il verde. Il rosso è il colore ricorrente degli omicidi rituali della Mafia Nigeriana, il colore del sangue, quando si uccidono e si fanno a pezzi le vittime. Con un’ascia o altri strumenti da taglio.
Ecco, potrebbe appartenere alla Mafia Nigeriana Innocent Oseghale accusato di aver fatto a pezzi Pamela. L’uomo è detenuto nel carcere di Marino del Tronto da dove trapelano notizie terribili. Un collaboratore di giustizia siciliano, che questa estate è stato detenuto nello stesso penitenziario dove si trova Oseghale, avrebbe riferito agli inquirenti di aver parlato con il nigeriano.
Stando a quanto riferito al pentito, lui e la ragazza avrebbero consumato un rapporto sessuale nella sua soffitta, quando Pamela si trovava già pesantemente sotto l’effetto di eroina.
 
La prima coltellata sarebbe arrivata quando la giovane, scoppiando in lacrime e dichiarando di voler tornare a casa, ha tentato di andarsene. Il nigeriano l’ha fatta cadere, e poi avrebbe infierito su di lei. In cella con me, ha confessato di aver violentato e ucciso Pamela Mastropietro” avrebbe riferito l’uomo: “La prima coltellata quando lei voleva scappare. La seconda dopo aver iniziato a farla a pezzi, perché si sarebbe accorto che era ancora viva”.
 
Oseghale è stato interrogato nella giornata di martedì. Anche messo di fronte alle dichiarazioni del siciliano, il 29enne ha continuato a negare le accuse,. Quando gli inquirenti gli hanno chiesto della scomoda figura del siciliano, ha risposto: “Conosco quel pentito, ma non sono mai stato in cella con lui. Appena arrivò mi chiamò macellaio e mi tirò una bottiglietta d’acqua. Non ci ho mai parlato”. Ma è probabile che Oseghale menta.Il  pentito ha riferito dei dettagli sul corpo di Pamela, dettagli che gli sarebbero stati forniti dallo stesso Oseghale e mai notati dagli investigatori, ma che i familiari della giovane hanno confermato. L’accuratezza ed i precisi riferimenti alla storia riportati dal pentito hanno convinto la Procura del fatto che il racconto sia altamente attendibile. Oseghale rimane accusato dei reati di omicidio, occultamento di cadavere e violenza sessuale.  Desmond Lucky, un amico dell’uomo accusato venne intercettato dagli inquirenti mentre diceva: “Oseghale avrebbe dovuto far sparire il cadavere tagliandone una parte a pezzettini da gettare nel gabinetto, e mangiando il resto, dopo averlo congelato“. Frasi che appartengono alla Mafia Nigeriana e ai suoi riti, secondo gli inquirenti. Persone che vivono a Macerata, dove l’ex Presidente della Camera è nata e ha vissuto. La Macerata della sua giovinezza, molti anni fa, non era così.
La storia di quel delitto è terribile. Una storia a cui le dichiarazioni del collaboratore di Giustizia aggiungono un altro, insostenibile, dettaglio. Il silenzio della Sinistra su Pamela fu interrotto solo da una dichiarazione della ex Presidente della Camera. Non si disse “sconvolta” o “addolorata” per la ragazza di Roma. Probabilmente lo fu, ma non lo diede a vedere. Si mostrò addolorata durante i funerali di Emmanuel Chidi Namdi o scendendo dalla nave Diciotti a Catania. Su Pamela prevalse una rivendicazione di natura più politica. Laura Boldrini fece un riferimento alla morte di Jessica Faoro, la ragazza di 19 anni uccisa a coltellate il 7 febbraio a Milano in un appartamento di via Brioschi da un italiano, Alessandro Garlaschi che voleva abusare di lei.
Pamela e Jessica sono state ammazzate in modo orrendo – disse Laura Boldrini parlando a “Fatti e misfatti”, su Tgcom24: Non sempre di fronte a questa brutalità si reagisce con lo stesso sdegno, la violenza sulle donne è una piaga di questo Paese. Per Pamela c’è stata una mobilitazione che non c’è stata per Jessica”. Il senso era questo: gli italiani si scandalizzano solo quando ad uccidere sono gli stranieri. Se l’assassino è un italiano la cosa passa molto più inosservata.
E’ un argomento falso, bambinesco e ridicolo. Gli italiani detestano Sabrina Misseri e Cosima Serrano per la fine di Sarah. Detestano Veronica Panarello per la fine di Loris. Detestano Luigi Capasso per quello che ha fatto alle figlie. Detestano Fausto Filippone per quel volo fatto fare alla figlia dal cavalcavia della A14. E non sopportano Alessandro Garlaschi che uccise Jessica. Ci sono delitti che indignano più di altri, certo. Per il modo in cui avvengono, per la fragilità delle vittime. Si rimane sconvolti e increduli quando si pensa al dolore e alla paura che provarono prima di morire. Pamela che, mentre muore, si accorge che qualcuno la sta facendo a pezzi. Può bastare per giustificare la nostra indignazione?
Un’indignazione che resta, e diventa qualcos’altro, dinanzi alla polemica, davvero inopportuna, dell’ex Presidente della Camera: Trovo inaccettabile che si possa strumentalizzare anche la violenza sulle donne: quando l’omicida è uno straniero si scagliano contro, e giustamente; quando è italiano non aprono bocca“-
Fu la Sinistra a non aprire bocca su Pamela. E ai funerali di lei, fragile e giovane donna vittima di violenza, Laura BoldriniElena Boschi Cècile Kyenge non c’erano. Era il 5 maggio, due mesi dopo la sconfitta elettorale, drammatica, della Sinistra. Una sconfitta senza ritorno e senza riscatto, probabilmente.
C’è una giustizia in questo Mondo.

Non condividetela troppo. Ai giornali mainstream questa notizia non piace. E ne hanno parlato pochissimo.

Pubblicato da Leggilo.Org su Lunedì 17 settembre 2018