Home Politica Nave Diciotti, se ne sono andati via tutti: “Chiederanno un risarcimento a...

Nave Diciotti, se ne sono andati via tutti: “Chiederanno un risarcimento a Salvini”

CONDIVIDI

Spero che almeno che le donne possano sbarcare. Sono 11. Mi rivolgo al ministro Salvini. Che usi buon senso e che per lo meno faccia sbarcare queste 11 donne che hanno bisogno di cure ed assistenza” diceva l’ex Presidente della Camera Laura Boldrini nei giorni difficili della Nave Diciotti. Le cose sono andate come lei sperava, anche meglio. I migranti, per quello che si sa stanno bene. Anche le donne, sembra. Stanno così bene che sono in viaggio, ancora una volta. Il Ministro è indagato dalla Procura per sequestro di persona. L’Onu accusa l’italia di razzismo. Il Presidente Mattarella non dice una parola e, di fatto, annuisce  silenzioso dinanzi ad un’accusa che offende tutti gli italiani. E infine Salvini, in caso di processo e di condanna potrebbe essere tenuto ad un risarcimento nei confronti dei migranti trattenuti sulla Diciotti. Vittoria completa di Laura Boldrini per il momento senza se e senza ma.

Da Catania a Ventimiglia, veloci e determinati. Vogliono andare in Francia. Buona fortuna, allora. I migranti della Diciotti, quelli rimasti sono tutti andati via dal Centro “Mondo Migliore” di Rocca di Papa. Erano arrivati nella notte fra il 28 e il 29 agosto, in un viaggio scortato dalla Sicilia. Sembravano stremati, così dicevano. Si parlava di qualcosa di simile ad una catastrofe umanitaria. Qualcosa di così grave che anche la tragedia del Ponte Morandi,una tragedia vera, non immaginaria, era stata quasi dimenticata. Giunti nel Centro non lontano da Roma hanno pazientato poche ore. I primo sono andati via un po’ alla volta, quasi impercettibilmente. Dopo è stato un piccolo, rapido esodo. Hanno snobbato vitto, alloggio e una protezione sicura. In 34 sono stati intercettati domenica sera dalla Polizia a Ventimiglia mentre viaggiavano verso Campo Roja, il campo gestito dalla Croce Rossa, una delle tappe quasi obbligatorie nelle rotte degli africani verso la Francia e il Nord dell’Europa.  «Alcuni giorni fa sono arrivati altri 14 stranieri della Diciotti», conferma Insa Moussa Ba Sané, responsabile del campo al confine italo-francese. Dopo Campo Rojo i migranti dovranno affrontare a piedi il “Col de la morte”, il valico della morte, un pericoloso sentiero che attraversa le Alpi Marittime e unisce Ventimiglia a Mentone, in Francia. I migranti che arrivano fin qui vengono avvicinati dai persone che si offrono a pagamento come guide per attraversare il confine, chiamati “passatori”. Preferiscono rischiare ancora la vita.

Tutti e 34 eritrei arrivati a Campo Rojo erano a bordo di un pullman noleggiato dall’associazione Baobab Experience di Roma, che ha fornito loro il sostegno di cui avevano davvero bisogno. Non gelati o santini, come a Rocca. Altri sedici eritrei erano già stati individuati nei pressi dell’associazione venerdì scorso e fotosegnalati.  In 53 si erano già lasciati Rocca di Papa alle spalle. Altri 17 hanno lasciato le parrocchie sparse per l’Italia cui erano stati destinati. Togliendo i malati e i minori fatti sbarcare a Catania, oltre ai 4 presunti scafisti, i quaranta accolti in Albania e in Irlanda, gli eritrei della Diciotti svaniti ne nulla sarebbero almeno una settantina, tutti quelli che la Cei aveva accolto a braccia aperte nelle Diocesi italiane. Un’accoglienza realizzata in realtà da noi: avrebbero pagato gli italiani, con l’8xMille.

I trentaquattro arrivati in Liguria facevano parte di un gruppo di 51 persone partite in pullman alle otto del mattino dal Baobab, tendopoli per migranti a due passi dalla stazione Tiburtina; circostanza che il responsabile, Andrea Costa, aveva negato. «Impossibile», aveva detto. Proprio lui poche ore dopo stato identificato con altri tre operatori, due donne e un eritreo, che serviva da interprete, proprio a Ventimiglia. Costa ha spiegato: «Avevamo deciso insieme di mantenere il segreto fino a destinazione. Abbiamo accompagnato 48 persone, tra cui donne, bambini e alcuni della Diciotti. Ma non è un reato, sono persone libere di potere girare nel nostro Paese». Con loro – scrive il Messaggero – anche una troupe televisiva, i cui componenti sono stati identificati.

Cècile Kyenge: “In Italia il razzismo è realtà, giuste le ispezioni dell’Onu”

Alla polizia, Costa  ha riferito di avere pagato il noleggio del bus a una ditta romana utilizzando i soldi racimolati da Baobab con una colletta.  Presso l’associazione sono rimasti otto eritrei: tre che hanno richiesto l’asilo politico, più altri ragazzi che stanno ancora aspettando di ricevere i soldi da parenti e amici per muoversi. Tra loro un 25enne sbarcato a Pozzallo “ci hanno chiesto 25 euro per il biglietto e siamo ancora senza un telefonino” ha detto. A Chi conosce questo mondo e questi traffici è certo che con loro ha subito tentato di arricchirsi la rete di faccendieri che, secondo gli attivisti del coordinamento Eritrea Democratica in Italia «istiga i giovani eritrei a proseguire per l’Europa continuando a tenerli sotto ricatto». Spesso connazionali, già rispediti indietro perchè intercettati nei loro tentativi di ingresso irregolare, non demordono e da “esperti” si offrono come intermediari per fare passare sui propri conti i soldi trasferiti dall’Eritrea o dai familiari che li attendono in Francia, Germania o Svezia.  Ma non lo fanno gratis. «E c’è chi ha estorto loro anche 200 euro per un biglietto che ne costava 20 o 30», dicono dal Baobab, motivo per cui «abbiamo preferito aiutarli noi, sottraendoli ai trafficanti» ha  detto Andrea Costa. Un passato difficile – risulta segnalato nel 2004 per rifiuto di generalità, minacce, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali – e ora una vita nuova sotto lo sguardo, si presume pieno di ammirazione, della Procura di Catania e del PD. Alla fine del viaggio gli unici che non avranno sfruttato questi eritrei probabilmente risulteranno essere i volontari del Baobab – che affermano di averli portati di nascosto a Ventimiglia per proteggerli, e alla fine lasciandoli lì, di fronte ai pericoli del confine francese ed il Ministro Salvini. Solo lui rischia la galera.

Il Ministro far fronte anche alla denuncia di 42 immigrati sbarcati dalla Nave Diciotti.
A rivelare la notizia è stata Giovanna Cavallo, dell’associazione Baobab in una conferenza stampa. “Quarantadue migranti – ha detto – sono pronti a costituirsi parte civile nel processo penale contro Salvini e a presentare una richiesta di risarcimento danni per detenzione illegittima a bordo della nave”. La possibilità era nell’aria e se ne era parlato anche nei primi giorni in cui Patronaggio aveva iniziato a indagare: il PM aveva chiesto la lista dei nominativi per poter permettere ai migranti di costituirsi parte civile contro il Ministro, in caso di processo, e chiedere un risarcimento.

Matteo Renzi: “Italiani non vi siete liberati di me. Cialtroni e bugiardi in questo Governo”