Superstiti, è una corsa contro il tempo: “Ci sono altre persone lì sotto”

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Secondo il Procuratore Capo di Genova Francesco Cozzi ci potrebbero essere ancora 10-20 persone disperse, come riportato dall’Ansa: “E’ una priorità assoluta, insieme alla sicurezza delle persone impegnate nei soccorsi” ha detto il magistrato. E’ una corsa contro il tempo. La Regione Liguria ha avviato un controllo meteo in tempo reale per scongiurare il rischio che le piogge impediscano i soccorsi nella parte del ponte autostradale Morandi crollata nel torrente Polcevera. E c’è un altro rischio: che le macerie blocchino il deflusso delle acque.

Sulla necessità di rimuovere le macerie “nel giro di giorni non di mesi” ha insistito il direttore generale della Protezione civile Agostino Miozzo, come riportato da Repubblica, “perché se dovessero arrivare delle precipitazioni importanti, che in questa zona non mancano, ci potrebbero essere dei rischi per la popolazione“. I tecnici di Autostrade stanno facendo verifiche sulla parte di ponte rimasta sospesa sulle abitazioni nella sponda ovest del Polcevera. “Le case sono state evacuate e al momento non ci sono indicazioni di rischi“, spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco Fabrizio Piccinini. Intento si spera di trovare qualcuno ancora vivo. Tra le persone salvate la storia di Marina Guagliata e della figlia Camilla, è tra le più toccanti. Le due donne hanno aspettato a lungo, tenendosi per mano, una stretta con cui erano pronte ad affrontare la morte. I vigili del fuoco sono riusciti a liberarle.

Marina e Camilla al momento del disastro si trovavano all’interno dell’isola ecologica di Amiu, lungo il Polcevera. «Siamo appassionate di antiquariato», dice la donna, 58 anni, che si trova ricoverata all’ospedale villa Scassi insieme alla figlia, 24 anni, come riportato da Il Messaggero. «Camilla è in condizioni più gravi – racconta Marina – ha riportato la rottura del bacino, ma oggi finalmente siamo certi che se la caverà». La giovane è stata sepolta completamente dai resti del viadotto. «Sentivo che mia figlia era là sotto, ma vicina a me ho iniziato a toglierle le pietre dalla faccia e dalla bocca, poi ho perso conoscenza. È stato un attimo ed è crollato tutto, ma io non ricordo quasi nulla è Camilla che mi ha raccontato che mi sono messa a urlare, forse solo oggi, dopo due giorni, inizio a realizzare cosa sia accaduto».

Fonti: Ansa, Repubblica, Il Messaggero

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