“Due bagliori hanno colpito il ponte. E’ crollato come fosse farina. Ho visto le persone cadere giù”

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Un ponte che si sbriciola come “fosse farina” davanti agli occhi increduli delle persone che vedono la gente cadere già, in un istante. «Almeno trentacinque le vittime», secondo i vigili del fuoco. Questo il bilancio al termine di una delle giornate più tragiche della storia di Genova, segnata dal collasso, questa mattina, del Ponte Morandi. Costruito negli anni Sessanta,  dominava dall’alto i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano. Era lungo oltre un chilometro. Verrà ricordato come un luogo di morte.

Secondo le prime informazioni, riportate da Il Corriere della Sera, oltre ai 22 corpi già composti nella camera appositamente istituita dal Policlinico San Martino sono in arrivo altre 7 vittime. Sedici i feriti: quattro le persone estratte vive dalle macerie. «Al momento del crollo transitavano 30-35 autovetture e tre mezzi pesanti», ha detto il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli.

Venti corpi sono già stati identificati: tra questi quello di un bambino di 10 anni. Tra le vittime anche due dipendenti dell’Amiu, l’azienda ambientale del Comune di Genova. Si erano registrati al lavoro ma dopo sono risultati irreperibili. Il timore  è diventato realtà qualche ora dopo. A quanto risulta sarebbero stati alla guida di uno dei due furgoni Porter e dell’autospurgo rimasti schiacciati dalle macerie del ponte nel deposito di Rialzo.

Sono in totale 440 le persone costrette a lasciare la propria abitazione. Il numero potrebbe aumentare poiché sono ancora in corso le valutazioni sugli sgomberi. La Protezione Civile del Comune di Genova ha provveduto finora a far evacuare 11 palazzi e la situazione è sotto monitoraggio costante, come riportato dal sito del Comune di Genova. Le operazioni di soccorso sono molto complesse per la presenza di travi di grandi dimensioni che rendono complicato l’intervento. Al lavoro ci sono mille operatori, tra polizia, carabinieri, vigili del fuoco e personale del 118. Il premier Giuseppe Conte è arrivato sul luogo del crollo, con indosso una maglietta della Protezione Civile, intorno alle 18.30: con lui la prefetto Fiamma Spena, il capo della protezione civile Angelo Borrelli e il presidente della Regione Toti.

A causare il crollo sarebbe stato un cedimento strutturale nel tratto che sovrasta via Walter Fillak, nella zona di Sampierdarena, come riportato dall’Ansa. Entrambe le carreggiate sono precipitate al suolo. Notevoli i disagi alla circolazione numerosi veicoli sono rimasti coinvolti. Sulla A10 Genova-Savona. In Liguria ha piovuto ininterrottamente per diverse ore, la Protezione Civile aveva dichiarato l’allerta arancione. Il ponte Morandi,

Valerio Staffelli, l’inviato di Striscia La Notizia, era con altre persone vicino al ponte prima del crollo. Tutti hanno visto un “fulmine colpire il ponte“. Forse il colpo di grazia, che lo ha definitivamente mandato in frantumi.

“Erano da poco passate le 11,30 quando abbiamo visto il fulmine colpire il ponte – ha raccontato uno di loro all’Ansa – e abbiamo visto il ponte che si andava giù»  Staffelli su Twitter racconta di aver visto due bagliori prima del crollo. Un’altra testimone, Donatella, racconta: “L’ho visto sbriciolarsi come farina. La gente veniva giù. Auto e tir sono caduti nel fiume sotto. Ho ancora i brividi, penso a quella povera gente“.

 

Il ponte era destinato a crollare. Ascoltando le parole del prof. Antonio Bencich della facoltà di Ingegneria dell’Univeristà di Genova vengono i brividi.  La modalità di costruzione del ponte è stata un “fallimento dell’ingegneria” diceva Bencich due anni fa. E spiegava tutte le ragioni che fondavano le sue perplessità ed i suoi timori.

Ponte Morandi, il prof. Antonio Brencich due anni fa: “Qualcosa non va, troppa manutenzione”

Fonti: Ansa, Repubblica, Il Corriere della Sera, Sito del Comune di Genova

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