Home Cronaca Incontra un magrebino, precipita da un dirupo sull’Aurelia

Incontra un magrebino, precipita da un dirupo sull’Aurelia

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Come è possibile che persone come questo magrebino possano circolare liberamente in Italia, malgrado siano irregolari. Le istituzioni devono dare carta bianca a Polizia e Carabinieri per un repulisti”. Sono le parole dei famigliari di una ragazza di soli 22 anni, riportate dal portavoce della Comunità ortodossa di Sanremo. Alena Sudokova una ragazza tedesca è precipitata – forse spinta – nel dirupo che dall’Aurelia digrada fino alla Marina di Capo Nero. La ragazza è ancora oggi in coma; viene tenuta in vita dalla ventilazione artificiale, in quanto i suoi polmoni sono letteralmente collassati. La ragazza ha subito anche un danno cerebrale dovuto ai ritardi dei soccorsi,
Il corpo è stato trovato su roccia della scogliera di Capo Nero, a Sanremo, il volo dalla scarpata è stato di oltre settanta metri. Un magrebino di nome Zied Yakoubi,  32 anni, è accusato di aver aggredito Alena è stato trasferito in carcere su richiesta del sostituto procuratore Barbara Bresci. 
L’uomo è stato trovato sulla spiaggia, a poca distanza dalla ragazza. Dovrà rispondere dell’accusa di tentato omicidio. Secondo l’accusa la ragazza è precipitata nel tentativo di reagire a un probabile tentativo di violenza sessuale da parte dell’uomo, irregolare in Italia e con numerosi alias e precedenti alle spalle.
Se i soccorsi fossero stati allertati per tempo, ora Alena non lotterebbe tra la vita e la morte, ma soprattutto non rischierebbe, qualora si salvi, di riportare danni cerebrale irreversibili”, dice il padre adottivo della giovane. Alena è nata in Russia e si è trasferita con lo zio in Germania, a Kassel, dopo la prematura morte dei genitori. Lei e la famiglia adottiva erano giunti a Sanremo, il 23 luglio scorso, per trascorrere qualche giorno di villeggiatura, ospiti della comunità ortodossa della chiesa russa di Sanremo. Lei ed i famigliari sarebbero dovuti ripartire il 31 luglio scorso, il giorno stesso della tragedia.
Alena non conosceva nessuno a Sanremo e quell’ultima serata in città, il 30 luglio, l’aveva trascorsa con la famiglia: padre e madre adottivi e due fratelli più piccoli, uno dei quali di sette anni. Sono le 23, quando le strade di Alena e della sua famiglia si dividono. La ragazza vuole ancora fare una passeggiata, prima di rincasare e, giunti all’altezza della vecchia stazione ferroviaria, a pochi metri dalla chiesa russa, la giovane prosegue per il lungomare Imperatrice. Restano molti interrogativi. Non si sa come Alena abbia conosciuto il tunisino e perchè entrambi  si sono ritrovati in quella piazzetta vicina all’Aurelia, in una zona trafficata dalle auto. “Trattandosi di una ragazza robusta e sportiva, i genitori si sono sempre fidati di lasciare la figlia sola in giro e mai più avrebbero pensato che proprio qui a Sanremo potesse accadere qualcosa del genere – spiega Nadia, portavoce della comunità ortodossa di Sanremo.
Damiris Bellini, l’avvocato di Imperia che difende Zied Yakoubi ha spiegato che il suo assistito «dice che hanno trascorso la serata assieme e dopo avere bevuto in un bar a Sanremo sono andati in auto a capo Nero, ma nega di avere alzato le mani o ancora peggio di averla spinta nella scarpata. Non ricorda quasi nulla di quella serata, se non di aver tentato di salvarla mentre cadeva e di essere finito giù pure lui».
Yakoubi, che sostiene di essere algerino, ha ricostruito con l’avvocato i contorni di quella tragica serata: ricorda di avere bevuto con Alena al bar con altri 2 amici, pure loro magrebini; ha anche detto di avere conversato con lei in tedesco, essendo stato pure lui in Germania. Dopo avere raggiunto capo Nero in auto, accompagnati da uno dei due amici, che abita in zona, i due sarebbero scesi, dirigendosi verso la terrazza sul mare, da dove la giovane è precipitata.
Un testimone ha detto di averli visti litigare, ma Yakoubi ha negato questa circostanza, dicendo anzi di essere caduto con la giovane nel tentativo di salvarla: visto il fisico più robusto, se l’è cavata con fratture alle costole ed escoriazioni.