Home Cronaca Marco Paolini: “Sono all’inferno, non pugnalatemi”

Marco Paolini: “Sono all’inferno, non pugnalatemi”

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Alessandra Lighezzuolo, 53 anni, è deceduta all’ospedale di Borgo Trento  presso Verona il 19 luglio scorso, dove era stata subito ricoverata in condizione disperate dopo un tragico incidente sulla A4. I medici avevano tentato DI per cercare di salvarla. A causare l’incidente un attimo di distrazione da parte di Marco Paolini, risultato fatale. L’attore ha tamponato violentemente la Fiat 500 sulla quale viaggiavano Alessandra e una sua amica 
Marco Paolini ha ammesso di essersi distratto per un momento dalla guida. Paolini avrebbe deviato verso destra la traiettoria della sua Volvo andando a tamponare la Fiat 500 che procedeva davanti a lui nella corsia di destra. Paolini è risultato negativo all’alcoltest. Per Paolini, dopo la morte di Alessandra l’ipotesi di reato passa da lesioni gravissime a omicidio stradale.
 “Adesso non ho qualcosa da offrire, più che il mio silenzio”.  Così Marco Paolini dopo l’incidente d’auto accaduto lo scorso 17 luglio.
Non voglio dire una parola su un fatto che colpisce tante persone. Sono indagato – ha continuato Paolini – per omicidio stradale. Per me è un obbligo tacere, limitarmi a rispettare e a condividere il dolore altrui. Non voglio recitare la parte dell’affranto, se lo facessi ucciderei anche la mia dignità. Il silenzio è obbligatorio per capire se sono capace di andare avanti. So profondamente cos’è successo e che nulla sarà più come prima. Chiedere scusa in pubblico sarebbe davvero indecente, per chi soffre e anche per me. Sono vulnerabile, già all’inferno. Non pugnalarmi”.
Così ha risposto a Davide Tondini di Repubblica tornando ad affrontare il tragico momento dell’incidente mortale chiarendo che il momento di distrazione alla guida fu causato da un colpo di tosse. Ho questa tosse maledetta da mesi, non passa mi tormenta. Tossisco e adesso penso che ogni colpo di tosse sia come una fucilata”.
In queste ore l’attore rinunciato a ritirare il premio Pelmo d’Oro – da nome della montagna sul Cadore. Il riconoscimento sarebbe dovuto essergli consegnato a Rocca Pietore, in provincia di Belluno, nella sua terra. L’attore ha inviato una lettera aperta agli organizzatori per giustificare la sua assenza, dove ha scritto: «Il mio carattere somiglia alle Alpi; un giorno un pezzo viene giù e nulla è più come prima. Mi avete fatto l’onore del conferimento del Pelmo d’Oro alla Cultura 2018 – ha scritto Paolini. – Il mio carattere somiglia alle Alpi, nel bene e nel male. Le Crode sembrano eterne, poi un giorno un pezzo viene giù di schianto e quel che resta non è come prima. Ho sentito questa come un’occasione in più per marcare l’appartenenza a una comunità, quella bellunese, che in tanti modi mi ha fatto negli anni sentire il suo affetto e sostegno. Camminando sui sentieri quest’estate mi capiterà l’occasione di un chiarimento a tu per tu con il Pelmo nell’ora in cui diventa d’oro».