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“Sara aveva il costume strappato. E il turista tedesco la teneva in braccio, piangendo”

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«Doveva vedere un turista tedesco, un uomo enorme, ieri è scoppiato in lacrime. Non riusciva a spiegarsi come a lungo non fosse riuscito, insieme ad altre tre persone, a staccare quella povera ragazzina dal fondo della piscina. Quando l’ hanno riportata a galla aveva una gamba rovinata. Quanto è accaduto è inspiegabile» così raccontano la morte orribile di Sara Francesca Basso, ragazzina di 13 anni. Intorno alle 16.30 di mercoledì stava nuotando nella vasca di forma ovoidale del Grand Hotel Virgilio a Sperlonga, in provincia di Latina. Era in vacanza con la mamma. Mentre nuotava è finita sul fondo della piscina risucchiata, secondo le prime ricostruzioni, da uno dei bocchettoni dell’aspirazione della vasca. Ad accorgersi del corpo sul fondo è stato un turista australiano, ospite dell’albergo: è entrato in acqua e ha iniziato a provare a tirare via il corpo che era attaccato – come fosse una ventosa – sul fondo della vasca. Ad aiutarlo un tedesco, anche lui ospite dell’albergo. Nonostante gli sforzi i due non riuscivano a riportare la ragazza in superficie. E’ intervenuto anche un medico originario della Romania.
«Ho provato a rianimarla, ho provato in ogni modo. Ho già raccontato tutto anche ai carabinieri». È particolarmente provato Ovidio Lerintiu, un medico di nazionalità romena in vacanza a Sperlonga, che mercoledì pomeriggio ha cercato di strappare Sara Francesca Basso alla morte. Sta uscendo dal Grand Hotel Virgilio insieme alla figlia, quasi la stessa età della vittima. «Sono qui in vacanza con mia moglie e la mia bambina. Qualche giorno di mare e in barca. Ieri ho cercato di fare del mio meglio», dice sconsolato.
Il risucchio dell’acqua del bocchettone era troppo forte: per riuscire a recuperare la ragazza i soccorritori hanno dovuto aspettare che venisse disattivato il motore del riciclo.
Sono stati minuti preziosi e interminabili in quei pochi metri, fino a quando Sara Francesca è stata portata sul bordo della piscina. Ai soccorritori è rimasta in mano persino la grata di quel bocchettone. Il costume  di Sara era rimasto attaccato a quel maledetto bocchettone. La ragazzina aveva un’ematoma, probabilmente causato dal risucchio. Ed appare incredibile davvero che un uomo robusto come il turista tedesco, l’ australiano e due dipendenti della struttura abbiano faticato così tanto a staccare dal bocchettone di una piscina una ragazzina di tredici anni.
Alcuni  testimoni della struttura ascoltati dai Carabinieri hanno ipotizzato che Sara, tuffandosi, abbia rotto la grata che copriva il bocchettone. Ipotesi apparsa improbabile agli investigatori.
 Sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che sia stata tirata giù – sul fondo della vasca di quello che viene definito sul sito della struttura «un angolo di tranquillità all’ interno del Virgilio Grand Hotel» – dall’impianto che viene utilizzato per il ricambio dell’ acqua. La piscina ha anche uno spazio attiguo per l’ idromassaggio. L’ altra ipotesi, invece, è che possa aver perso i sensi per un malore prima di finire lì sotto, senza via di scampo.
La macchina dei soccorsi nel frattempo si era messa in moto, con i sanitari dell’ Ares 118 che hanno intubato la ragazzina, poi trasferita d’ urgenza al Gemelli. Inizialmente il quadro sembrava meno drammatico ma il fatto che fosse rimasta per diversi minuti priva di ossigeno e l’ aver ingerito acqua è stato probabilmente fatale. Alle 4 della notte il cuore si è fermato. Sarà appunto l’ autopsia  a stabilire le cause del decesso.
 
Proprio il racconto del primo soccorritore ai carabinieri che stanno seguendo il caso, comunque, conferma che la forza dell’ impianto di aspirazione era molto elevata. Sotto sequestro ci sono anche il vano pompe e la grata ma i dubbi maggiori riguardano l’ impianto che, costeggiando la piscina, serve la grande vasca idromassaggio. Non c’ era un bagnino, ma si tratta di una struttura piccola e poco profonda  – un metro e mezzo circa -anche se è uno degli accertamenti in corso da parte del magistrato. Il pozzetto e la stessa piscina erano già stati all’ attenzione della magistratura, finiti sotto sequestro – insieme a un ampliamento ritenuto abusivo – due anni fa. Nel frattempo era stato tutto dissequestrato. In passato c’ erano stati tre provvedimenti simili.
 
 Un atto dovuto, dopo la tragedia, l’ iscrizione nel registro degli indagati per concorso in omicidio colposo di Mauro De Martino, 40 anni, amministratore della società che gestisce l’ albergo, dell’ ex proprietario Francesco Saverio Ermini, del costruttore della vasca Ermanno Capolongo e del responsabile della manutenzione Nicolangelo Viola. Li assistono gli avvocati Vincenzo Macari e Alfredo Zaza d’ Ausilio che hanno chiesto una perizia sul funzionam
 
 
Sconvolta la comunità di Supino in provincia di Frosinone, dove la ragazzina viveva, e quella di Frosinone dove frequentava l’ istituto comprensivo Campo Coni. Tra i messaggi di cordoglio quello del sindaco di Sperlonga, Armando Cusani che invita «a pregare per il piccolo angelo volato in cielo e per i suoi cari». Tra le ultime foto postate da Sara su Instagram: uno scatto del 9 luglio che la ritrae di spalle, mentre ammira il tramonto dalla terrazza dell’ hotel.
 
La piscina dove «trascorrere una giornata tranquilla», è lì a due passi. E Sara Francesca vi ha trovato la morte.
 
Nei pochi negozi di via Romita, dove si trova la struttura ricettiva, a due passi dalla spiaggia, non si parla d’ altro. «Noi non eravamo in albergo quando è successo il fatto. Poi abbiamo visto tante ambulanze» raccontano due turisti inglesi.
Nella struttura ricettiva non c’ è traccia dei proprietari e dei gestori. «Non c’ è nessuno in hotel, ci dispiace. Ieri di noi non lavorava nessuno e non sappiamo niente», dicono subito alla reception. Il Grand Hotel Virgilio, del resto, già nel 2014 vide scattare al proprio interno i sigilli per una serie di abusi edilizi. Due anni dopo il Comune di Sperlonga ordinò la demolizione della stessa piscina dove mercoledì pomeriggio si è consumato il dramma e nello stesso anno i carabinieri effettuarono un altro sequestro, ipotizzando che la struttura fosse stata trasformata in una lottizzazione abusiva. Poi, tra dissequestri e adeguamenti, nell’ attesa di discutere la vicenda in tribunale, il peggio per il Virgilio sembrava passato. L’hotel venne acquistato tempo fa da Francesco Saverio Emini, imprenditore di Parete, in provincia di Caserta, diventato collaboratore di giustizia dopo aver denunciato delle estorsioni ed essere stato minacciato dai Casalesi. Come amministratore della Virgilio srl, che gestisce la struttura, è arrivato poi il genero Mauro Di Martino. I proprietari dell’ hotel ieri si sono subito rivolti agli avvocati Vincenzo Macari e Alfredo Zaza d’ Aulisio.