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Nave ferma a Trapani, interviene il Presidente della Repubblica

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E alla fine è intervenuto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a sbloccare la situazione della nave Diciotti ferma dalle prime ore del pomeriggio nel porto di Trapani.Le Ong e agenzie delle Nazioni Unite hanno chiesto alle «autorità l’attivazione urgente di una primissima assistenza sociosanitaria, l’autorizzazione allo sbarco per tutte le persone a bordo, a partire dai minori e persone vulnerabili, e l’erogazione per tutte le persone a bordo di generi di prima necessità». Un allarme forse eccessivo, dal momento che i migranti sono risaltati in buone condizioni. Un medico era salito sull’imbarcazione della Guardia Costiera per visitare i profughi e ha escluso emergenze sanitarie. Le pressioni sembrano aver avuto la meglio. Il Presidente ha  contattato il premier Giuseppe Conte e ha fatto sapere che segue con attenzione la vicenda della nave della capitaneria di porto bloccata al porto di Trapani, in attesa del via libera allo sbarco dalla Prefettura. Un interessamento che non sarebbe stato gradito dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini: fonti del Viminale esprimono «stupore» per la telefonata del presidente della Repubblica al premier Conte.

Migranti, il presidente Mattarella interviene sulla nave ferma a TrapaniL’interessamento del Presidente Mattarella sembra comunque aver prodotto una significativa accelerazione. Alle 21.30 il premier Giuseppe Conte in un comunicato ha reso noto che “sono state completate le procedure di identificazione delle persone che erano a bordo, con particolare riguardo a quelle a cui risulterebbero imputabili le condotte che configurano ipotesi di reato“.

La nave Diciotti era dovuta intervenire in soccorso di un cargo italiano, la Vos Thalassa, che dopo aver soccorso alcuni migranti avrebbe ricevuto da alcuni di loro delle minacce affinchè non fossero riportati in Libia. Sulla vicenda il commento del Ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli “Noi siamo stati chiamati come organi di polizia giudiziaria – la Guardia costiera è organo di polizia giudiziaria sul mare – per sedare una minaccia di violenza, definita da alcune prime notizie come minaccia di morte, all’equipaggio della nave mercantile italiana che stazionava intorno alle piattaforme petrolifere del mare libico. E siamo intervenuti per salvare le vite del nostro equipaggio”La nostra nave Diciotti ha imbarcato i presunti delinquenti insieme agli altri migranti, siamo arrivati nel porto di Trapani. Ora l’ordine pubblico è di competenza del ministro dell’Interno che immagino stia procedendo con le indagini nei confronti dei cosiddetti facinorosi all’interno della nave. Mi sembra – ha detto Toninelli – che non ci sia nulla di particolare. La nave di Stato italiana, che è della Guardia costiera, è entrata nel porto italiano. Ora le indagini vanno avanti e stiamo aspettando i magistrati, perché – ha sottolineato – nessuno si deve permettere di minacciare le vite dei nostri lavoratori in mare”.

Intanto il Ministero dell’Interno ha espresso «rammarico» per la decisione della Procura di Trapani di non emettere alcun provvedimento restrittivo nei confronti dei due immigrati che avrebbero minacciato l’ammutinamento: si tratta di due profughi, Ibrahim Bushara, sudanese, e Hamid Ibrahim, ganese, che, su indagini dello Sco, della squadra mobile e del Nucleo speciale intervento del Comando generale della Guardia Costiera, sono stati indagati in stato di libertà per concorso in violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dell’equipaggio del rimorchiatore. Reato che non prevede l’arresto e le accuse di impossessamento di nave e minacce ipotizzate dalla Polizia non sono state ritenute contestabili dai Pm. L’attività di Polizia giudiziaria non è ancora terminata e continuerà tutta la notte. Per completare le indagini è previsto che vengano sentiti tutti i 67 migranti su nave Diciotti, due in qualità di indagati e gli altri come testimoni. Verranno fatti scendere dalla nave appena sarà possibile interrogarli.

Durante la giornata di oggi le organizzazioni umanitarie presenti al molo di Trapani – Intersos, Medici Senza Frontiere, Oim, Save the Children, Unicef e Unhcr – hanno espresso «profonda preoccupazione per il ritardo protratto nello sbarco di 67 persone presenti sulla Nave della Guardia Costiera Diciotti» e hanno chiedono di «agevolare urgentemente le operazioni di sbarco». L’appello delle organizzazioni con queste parole: «I rifugiati e migranti, fra i quali donne, bambini e adolescenti, sono in mare da almeno quattro giorni, essendo state soccorse dal rimorchiatore Vos Thalassa il 8 luglio scorso, trasferite sulla nave Diciotti il giorno successivo e fatte arrivare a Trapani solo alle 15 di oggi. Nonostante ciò non è stato ancora autorizzato lo sbarco». Uno scenario che presumibilmente ha indotto il Presidente Mattarella ad intervenire, dopo il clamore suscitato qualche settimana fa dalla nave Acquarius.

La nave con a bordo 67 migranti soccorsi 4 giorni fa dal carvo Vos Thalassa è rimasta nel tratto di mare antistante il porto di Trapani per tutta la mattinata, dopo le informazioni iniziali secondo le quali sarebbe dovuta sbarcare alle 8. Dopo essersi avvicinata ai muraglioni frangiflutti è rimasta in rada, non entrando nel porto.Ore di attesa, che ha qualcuno devono essere sembrate un’eternità, fino all’intervento di Mattarella in serata.